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  • Giovedì 1 febbraio 2024

Il pasticcio al concorso pubblico per il corpo dei forestali, in Sicilia

Al primo posto era arrivato il figlio dell'ex capo che aveva anche nominato la commissione esaminatrice: la Regione ha annullato tutto

Foto di agenti della forestale siciliana vicino a una macchina, sul luogo di un incendio
(AP Photo/Salvatore Cavalli)
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La Regione Sicilia ha annullato l’esito del concorso organizzato lo scorso ottobre per assumere 46 agenti del corpo forestale, e ha dichiarato decaduta la commissione esaminatrice per conflitto d’interessi. Il concorso dovrà essere rifatto da capo. Della questione si discuteva da mesi a causa di alcune irregolarità nella procedura di selezione: il primo posto in graduatoria era stato ottenuto dal figlio dell’ex dirigente del corpo forestale regionale, che aveva anche nominato i membri della commissione esaminatrice.

Le prove scritte del concorso si erano svolte tra il 24 e il 27 ottobre a Catania e Siracusa: i candidati erano circa 20mila, e avevano dovuto rispondere a 60 domande a crocette. Ancora prima dell’ufficializzazione dei risultati era iniziata a circolare online una versione ufficiosa della graduatoria, e si era diffusa la notizia dell’ottimo risultato ottenuto da Alessio Maria Salerno, il figlio di Giovanni Salerno, ex capo dei forestali. Secondo alcuni giornali locali e nazionali, Salerno aveva risposto correttamente a tutte le domande, compresa una che però presentava tre opzioni tutte sbagliate: chiedeva quanti sono i deputati dell’Assemblea regionale siciliana, permettendo di scegliere tra 60, 120 o 90. I deputati però sono 70.

La situazione si era poi complicata ulteriormente perché tutti i componenti della commissione esaminatrice, compreso il presidente, erano stati scelti nel 2022 proprio da Giovanni Salerno, che pochi mesi dopo era andato in pensione.

La Regione aveva deciso quindi di intervenire per accertare eventuali irregolarità nel concorso, e un’indagine interna aveva concluso che la nomina della commissione da parte di Salerno era da considerare un conflitto d’interessi. Sul fatto aveva aperto un’indagine anche la Corte dei Conti, e a inizio dicembre il presidente regionale Renato Schifani aveva sospeso l’esito della prova: «L’annullamento degli atti […] è a questo punto l’unica soluzione percorribile per ripristinare la legalità violata e consentire una partecipazione, con pari opportunità, a tutti i concorrenti», ha detto.

La decisione però era stata criticata da alcuni partecipanti e da deputati regionali di opposizione, secondo i quali l’annullamento avrebbe penalizzato anche chi aveva partecipato onestamente alla prova: «Perché a pagare le colpe di qualcuno dovrebbero essere tutti i candidati?» aveva detto Valentina Chinnici, del Partito Democratico. La conferma dell’annullamento è arrivata il 30 gennaio, e il concorso dovrà essere ripetuto.