Le femmine dei serpenti hanno due clitoridi

Fino a poco tempo fa nessuno si era curato di verificare che ne avessero anche solo una, poi una biologa australiana ha voluto approfondire

Una vipera della morte comune allo zoo di Praga (Petr Hamerník/Wikipedia Commons)
Una vipera della morte comune allo zoo di Praga (Petr Hamerník/Wikipedia Commons)
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La clitoride, quella parte dell’apparato genitale femminile analoga al pene maschile a cui nell’anatomia umana si riconduce il piacere sessuale, non è un’esclusiva della nostra specie. È presente in tutti i mammiferi, in tutte le specie di lucertole e in alcune specie di uccelli. E ora un nuovo studio ha dimostrato chiaramente che ce l’hanno anche i serpenti. Nel loro caso però si parla di emiclitoridi: sono clitoridi fatte di due parti uguali e speculari, quindi in sostanza doppie.

È risaputo che i serpenti hanno lingue biforcute, forse è meno noto che anche nei maschi i peni sono divisi in due e quindi doppi (emipeni), ma ora grazie a questo studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B sappiamo che lo stesso vale anche per gli organi erettili dell’apparato genitale femminile, le clitoridi appunto.

La prima autrice dello studio e la principale responsabile di questa scoperta è Megan Folwell, una dottoranda dell’Università di Adelaide, in Australia. Nel corso dei suoi studi sui genitali e sulla riproduzione nei serpenti, Folwell si era trovata a dissezionare una femmina di vipera della morte comune (Acanthophis antarcticus), una specie australiana, conservata in un museo. Nella coda dell’animale aveva individuato una struttura a forma di cuore che secondo lei poteva essere appunto un paio di emiclitoridi.

Fin dall’Ottocento si sa che negli squamati, cioè l’ordine di rettili a cui appartengono sia le lucertole che i serpenti, gli embrioni sviluppano delle strutture genitali, gli emifalli, che poi si sviluppano sotto l’azione degli ormoni sessuali, e che nel caso degli embrioni di sesso maschile diventano gli emipeni. Si ipotizzava che nelle femmine gli emifalli diventassero emiclitoridi, ma mentre per gli emipeni dei serpenti esistono moltissime ricerche, le emiclitoridi sono state perlopiù ignorate, e fino allo studio di Folwell non erano mai state descritte nel dettaglio. I rari articoli scientifici che ne parlavano erano vaghi e contenevano errori.

Per questo, quando la dottoranda mostrò alla sua referente all’Università La Trobe di Melbourne, Jenna Crowe-Riddell, la struttura a forma di cuore trovata nel serpente dissezionato, l’altra ricercatrice non era sicura di ciò che stava guardando. «Ci mettemmo in contatto con Patricia Brennan del Mount Holyoke College degli Stati Uniti, che è un’esperta dell’evoluzione dei genitali nei vertebrati», ha raccontato Crowe-Riddell su The Conversation. Il gruppo di scienziate – tutte coautrici dello studio – ha analizzato meglio la struttura a forma di cuore, appurando che era piena di sangue e tessuto nervoso, come sono tutti i tessuti erettili, confermando così l’ipotesi di Folwell.

Poi però ha indagato per capire se le emiclitoridi fossero una caratteristica delle sole vipere della morte comuni oppure di varie specie di serpenti e ne hanno prese in considerazione altre otto, scelte in quanto rappresentanti dei principali rami evolutivi dei serpenti e native di diverse parti del mondo. Le emiclitoridi sono state trovate in tutte queste specie, con forme e dimensioni diverse: questa varietà ha spinto le ricercatrici a ipotizzare che le clitoridi abbiano una funzione nella vita delle femmine di serpente e che non siano mere vestigia di organi embrionali che non si sono sviluppati.

Questa scoperta potrebbe cambiare il modo in cui si studiano i comportamenti sessuali dei serpenti. Finora infatti si pensava che negli atti sessuali tra questi animali i maschi si imponessero sulle femmine con la forza. La presenza di clitoridi funzionali invece potrebbe indicare che anche le femmine sperimentano un’eccitazione durante le occasioni di riproduzione. Per confermarlo o meno saranno necessari altri studi sui comportamenti legati all’accoppiamento. Le prossime ricerche di Folwell saranno mirate a stabilire quali tipi di nervi sono presenti nelle emiclitoridi e che ruolo abbiano questi organi durante gli atti sessuali e in alcuni comportamenti che li precedono, come lo sfregamento delle code.

Intanto le conclusioni a cui sono giunte Folwell e le sue colleghe hanno cominciato a rimediare allo storico disinteresse per l’anatomia femminile dei serpenti, analogo a quello che riguarda e ha riguardato molte altre specie animali, compresa quella umana.

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