(Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images)
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  • martedì 19 Aprile 2022

I dodici anni del Post, nel loro piccolo

E ancora più cose da fare di quelle fatte, tutti insieme

(Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images)
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Quello che è successo in questi anni col Post, con la partecipazione dei suoi lettori e abbonati, con la fiducia e la complicità che ha ricevuto, coi risultati del suo progetto di migliorare l’informazione italiana, continua a essere sorprendente e motivante, anche dopo dodici anni e anche dopo l’ulteriore crescita di visibilità e riconoscimenti arrivati negli ultimi due anni di complicazioni nuove da spiegare e raccontare.

Non ci abituiamo, quindi, a questa promettente e confortante dimostrazione che c’è un desiderio e un impegno a fare cose buone insieme: succede in molti altri ambiti, per fortuna, succede anche credendo che la buona informazione sia un modo prezioso di migliorare le cose, per la propria parte. Ma molti di voi ne avranno altri, e altrettanto preziosi: grazie per questo.

Stiamo tutti aspettando che le cose tornino a generare speranze – no, quelle ci sono sempre –, tornino a generare fiducia in quello che verrà dopo, invece che preoccupazione e timore che sia peggio. Ma non stiamo solo aspettando, ci stiamo anche lavorando, nelle emergenze che generano attenzione sulle notizie ma anche nei periodi di stanchezza tra le emergenze. La buona informazione deve diventare un’abitudine da tempi di pace, non solo un bisogno da tempi di guerra: che sia guerra metaforica o letterale.

E insomma, oggi sono dodici anni dal giorno che il Post andò online, poco prima di mezzanotte. E con discrezione volevamo brevemente ricordarlo qui, ché ci pare abbiamo fatto buone cose insieme, e ancora ne faremo. Con chi si è abbonato e con chi si abbonerà, quelle ambizioni rimangono uguali. Più siamo e meglio stiamo. Auguri, a tutti quanti.

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