La quotazione in borsa di Birkenstock è stata deludente

Nel primo giorno le azioni hanno perso oltre il 12 per cento, per motivi però che non hanno a che vedere con la salute dell'azienda

A destra l'amministratore delegato di Birkenstock Oliver Reichert, insieme ad altri dirigenti dell'azienda, mentre suona la tradizionale campanella a Wall Street che fa iniziare le negoziazioni, mercoledì a New York. Tutti avevano le Birkenstock ai piedi (AP Photo/Richard Drew)
A destra l'amministratore delegato di Birkenstock Oliver Reichert, insieme ad altri dirigenti dell'azienda, mentre suona la tradizionale campanella a Wall Street che fa iniziare le negoziazioni, mercoledì a New York. Tutti avevano le Birkenstock ai piedi (AP Photo/Richard Drew)
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Mercoledì si è quotata a Wall Street l’azienda di scarpe Birkenstock, una società con una storia lunghissima e che è cresciuta rapidamente in pochi anni, soprattutto grazie al successo di alcuni modelli diffusissimi sia in Europa che negli Stati Uniti. Rispetto alle grandi aspettative però le azioni della società sono andate male. L’azienda si è presentata sul mercato con un prezzo di 46 dollari per azione: ieri i suoi titoli hanno chiuso il loro primo giorno in borsa a 40,2 dollari, il 12,6 per cento in meno.

Secondo gli analisti la quotazione è stata deludente soprattutto per motivi di mercato e non direttamente legati a come va di per sé Birkenstock. Da inizio settembre a Wall Street c’erano già state tre grosse quotazioni, tra cui quella dell’azienda di chip Arm Holdings, che ha raccolto 5 miliardi di dollari. La maggior parte degli osservatori quindi sostiene che Birkenstock sia arrivata in borsa in un momento in cui non solo c’erano già stati grossi movimenti, ma in cui c’è anche una grande incertezza economica e di politica internazionale, che sta riducendo le vendite di tutto il settore della moda e del lusso. A causa dell’inflazione e degli alti tassi di interesse l’economia mondiale è in rallentamento da mesi, la guerra in Ucraina continua senza prospettive concrete di una fine, e a questa si è aggiunto il violento attacco di Hamas e l’assedio a Gaza.

Il debutto in borsa di Birkenstock è stato dunque penalizzato da una serie di fattori esterni, perché l’azienda in sé va bene ed è profittevole. Nel 2022 i suoi ricavi sono aumentati di quasi il 30 per cento rispetto al 2021, fino ad arrivare a circa 1,2 miliardi di euro, con profitti per 394 milioni. Lo scorso anno le vendite erano state talmente elevate e sorprendenti da aver colto l’azienda di sorpresa: per esempio, la grande popolarità delle Boston scamosciate su Instagram e TikTok lo scorso autunno le aveva rese sostanzialmente introvabili a New York.

Quella di Birkenstock era per questo una delle quotazioni più attese di quest’anno e doveva arrivare a coronamento dell’incredibile successo della sua strategia  commerciale, che l’ha trasformata da “scarpa brutta” per eccellenza a oggetto alla moda e richiestissimo.

La società ha comunque raccolto 1,48 miliardi di dollari, con cui prevede di ridurre i suoi debiti. Ora ha una valutazione di mercato complessiva di 8,2 miliardi di dollari: nelle previsioni c’era l’obiettivo di arrivare persino ai 10 miliardi di dollari. Nonostante la delusione resta comunque il doppio della cifra a cui fu venduta solo due anni fa alla società L Catterton. Questa azienda fa capo alla multinazionale del settore del lusso LVMH, che ha deciso di puntare molto sul marchio Birkenstock con grossi investimenti di carattere commerciale e pubblicitario: è grazie a questi che l’azienda ha ottenuto grande popolarità e grandi vendite.

Le Birkenstock nacquero in Germania come scarpe ortopediche e devono molta della loro fortuna alla passione diffusa in Germania per le lunghe camminate, per cui questo tipo di calzatura è particolarmente indicato (quando fa caldo). Oggi sono trasversalmente apprezzate non solo per la loro comodità e praticità, ma anche per il loro aspetto, e soprattutto non vengono più associate soltanto all’abbigliamento estivo pratico ma brutto dei turisti tedeschi. Negli anni sono stati venduti modelli in edizione limitata disegnati da personaggi famosi, e aziende di alta moda come Dior, Manolo Blahnik, Valentino, Celine e Givenchy le hanno reinventate utilizzando nuovi materiali e colori, ma mantenendo sempre la forma classica.

L’acquisizione di LVMH ha dato un’ulteriore spinta alla popolarità delle Birkenstock. Si vede anche dal fatto che le sue scarpe sono comparse in alcune serie tv e film di grande successo, che hanno contribuito ulteriormente ad aumentarne le vendite. Sono comparse nel film Barbie e al momento dell’uscita sono aumentate tantissimo le ricerche online legate ai prodotti Birkenstock. Tra le uscite recenti poi si vedono anche nella serie tv The Bear, che è stata molto apprezzata e che racconta il lavoro in un ristorante in crisi di Chicago i cui i dipendenti indossano il modello Tokio, che ha la forma di un sabot che si allaccia dietro il tallone.

– Leggi anche: L’incredibile successo delle Birkenstock