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  • Sabato 30 settembre 2023

Il tribunale sportivo ha soltanto ammonito l’allenatrice della Nazionale di ginnastica ritmica

Emanuela Maccarani era stata processata per gli abusi emersi l'anno scorso, riceverà un «sollecito scritto ad essere più attenta in futuro»

(ANSA/CLAUDIO PERI)
(ANSA/CLAUDIO PERI)
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Il tribunale federale nazionale della ginnastica ha ammonito Emanuela Maccarani, allenatrice della Nazionale di ginnastica ritmica, e assolto la sua assistente, Olga Tishina. Maccarani e Tishina erano state processate per «aver adottato metodi di allenamento non conformi ai doveri di correttezza e professionalità, ponendo in essere pressioni psicologiche e provocando in alcune ginnaste l’insorgere di disturbi alimentari e psicologici», dopo le denunce di alcune atlete.

Sono state quindi accolte le richieste della procura federale, l’organo che svolge le indagini sulle irregolarità sportive nella disciplina, che chiedeva appunto un’ammonizione per Maccarani e l’assoluzione per Tishina. Secondo la procura «non c’è prova di un comportamento vessatorio nei confronti delle ginnaste», e quello di Maccarani verso una delle atlete che l’aveva denunciata, Anna Basta, era «un eccesso di affetto […] con l’obiettivo di portarla alle Olimpiadi, determinando invece un disagio che non mettiamo in dubbio».

La procura ha poi spiegato come deve essere interpretata l’ammonizione («una nota di sollecito scritto ad essere più attenta in futuro»).

Lo scandalo sugli abusi nella ginnastica ritmica era iniziato a ottobre del 2022 col racconto delle enormi pressioni, delle offese e delle umiliazioni subite negli ultimi anni da una serie di atlete del centro federale di ginnastica ritmica dell’Accademia di Desio, per soddisfare i parametri di peso della Nazionale italiana. Maccarani era direttrice tecnica dell’accademia.

Una ginnasta, Nina Corradini, aveva raccontato che veniva quotidianamente pesata con le altre compagne, «in mutande e davanti a tutti, sempre dalla stessa allenatrice», che segnava i dati su un quadernino e dava poi il proprio giudizio, ripetendole tra le altre cose: “Vergognati”, “mangia di meno”, “come fai a vederti allo specchio? Ma davvero riesci a guardarti?”. Dalla testimonianza di Corradini era emersa la pratica di assumere lassativi per pesare di meno, cosa che provocava debolezza e sofferenze: in un caso la ginnasta era anche svenuta a colazione, ma era stata comunque costretta dalle allenatrici ad andare in palestra.

Dopo la sua intervista avevano parlato pubblicamente anche le campionesse Anna Basta e Giulia Galtarossa, che avevano raccontato esperienze molto simili tra loro. Galtarossa aveva attribuito alle sofferenze patite all’Accademia di Desio i gravi disturbi del comportamento alimentare che più tardi le erano stati diagnosticati. Secondo quello che aveva riferito, una volta era stata rimproverata perché sorpresa a mangiare una pera, un’altra volta era stata definita “maialino” dopo essere stata pesata.

Dopo che i loro racconti erano diventati pubblici molte altre ginnaste, non solo della Nazionale ma anche di categorie inferiori e di altre discipline, avevano raccontato altre storie simili.

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha commentato la decisione del tribunale della federazione, esprimendo «perplessità su alcuni passaggi del dispositivo nel quale si giustifica quanto accaduto e denunciato, per quanto ritenuto non provato, collegando eventuali abusi con il troppo amore nei confronti delle ragazze. Non c’è amore che possa spiegare e giustificare un abuso, anche verbale, nella vita come nello sport».