(ANSA/LUCA ZENNARO)
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  • giovedì 23 Dicembre 2021

La variante omicron in Italia è stimata al 28%

Sono usciti i risultati preliminari dell'ultima indagine dell'Istituto Superiore di Sanità, che ne confermano la rapidissima diffusione

(ANSA/LUCA ZENNARO)

L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in Italia la variante omicron del coronavirus sia responsabile del 28% dei nuovi casi di positività registrati: è il risultato preliminare di un’indagine rapida condotta sui campioni raccolti con circa 2mila tamponi eseguiti il 20 dicembre, su cui però saranno necessarie ulteriori analisi. I campioni provenivano da 18 regioni diverse, e sono state registrate «forti variabilità» tra una zona e l’altra.

L’incidenza in Italia della variante omicron, che si sta diffondendo con estrema rapidità ed è già prevalente in alcuni paesi, dovrebbe quindi essere aumentata di circa 150 volte in un paio di settimane: la precedente indagine, che si riferiva ai campioni raccolti il 6 dicembre, l’aveva stimata allo 0,19%. Riferendosi l’indagine a tre giorni fa, nel frattempo la percentuale di nuovi contagi causati dalla variante omicron è sicuramente aumentata.

Quella del 28% è ancora una stima provvisoria, perché il sequenziamento dei campioni raccolti, cioè l’analisi delle caratteristiche del materiale genetico del coronavirus, è stato per ora solo parziale. L’ISS ha spiegato che sono stati considerati come possibili positivi a omicron i campioni in cui «risultava mancante uno dei tre geni che normalmente viene ricercato nei test diagnostici molecolari (cosiddetto S gene dropout) o altri test di screening per escludere la presenza della variante delta, al momento ancora dominante». Il vero sequenziamento dei campioni verrà completato nei prossimi giorni e darà dati più completi e precisi, mentre è stata prevista un’altra indagine rapida per il 3 gennaio.

L’ISS specifica però che il tempo di raddoppio rilevato per la variante omicron, cioè l’arco temporale in cui raddoppia l’incidenza della variante sui nuovi positivi, è stato di due giorni, in linea con quello degli altri paesi europei.

I dati dell’indagine rapida saranno quelli su cui si baseranno le prossime decisioni del governo, e sono stati pubblicati prima della cabina di regia e del Consiglio dei ministri previsti per giovedì pomeriggio.

Le cose da sapere sul coronavirus

Secondo le anticipazioni che ha dato mercoledì il presidente del Consiglio Mario Draghi e quelle riportate sui giornali, il governo valuterà l’introduzione di misure come l’obbligo di tampone negativo per accedere agli eventi più affollati per chi non ha ancora fatto la terza dose di vaccino, la riduzione della durata del Green Pass, e un irrigidimento delle regole sulle mascherine. Le preoccupazioni riguardano soprattutto i ritrovi che ci saranno in tutto il paese durante le festività natalizie, con le famiglie e i gruppi di amici che si riuniranno a più riprese, e in situazioni perlopiù al chiuso, tra Natale e Capodanno.

Tutti i dati suggeriscono che la variante omicron sia molto più contagiosa della delta, finora prevalente in gran parte del mondo, e che si diffonda con una rapidità che ha colto di sorpresa anche gli scienziati, spingendo alcuni paesi a reintrodurre restrizioni drastiche che sembravano ormai lontane anche solo un mese fa.

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Anche in Italia i dati sui contagi stanno aumentando con una rapidità notevole, e nei prossimi giorni si raggiungerà probabilmente il picco di casi rilevati dall’inizio della pandemia: ma il numero dei morti e dei ricoverati, pur sempre più preoccupante, rimane fortemente inferiore a quello dei momenti in cui si registravano altrettanti contagi, grazie all’efficacia dei vaccini.

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I primi studi confermano infatti che due dosi di vaccino continuano a essere molto efficaci nel prevenire i ricoveri in ospedale e le forme gravi della malattia COVID-19, ma si stanno dimostrando meno capaci di proteggere dalle infezioni. Gli stessi dati sono incoraggianti per quanto riguarda il richiamo, la terza dose, che sembra invece rinforzare il sistema immunitario in un modo molto efficace per evitare anche il contagio, e non soltanto i sintomi. Per questo i governi europei si stanno attrezzando per accelerare le somministrazioni della terza dose.