Andrea Bonafede, uno dei fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro, è stato condannato a sei anni e otto mesi di carcere

(Carabinieri via AP)
(Carabinieri via AP)

Giovedì Andrea Bonafede, omonimo e cugino del geometra di cui il boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro utilizzava l’identità, è stato condannato in primo grado a sei anni e otto mesi di reclusione per favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza della pena. Bonafede aveva aiutato Messina Denaro, che prima della morte soffriva da tempo di tumore al colon in stato avanzato, a operarsi nell’ospedale di Mazara del Vallo: è stato definito il “postino” del boss mafioso perché era incaricato di ritirare le ricette mediche che servivano a Messina Denaro nello studio del medico Alfonso Tumbarello, a sua volta arrestato a febbraio.

Nella pratica, Tumbarello faceva avere a Bonafede ricette intestate a un altro Andrea Bonafede, il suo cugino geometra, che però erano in realtà per Messina Denaro: in tutto gli inquirenti ritengono che abbia recuperato per suo conto circa 140 ricette. Bonafede si è difeso sostenendo di non sapere che le ricette non fossero davvero per il cugino, e di essere convinto che ad avere il tumore fosse proprio il cugino, che non voleva però far sapere in giro della propria malattia.