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San Francisco sta diventando grigia

Negli ultimi anni moltissimi residenti hanno deciso di dipingere le loro case di questo colore, un po' per moda, un po' per altre esigenze

(Justin Sullivan/ Getty Images)

Da qualche anno a San Francisco si vedono sempre più case dipinte di varie tonalità di grigio, che si stanno affiancando o sostituendo alle tipiche abitazioni colorate presenti soprattutto in certi quartieri. È una moda che vari residenti attribuiscono all’arrivo in città di molti nuovi abitanti ricchi, per lo più persone che lavorano nelle grandi società informatiche della California, e che come tale è amata da alcuni e criticata da altri.

Dall’arancione internazionale del Golden Gate alle tinte pastello delle cosiddette Painted Ladies, ovvero le file di case in stile vittoriano dipinte in colori diversi, San Francisco è una città coloratissima. Quartieri come Mission District e Haight-Asbury sono noti anche per i loro murales e per i colori vivaci con cui sono dipinte le case che vi si trovano, ed è anche grazie a questi edifici che sono diventati simboli della cultura latinoamericana e di quella hippie, rispettivamente. A partire dal 2014 però anche in questi quartieri hanno cominciato a vedersi case più o meno antiche dipinte di grigio perla, grigio antracite e altre tonalità, a volte con gli infissi dello stesso colore, a volte con elementi anche neri.

Generalmente chi apprezza le tinte grigie le ritiene contemporanee ed essenziali, e sostiene che peraltro aiutino a far sembrare gli edifici meno sporchi. Chi le critica pensa invece che questo stile sia triste e senza fantasia, e che tra le altre cose sia collegato alla cancellazione delle sottoculture di cui è ritenuta responsabile la gentrificazione, il fenomeno per cui un quartiere povero diventa alla moda, arrivano nuovi abitanti ricchi, e quelli che c’erano prima se ne vanno perchè non possono più permettersi il costo di affitti e servizi. Come ha detto al Guardian Richard Segovia, un musicista che abita in una casa colorata del Mission District dal 1963, «sembra di stare in un cimitero».

Il grigio non è propriamente una novità a San Francisco.

Di recente ne ha parlato per esempio Tanu Sankalia, professore di Architettura e Studi urbani dell’Università di San Francisco. Sankalia ha spiegato al sito SFGate che la gran parte delle case in stile vittoriano della città fu costruita tra il 1850 e il 1905, un periodo di enorme espansione, in cui vennero costruite circa 50mila abitazioni: alcune con stili e decorazioni diverse, e altre piuttosto simili le une alle altre, motivo per cui si iniziarono a usare i colori per distinguerle.

Secondo il libro In the Victorian Style di Randolph Delehanty e Richard Sexton, citato da SFGate, all’inizio si usava una vernice al piombo bianca per dipingere le facciate e i particolari degli edifici, mentre i serramenti venivano dipinti con altri colori, per esempio il verde oliva o il terracotta. In seguito si cominciarono a usare anche colori diversi, tra cui il grigio, che in particolare divenne un simbolo di austerità durante il periodo della Grande Depressione e della Seconda guerra mondiale. Poi le cose cominciarono a cambiare con l’arrivo degli anni Sessanta.

Le Painted Ladies che danno su Alamo Square a San Francisco (Justin Sullivan/ Getty Images)

In quegli anni San Francisco fu interessata da un grande cambiamento culturale e sociale, soprattutto grazie al movimento hippie, che ebbe enorme successo diffondendo tra le altre cose l’idea di libertà di espressione anche attraverso la musica e l’arte. Nel giro di una decina di anni, gli artisti del cosiddetto movimento colorista dipinsero moltissime case di fine Ottocento con colori accesi, come blu e verde, dando per così dire nuova vita a molte abitazioni che fino a pochi anni prima erano state grigie.

Oggi, ha detto Sankalia parlando con la radio KALW, può darsi invece che le tante persone giovani e ricche che si sono trasferite a San Francisco siano a loro agio ad avere una casa dello stesso colore dei loro MacBook.

Bob Buckter, che offre consulenza sulla colorazione degli edifici storici della Bay Area da più di cinquant’anni, ha detto al Guardian che probabilmente alcuni residenti di San Francisco si erano stufati della policromia delle case della città e avevano scelto il grigio per una sorta di desiderio di ritorno alla semplicità, di un’estetica che non desse nell’occhio. Secondo Buckter, l’idea era piaciuta così tanto da venire copiata e diventare a poco a poco una moda, tanto da creare interesse sul mercato immobiliare e trasformarsi poi in uno dei simboli della gentrificazione della città.

Per alcuni, il grigio serve anche per riscoprire ed enfatizzare la forma della casa. Secondo l’agente immobiliare Carol Koffel viviamo in un mondo «così denso di informazioni che vedere una casa vittoriana colorata colpisce un po’ troppo»: in questo senso la vernice grigia permetterebbe invece all’architettura «di parlare per sé».

La moda del grigio comunque non piace a molti abitanti di San Francisco, che trovano questo colore più impersonale di quelli usati per la maggior parte degli edifici. Tra questi ci sono persone che hanno scelto accuratamente come dipingere le proprie case, che sono diventate nel tempo piccoli punti di riferimento dei rispettivi quartieri; c’è appunto anche Segovia, che nella sua casa colorata al Mission District insegna rock latino e secondo cui ci dovrebbe essere una legge che impedisca di usare quelli che ha definito «colori da prigione».

– Leggi anche: Che cos’è la gentrificazione