Tokyo, 29 marzo (Carl Court/Getty Images)
  • Mondo
  • giovedì 31 Marzo 2022

Le solite belle foto dei ciliegi in fiore in Giappone

Spettacolari come ogni primavera, ma anche quest'anno ammirati solo dai giapponesi, o quasi

Tokyo, 29 marzo (Carl Court/Getty Images)

Come ogni anno, in questi giorni moltissime persone in tutto il Giappone stanno frequentando i parchi delle città per ammirare e fotografare i ciliegi in fiore (chiamati sakura in giapponese), spettacolo che raggiunge il suo picco nel periodo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Questa stagione inaugura l’arrivo della primavera e viene celebrata con l’antica tradizione chiamata hanami, che prevede di ritrovarsi con altre persone per contemplare la fioritura delle piante e organizzare picnic sotto ai ciliegi. Negli ultimi due anni questi ritrovi sono stati perlopiù vietati per via della pandemia da coronavirus, ma dal Giappone arrivano comunque le solite belle foto delle piante in fiore e di chi ci passeggia vicino.

Quest’anno il periodo di fioritura dei ciliegi segue di pochi giorni l’allentamento delle restrizioni che erano state imposte sia a Tokyo che in altre 17 prefetture a causa dell’aumento dei contagi dovuto alla variante omicron del virus e alla sua sottovariante BA.2. Per precauzione tuttavia non sono ancora state eliminate le restrizioni relative all’arrivo dei turisti dall’estero, molti dei quali sceglievano il periodo primaverile proprio per poter ammirare la fioritura dei ciliegi e per visitare il paese con un clima favorevole.

Dall’inizio della pandemia il Giappone ha mantenuto chiusi i propri confini ai visitatori internazionali, cominciando a permettere solo di recente il rientro nel paese ai residenti di altre nazionalità, agli studenti stranieri e ad alcuni visitatori stranieri, per esempio persone che viaggiano in Giappone per lavoro, sempre con molte limitazioni (da venerdì primo aprile il numero delle persone che potranno entrare nel paese sarà aumentato a 10mila al giorno). Le decisioni del governo sono state criticate in diverse occasioni dalla federazione delle aziende giapponesi, che ha parlato di un grave danno reputazionale per il paese, e stanno avendo conseguenze enormi sul settore turistico, che praticamente si sta reggendo solo grazie ai turisti giapponesi.

Secondo i dati dell’ente del turismo nazionale, nel 2019 avevano visitato il Giappone più di 31 milioni di persone; a causa delle restrizioni tuttavia nel 2021 i visitatori stranieri che erano potuti arrivare nel paese erano stati poco più di 245mila. Per dare l’idea, è stato stimato che solo tra l’aprile e il settembre del 2020 il settore turistico in Giappone abbia perso l’equivalente di 615 milioni di euro.