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  • Mercoledì 6 marzo 2024

Le nuove misure per gestire il sovraffollamento sul Monte Fuji

Il sentiero più frequentato per arrivare in cima al vulcano più noto del Giappone sarà a pagamento e con un limite massimo di visitatori, anche per scoraggiare le pratiche pericolose

Il Monte Fuji visto dal mare a Fujisawa
(AP Photo/ Kiichiro Sato)
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Lunedì il governo della provincia di Yamanashi, a ovest di Tokyo, ha approvato un’ordinanza per introdurre un biglietto e nuove restrizioni per l’ascesa del Monte Fuji, che con i suoi 3.776 metri è la montagna più alta del Giappone nonché il vulcano simbolo del paese. Per via delle condizioni climatiche, il monte è aperto al turismo solo durante l’estate, con il risultato che tra luglio e settembre sui sentieri si concentrano migliaia e migliaia di persone ogni giorno: la decisione è stata presa proprio per gestire il sovraffollamento di visitatori verso la cima e scoraggiare le pratiche pericolose, entrambi problemi noti già da tempo.

Le nuove misure riguarderanno il cosiddetto sentiero Yoshida, che è il più popolare e il più attrezzato per raggiungere la cima del Monte Fuji e parte dalla quinta stazione della linea di bus Fuji-Subaru, a un’altitudine di circa 2.300 metri. In base all’ordinanza, dal prossimo primo luglio per accedere al sentiero bisognerà pagare un biglietto da 2mila yen (poco più di 12 euro) a testa, oltre ai mille di contributo volontario richiesti dal Fondo per la conservazione del Monte Fuji per tenere pulita la montagna. Alla quinta stazione verrà installata una barriera che resterà chiusa dalle 16 alle 3 del mattino del giorno seguente e servirà sia per riscuotere il pagamento sia per limitare il numero di visitatori.

Un tetto massimo di 4mila escursionisti al giorno in realtà esisteva già. Al momento però sui sentieri non esistono cancelli, e nella pratica era complicato tenere sotto controllo chi entrava e chi usciva. L’amministrazione locale ha chiarito che superati i 4mila accessi al giorno nessuno potrà più entrare fino al giorno successivo, con l’eccezione di chi avesse una prenotazione per dormire in uno degli alloggi lungo il sentiero. Le misure non riguardano gli altri tre sentieri per accedere al Monte, quelli di Subashiri, Gotemba e Fujinomiya, che si trovano nella provincia di Shizuoka, e su cui quindi la provincia di Yamanashi non ha giurisdizione.

Un gruppo di visitatori durante la salita sul Monte Fuji prima dell'alba, il 27 agosto del 2019

Un gruppo di visitatori durante l’ascesa sul Monte Fuji prima dell’alba, il 27 agosto del 2019 (AP Photo/ Jae C. Hong)

La maggior parte delle persone che visitano il Monte Fuji si ferma in una delle stazioni lungo il percorso, perché per quanto tecnicamente semplice quella per arrivare in cima è un’escursione molto lunga e faticosa. Secondo i dati del ministero dell’Ambiente giapponese, nell’estate del 2023 sulla cima della montagna sono arrivati circa 221mila visitatori, più o meno quelli che c’erano stati nell’estate del 2019, nella stagione precedente alla pandemia da coronavirus. Sempre secondo i dati del ministero, il 60 per cento di questi sale proprio dal sentiero di Yoshida.

Il problema è che spesso c’è chi si mette in cammino verso la cima senza avere un’adeguata preparazione, attrezzatura e abbigliamento, creando ingorghi e raddoppiando il tempo necessario per arrivare in cima al monte. In particolare, molte persone salgono sulla montagna di notte per arrivare in cima all’alba e scendere in giornata: una pratica chiamata “bullet climbing”, che nel tempo ha peraltro portato a un aumento delle richieste di soccorso dovute all’arrivo del maltempo, specialmente da parte di turisti inesperti e non giapponesi.

Dal 2013 il Monte è un Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, che già allora aveva consigliato al governo giapponese di attuare misure per gestire i flussi di visitatori.

L’amministrazione della provincia di Yamanashi ha fatto sapere che le restrizioni sono state pensate sia per alleviare il problema del sovraffollamento sul sentiero e vicino alla cima sia per le preoccupazioni relative alla sicurezza e al comportamento dei visitatori. Il ricavato dei biglietti verrà impiegato per costruire barriere per proteggere gli escursionisti dall’eventuale caduta di massi o detriti dalla montagna, ma anche per sorvegliare atteggiamenti pericolosi o inopportuni.

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