Il presidente del Consiglio Mario Draghi (ANSA/ANGELO CARCONI)

La legge di bilancio è stata approvata

È passata alla Camera senza modifiche rispetto al testo passato in Senato, dopo che il governo aveva posto la fiducia

Il presidente del Consiglio Mario Draghi (ANSA/ANGELO CARCONI)

Il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge di bilancio per il 2022, la misura economica più importante dell’anno che stabilisce come lo Stato modificherà la spesa pubblica nei prossimi 12 mesi. Sul testo, già passato al Senato la scorsa settimana, il governo aveva posto la fiducia e oggi la Camera lo ha definitivamente approvato con 355 sì e 45 no.

Non è una novità che la legge di bilancio venga approvata con il testo esaminato e modificato solo da una delle due Camere: succede così da anni. La questione di fiducia è stata posta per velocizzare i tempi e fare in modo che la legge venisse approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre, data ultima per evitare di far ricorso all’esercizio provvisorio, un rischio che il governo non voleva assolutamente correre.

Le due misure principali della legge sono il rifinanziamento del reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni. Per il primo, la legge di bilancio prevede alcune correzioni: l’erogazione del reddito di cittadinanza verrà infatti interrotta dopo due proposte di lavoro rifiutate, invece che tre come era stato finora, ci sarà una piccola diminuzione mensile dopo il primo rifiuto e l’obbligo di partecipare ad attività nei Centri per l’impiego.

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Per le pensioni, invece, verrà introdotta la cosiddetta formula “Quota 102”, che innalzerà da 62 a 64 anni l’età minima per andare in pensione. La riforma si è resa necessaria per il fatto che a fine anno scadrà “Quota 100”, che consentiva di andare in pensione a chi aveva compiuto almeno 62 anni di età e versato almeno 38 anni di contributi (100 anni in tutto, per l’appunto).

L’altra importante misura prevista dalla legge di bilancio è il taglio delle tasse sul reddito: la riforma prevede la riduzione da 5 a 4 delle aliquote IRPEF e una rimodulazione delle fasce di reddito che comprendono. Oltre a questa misura, a cui sono stati destinati in tutto 7 miliardi, ci sarà anche 1 miliardo per l’eliminazione dell’IRAP, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, per circa 1 milione di lavoratori a partita IVA: nel 2022 verrà abolita per autonomi, imprese individuali e start up.

È stata inserita anche una misura per contrastare il rincaro dei prezzi dell’energia, dando la possibilità di pagare in dieci rate e senza interessi le bollette di luce e gas dei prossimi quattro mesi, da gennaio ad aprile 2022. Se una famiglia, una piccola azienda o un’attività artigianale non pagherà in tempo una bolletta emessa tra l’1 gennaio e il 30 aprile 2022, il fornitore dovrà offrire, nella prima comunicazione di sollecito, un piano di rientro con rate di 10 mesi senza interessi.

Per quanto riguarda gli incentivi edilizi, è stato modificato il cosiddetto Superbonus 110%, un’agevolazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione che migliorano l’efficienza energetica degli immobili introdotta nel 2020. Inizialmente il governo aveva fissato un tetto di reddito ISEE a 25mila euro per i lavori di ristrutturazione degli edifici monofamiliari, ma nella legge di bilancio questo limite è stato eliminato. Al suo posto è stato inserito un solo vincolo per accedere all’agevolazione: che il 30 per cento dei lavori sia completato entro il 30 giugno 2022.

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Sempre per quanto riguarda gli incentivi introdotti dalla manovra, è stato aumentato il limite di spesa per il cosiddetto “bonus mobili”, l’agevolazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ per le case in ristrutturazione. Fino alla fine del 2021 la detrazione ha un tetto di 16mila euro e nel 2022 scenderà a 10mila euro.

È stata inoltre approvata la proroga del rinvio del pagamento delle cartelle esattoriali notificate nei primi tre mesi del 2022, per le quali si avranno 180 giorni di tempo per pagare, anziché 60 giorni; ed è stata anche introdotta una modifica alla cosiddetta “APE social” (o, più correttamente, “sociale”), cioè la norma introdotta nel 2017 che consente a disoccupati e altre persone che si trovano in una situazione difficile di ricevere un assegno mensile che faccia da ponte fino al raggiungimento dei requisiti per ricevere una pensione. Fermo restando il requisito di almeno 63 anni per accedervi, gli anni di contributi richiesti a lavoratori edili e ai ceramisti dal 2022 scenderanno da 36 a 32.

Tra le altre misure ci sono 1,5 miliardi di euro per i lavori che andranno fatti a Roma in preparazione del Giubileo della Chiesa cattolica previsto nel 2025; 68 milioni di euro per il rifinanziamento nel 2022 del “bonus rottamazione TV”, che permette di ottenere in cambio un buono del 20 per cento (fino a un massimo di 100 euro) sul prezzo di un nuovo televisore; 150 milioni di euro per sostenere gli operatori economici del settore del turismo, dello spettacolo e dell’automobile, colpiti dalla pandemia.

La legge di bilancio prevede, inoltre, l’istituzione di un fondo da 2,67 miliardi di euro che saranno distribuiti nei prossimi 21 anni ad alcune grandi città fortemente indebitate (Napoli, Torino, Palermo e Reggio Calabria); la proroga fino al 2023 del cosiddetto “bonus idrico”, un’agevolazione sotto forma di detrazione fiscale per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio dell’acqua, fino a 1.000 euro a persona; e un bonus per abbattere le barriere architettoniche all’interno delle abitazioni, con una detrazione fiscale del 75 per cento dei costi per l’installazione di ascensori o montacarichi.

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