Kiril Petkov, a sinistra, abbraccia Stefan Yanev, che con lui ha fondato il partito "Noi continuiamo il cambiamento" (AP Photo/Valentina Petrova)

Il sorprendente risultato delle elezioni in Bulgaria

Sono state vinte da un partito fondato pochi mesi fa da due economisti, che ora proverà a formare un governo

Kiril Petkov, a sinistra, abbraccia Stefan Yanev, che con lui ha fondato il partito "Noi continuiamo il cambiamento" (AP Photo/Valentina Petrova)

Le elezioni parlamentari in Bulgaria, che si sono tenute domenica 14 novembre, sono state vinte a sorpresa da “Noi continuiamo il cambiamento”, un partito anti corruzione fondato da due economisti, che fino a pochi mesi fa non esisteva. Il voto di domenica conferma la recente tendenza delle elezioni bulgare a riservare sempre qualche sorpresa.

A più di metà dello spoglio “Noi continuiamo il cambiamento” ha ottenuto il 25,4 per cento, mentre il partito di centrodestra Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB), che ha dominato gli ultimi anni della politica bulgara ed era considerato favorito anche questa volta, si è fermato al 22,2 per cento. «La Bulgaria ha preso una strada nuova», ha annunciato domenica sera Kiril Petkov, ministro delle Finanze del governo tecnico uscente e co-fondatore di “Noi continuiamo il cambiamento” insieme all’economista Stefan Yanev.

L’affluenza è stata piuttosto bassa e inferiore di diversi punti rispetto alle ultime elezioni: Balkan Insight scrive che si è fermata al 39,1 per cento.

Le elezioni di domenica sono state le terze nel giro dell’ultimo anno, che si è rivelato molto turbolento per la politica bulgara. Le prime due, tenute in aprile e luglio, erano state vinte rispettivamente da GERB e dal partito di un comico e presentatore tv, Slavi Trifonov: nessuna delle due era però riuscita a produrre una maggioranza di governo.

Politico scrive che dopo i primi exit poll si sono già fatti avanti diversi partiti che potrebbero formare una coalizione di governo con “Noi continuiamo il cambiamento”: fra questi ci sono i Socialisti, che hanno ottenuto il 10,3 per cento, la coalizione di centrosinistra Bulgaria Democratica e il partito di Trifonov, che dal 25.4 per cento delle penultime elezioni è sceso sotto al 10 per cento.

In totale i quattro partiti hanno ottenuto una percentuale vicina al 51 per cento dei voti, che potrebbe tradursi in una risicata maggioranza parlamentare. Con ogni probabilità sarà Petkov a chiedere l’incarico da primo ministro, come annunciato nella campagna elettorale delle scorse settimane.

Laureato in Economia in Canada e poi all’Università di Harvard, molto carismatico, Petkov è entrato in politica da poco (il posto da ministro dell’Economia era il suo primo incarico governativo) ed è uno dei fondatori del centro studi Center for Economic Strategy and Competitiveness, affiliato sia con l’Università di Harvard che con l’Università di Sofia, oltre che il proprietario di un’azienda che produce prodotti vegani e probiotici.

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Petkov ha saputo giocarsi bene i suoi primi mesi in politica, facendo leva sugli scandali di corruzione che hanno riguardato GERB e il suo leader Bojko Borisov e sulla cattiva gestione di svariati appalti pubblici da parte del suo governo: erano casi noti e di cui la stampa aveva parlato in più occasioni, ma il fatto che a evidenziarli fosse un membro del governo è stata una novità che gli ha fatto guadagnare molti consensi.

Nello stesso giorno si sono tenute le elezioni presidenziali: il favorito dei giorni scorsi, il presidente uscente Rumen Radev, sostenuto dai Socialisti, ha ottenuto il 48,6 per cento e nel ballottaggio della prossima settimana affronterà Anastas Gerdjikov di GERB, che ha preso meno della metà dei suoi voti.

I risultati definitivi delle elezioni parlamentari arriveranno probabilmente martedì.