Un topo sulla banchina della metro a Times Square, New York (AP Photo/ Richard Drew, File)
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  • martedì 21 Dicembre 2021

Il dispositivo italiano contro i ratti che piace a New York

È prodotto da un'azienda abruzzese e viene usato in combinazione con un'esca particolarmente efficace: i biscotti Oreo

Un topo sulla banchina della metro a Times Square, New York (AP Photo/ Richard Drew, File)

A New York sta piacendo molto una particolare trappola per roditori che è in circolazione da un paio di anni e sta aiutando la città ad affrontare un problema particolarmente noto, in un periodo in cui la presenza di ratti sembra essere aumentata. Il dispositivo si chiama Ekomille, è prodotto da un’azienda abruzzese e negli Stati Uniti è utilizzato in combinazione con un’esca tanto inedita quanto efficace: i biscotti Oreo.

Il problema dei ratti a New York è così radicato da avere una voce di Wikipedia dedicata e un ricchissimo repertorio di aneddoti e video virali che lo raccontano: ratti che salgono sui tavoli durante un pranzo all’aperto, ratti che attraversano la strada in pieno giorno, sacchi della spazzatura semoventi che rivelano un ratto al loro interno. Uno degli strumenti più usati per eliminare i roditori a New York è proprio questo particolare tipo di trappola, noleggiata dall’azienda Rat Trap Distribution, l’unica che la distribuisce negli Stati Uniti.

Il dispositivo è alto circa 60 centimetri, è formato grossomodo da due parti e viene sistemato dentro a un contenitore più grande, che può essere installato all’esterno.

Funziona in maniera molto semplice. I ratti son attirati dall’odore del cibo disposto nella parte superiore della trappola, che raggiungono entrando attraverso appositi buchi, e il suo meccanismo si attiva nel giro di alcuni giorni, dopo che per così dire i roditori si sono abituati a ritenerlo un posto sicuro dove cibarsi: azionandosi, il dispositivo fa cadere gli animali in una vasca sottostante, dove vengono storditi e uccisi da uno speciale liquido che riduce gli odori e rallenta la putrefazione delle carcasse, spiega l’azienda che lo produce.

Di norma come esca si possono usare vari cibi, come semi di girasole, grasso animale o pinoli. Tra le esche più utilizzate a New York però ci sono i biscotti Oreo, che vengono spezzettati e disposti nello scompartimento superiore della trappola. «Gli Oreo al burro d’arachidi sono i migliori», ha detto al New York Times Jim Webster, uno dei funzionari di Rat Trap Distribution.

L’azienda che produce Ekomille, Ekommerce, ha sede in provincia di Chieti, e sostiene che il suo dispositivo consentirebbe «di catturare topi e ratti in modo ecologico, senza uso di veleni e senza che le carcasse vengano disperse nell’ambiente che infestano in modo incontrollato». Secondo Ekommerce, che esporta i propri prodotti anche in altri paesi, il dispositivo non inquinerebbe parchi, giardini e ambiente, e non metterebbe a rischio la sicurezza degli altri animali o dei bambini che ci si avvicinano. Ekomille, comunque, è stato criticato da diverse associazioni animaliste, che vorrebbero l’adozione di metodi diversi per risolvere il problema.

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Contare precisamente la popolazione dei ratti di New York non è semplice, ma ci si può fare comunque un’idea. Per esempio, dal gennaio del 2021 a inizio novembre le segnalazioni di ratti alle autorità cittadine sono state più di 21mila, mentre nello stesso periodo del 2019 erano state 15mila. Inoltre quest’anno a New York sono stati accertati 15 casi di leptospirosi, un’infezione che può avere serie conseguenze per il fegato e i reni e che si trasmette attraverso l’urina di ratto: è il numero più alto dal 2006 e in un caso ha portato alla morte di una delle persone che l’avevano sviluppata.

Secondo le autorità locali, l’aumento delle segnalazioni di ratti si può spiegare grazie a una combinazione di diversi fattori emersi durante la pandemia da coronavirus.

Quando i ristoranti avevano chiuso, i ratti erano stati costretti a cercarsi del cibo all’aperto più di quanto facessero prima. Lo avevano trovato facilmente nei canaletti di scolo e nei cestini agli angoli delle strade, intasati di spazzatura per via dei tagli al dipartimento municipale che si occupa della raccolta dei rifiuti. In più, con le persone chiuse in casa, erano aumentate sia la quantità di rifiuti domestici, sia la loro dispersione abusiva. Con le successive riaperture, poi, erano ripartiti anche i cantieri, le cui attività tendono a far uscire i ratti all’aperto.

Un altro fattore che ha contribuito alla loro proliferazione è stata un’estate più umida del normale, una condizione vantaggiosa per la vita dei ratti, la cui popolazione a ottobre ha raggiunto il picco annuale. Adesso col freddo i ratti in giro per la città saranno probabilmente molto meno visibili, ma in primavera se ne vedranno di nuovo molti di più.

Finora la Rat Trap Distribution ha installato 150-175 trappole in vari quartieri di New York, ma c’è la possibilità che in futuro questo dispositivo sia ancora più utilizzato. Il sindaco eletto Eric Adams, ex poliziotto ed ex presidente del distretto di Brooklyn, ha definito queste trappole «fantastiche» e ha promesso di impiegarle in tutti e cinque i distretti della città durante il suo mandato, che inizierà nel gennaio del 2022.