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  • Mercoledì 4 ottobre 2023

Cosa succede ora alla Camera degli Stati Uniti

Martedì la Camera ha sfiduciato lo speaker Kevin McCarthy: è la prima volta che succede, e apre a uno scenario piuttosto confuso

(AP Photo/J. Scott Applewhite)
(AP Photo/J. Scott Applewhite)

Martedì la Camera degli Stati Uniti ha approvato una mozione di sfiducia per rimuovere dal suo incarico lo speaker Kevin McCarthy, un esponente di lungo corso del Partito Repubblicano. È la prima volta nella storia degli Stati Uniti che la Camera vota per rimuovere lo speaker: i deputati dovranno ora eleggerne uno nuovo, ma non è chiaro né quando questo succederà, né chi sarà il successore di McCarthy.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la mozione per sfiduciare McCarthy è stata presentata da un altro deputato Repubblicano, Matt Gaetz, secondo cui l’ex speaker aveva fatto troppe concessioni ai Democratici nelle negoziazioni per evitare lo shutdown, la parziale chiusura delle attività del governo federale statunitense. Otto deputati Repubblicani, tra cui Gaetz, hanno votato a favore della rimozione di McCarthy, insieme a 208 Democratici.

– Leggi anche: Gli Stati Uniti sono riusciti a evitare lo “shutdown”, per pochissimo

Poco dopo la sua elezione come speaker, lo scorso gennaio, McCarthy aveva indicato alcuni possibili successori che avrebbero dovuto sostituirlo nel caso in cui per qualsiasi motivo avesse dovuto lasciare l’incarico. Questi speaker ad interim hanno però poteri molto limitati e hanno essenzialmente il compito di supervisionare l’elezione di un nuovo speaker.

Al momento lo speaker ad interim indicato da McCarthy è Patrick McHenry, un deputato Repubblicano del North Carolina di 47 anni, in carica dal 2009. È relativamente moderato: ha votato a favore dell’accordo trovato da McCarthy per evitare lo shutdown, e nel 2020 aveva sostenuto la vittoria di Joe Biden alle elezioni, la cui legittimità era stata invece contestata dall’ex presidente Repubblicano Donald Trump.

Secondo fonti della stampa vicine al Partito Repubblicano, è improbabile però che McHenry venga eletto come speaker effettivo. Altri nomi che circolano sono quello di Tom Cole, deputato dell’Oklahoma, e Tom Emmer del Minnesota. Si parla anche di Steve Scalise, deputato della Louisiana che ha il supporto di Gaetz e sta seguendo la chemioterapia a causa di un mieloma multiplo, un particolare tumore del sangue. Sia Cole che Scalise hanno votato a favore delle richieste di Trump per rovesciare i risultati del voto nelle elezioni del 2020.

Al momento quindi non c’è un candidato chiaro per la successione di McCarthy, anche a causa delle divisioni interne al Partito Repubblicano tra l’ala più estremista e quella più moderata (ma comunque molto conservatrice). I Democratici invece sostengono il loro capogruppo Hakeem Jeffries, che a gennaio aveva sfidato McCarthy per il ruolo di speaker ma non aveva ottenuto i voti necessari. I Repubblicani però hanno la maggioranza alla Camera con 221 seggi contro i 212 dei Democratici, e quindi con tutta probabilità anche il prossimo speaker sarà Repubblicano.

Non è chiaro quando verrà eletto il nuovo speaker. Il 17 novembre, tra poco più di 40 giorni, il Congresso dovrà votare per evitare un altro shutdown e sarà quindi fondamentale avere uno speaker che possa esercitare tutte le proprie funzioni.