Sono stati stanziati 2,7 miliardi per riparare i danni dell’alluvione in Romagna

Serviranno per gli interventi più urgenti come la sistemazione di strade e ponti e per le prime ricostruzioni di case e aziende

ponte della motta distrutto
Il ponte della Motta distrutto dall'alluvione a Budrio (Antonio Masiello/Getty Images)

Mercoledì sera è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge che definisce i fondi per riparare i danni dell’alluvione in Emilia-Romagna, Marche e Toscana: sono stati stanziati in tutto 2,7 miliardi di euro fino al 2025, di cui 2,5 miliardi per la ricostruzione di strade, ponti e argini dei fiumi, 120 milioni di euro per riparare i danni alle case e 100 milioni per evitare i licenziamenti nelle aziende costrette a interrompere la produzione.

Il decreto-legge era stato approvato il 27 giugno dal Consiglio dei ministri e sarà inserito come emendamento al cosiddetto “decreto alluvione” ora all’esame in commissione alla Camera. La nomina ufficiale di Francesco Figliuolo, il commissario straordinario che ha il compito di organizzare e coordinare tutti gli interventi, è attesa per oggi: dovrà essere autorizzata da un decreto del presidente della Repubblica.

Lunedì Figliuolo aveva fatto un sopralluogo nelle zone alluvionate insieme al presidente della Regione Stefano Bonaccini e ad alcuni sindaci, ma non aveva potuto esporsi più di tanto in parte perché le somme non erano state stanziate e soprattutto perché mancava la sua designazione ufficiale, indispensabile per iniziare a lavorare.

Figliuolo rimarrà in carica un anno, fino al 30 giugno 2024, con la possibilità di rinnovo, e avrà poteri molto ampi: potrà agire in deroga alle leggi, in particolare quelle relative ai contratti e agli appalti. In questo modo può operare più rapidamente per assegnare i lavori senza dover rispettare tutte le regole e i tempi degli appalti, cosa che in Romagna sarà utilissima dato che sono necessari molti interventi di emergenza. Ogni sei mesi dovrà informare la Protezione civile, i presidenti delle regioni, i sindaci e i rappresentanti dell’ANCI (l’associazione dei comuni) sull’avanzamento e sul programma dei lavori.

Nei prossimi due anni Figliuolo avrà a disposizione 21 milioni di euro per allestire la struttura commissariale, cioè assumere ingegneri, architetti e tecnici che lo aiuteranno a fare i progetti e a portarli avanti.

La ricostruzione di strade e ponti e la messa in sicurezza del territorio franato è la priorità. Nei prossimi due mesi la struttura commissariale è chiamata a studiare cinque piani: per le opere pubbliche e per i beni culturali danneggiati, per gli interventi sui dissesti idrogeologici, per le infrastrutture ambientali e infine per quelle stradali. I 2,5 miliardi di euro stanziati dal governo consentono di coprire le stime degli interventi più urgenti (1,9 miliardi di euro) fatte dalla Regione e dai sindaci. Ne servirebbero molti di più per sistemare tutti i danni, stimati in quasi 9 miliardi di euro. «Questa cifra [2,5 miliardi, ndr] è purtroppo molto distante dai reali fabbisogni nel triennio che la regione Emilia-Romagna ha stimato in circa nove miliardi, al fine di garantire tutti gli indennizzi e la ricostruzione», ha detto il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, che ha comunque riconosciuto l’impegno del governo.

È probabile che siano insufficienti anche i soldi stanziati per riparare i danni segnalati da privati e aziende. Entro due mesi la struttura commissariale dovrà distinguere gli interventi in base all’urgenza: sono previsti contributi fino al 100 per cento delle spese, ma «nel limite delle risorse disponibili». Significa che si dovrà decidere come distribuire i 120 milioni di euro messi a disposizione ora, in attesa che vengano stanziati altri fondi. I contributi andranno chiesti ai comuni, a cui spetta una verifica prima di trasmettere le richieste alla struttura commissariale, che a sua volta farà verifiche a campione per scoprire eventuali irregolarità. I 100 milioni di euro per le aziende potranno essere usati per i danni ai fabbricati, alle scorte, e ai beni strumentali di «attività produttive, industriali, agricole, zootecniche, artigianali, turistiche, professionali», oltre che per lo spostamento temporaneo della produzione.

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