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  • Sabato 2 aprile 2022

La Russia accusa l’Ucraina di avere attaccato nel suo territorio

A Belgorod, poco oltre il confine russo, è esploso un deposito di carburante: alcune immagini sembrano mostrare un attacco aereo

L'incendio dopo l'esplosione nel deposito carburante di Belgorod, Russia (Russian Emergency Ministry Press Service via AP)
L'incendio dopo l'esplosione nel deposito carburante di Belgorod, Russia (Russian Emergency Ministry Press Service via AP)

Poco prima dell’alba di venerdì primo aprile, c’è stata una serie di forti esplosioni in un deposito di carburante vicino alla città russa di Belgorod, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina. La Russia ha accusato l’esercito ucraino di avere condotto un attacco aereo con alcuni elicotteri, mentre da parte ucraina sono arrivate informazioni contraddittorie e poco chiare sull’operazione militare.

Per ora, la vicenda rientra tra i casi isolati di attacchi dentro i confini russi, ma sta attirando attenzione tra analisti ed esperti, con valutazioni sui rischi di una eventuale estensione della guerra seguita all’invasione dell’Ucraina.

Alcuni video ripresi da telecamere di sicurezza e diffusi dall’agenzia di stampa RIA Novosti, controllata dal governo russo, mostrano missili che colpiscono serbatoi del deposito, causando alcune forti esplosioni. Vyacheslav Gladkov, il governatore della regione di cui Belgorod è il capoluogo, ha detto che l’attacco è stato condotto da «due elicotteri ucraini».

Il ministero della Difesa russo ha diffuso un comunicato per confermare l’attacco: «Gli elicotteri hanno colpito un deposito di carburante impiegato per scopi civili a Belgorod. In seguito all’attacco, condotto con missili, alcuni serbatoi sono rimasti danneggiati e sono andati a fuoco. La struttura era impiegata per il solo rifornimento di carburante per scopi civili».

Secondo il ministero della Difesa britannico, che diffonde giornalmente bollettini e analisi sull’andamento dell’invasione russa in Ucraina, in realtà l’attacco a Belgorod potrebbe avere conseguenze nel breve periodo sui rifornimenti delle colonne di veicoli militari russi, in particolare per quelli nella zona della città ucraina di Kharkiv, a una sessantina di chilometri da Belgorod. Il bollettino ha inoltre ricordato che alcuni giorni prima erano state segnalate esplosioni in un deposito di munizioni nelle vicinanze di Belgorod, che potrebbero avere comportato qualche rallentamento nei rifornimenti di armi per mezzi e soldati russi in territorio ucraino.

L’esercito e il governo dell’Ucraina non hanno rivendicato espressamente l’attacco. Il ministro della Difesa ucraino, Dmytro Kuleba, ha detto di non avere informazioni a sufficienza sull’operazione: «Non posso né confermare né smentire le dichiarazioni su un coinvolgimento dell’Ucraina in questa vicenda, semplicemente perché non possiedo tutte le informazioni militari del caso».

Il segretario del Consiglio della sicurezza e della difesa nazionale dell’Ucraina, Oleksiy Danilov, ha in seguito respinto le accuse da parte russa: «Per alcuni motivi dicono che siamo stati noi, ma stando alle nostre informazioni ciò non corrisponde alla realtà».

(Russian Emergency Ministry Press Service via AP)

Il portavoce del governo russo Dmitry Peskov ha detto che l’attacco potrebbe mettere a rischio le attività diplomatiche per le trattative di pace: «Non è qualcosa che può essere percepito come un intento di creare condizioni confortevoli per il proseguimento dei negoziati». Le parole di Peskov sono state comprensibilmente accolte con un certo stupore, visto che le trattative di pace stanno andando avanti nonostante la guerra sia stata iniziata dalla Russia, e nonostante sia la Russia oggi a voler occupare e conquistare un altro paese.

Questa settimana le delegazioni diplomatiche della Russia e dell’Ucraina si erano incontrate a Istanbul, in Turchia, per trovare una soluzione diplomatica senza ottenere grandi risultati.