Michael Jordan e Scottie Pippen nel 2011 (AP Photo/Charles Rex Arbogast)

Scottie Pippen contro Michael Jordan

Nella sua autobiografia, Pippen ha criticato il modo in cui il grande campione dei Chicago Bulls ha trattato lui e i suoi ex compagni di squadra nel documentario "The Last Dance"

Michael Jordan e Scottie Pippen nel 2011 (AP Photo/Charles Rex Arbogast)

Il 9 novembre uscirà negli Stati Uniti Unguarded, l’autobiografia di Scottie Pippen, forte giocatore di basket NBA che fu a lungo compagno di squadra di Michael Jordan, e che con i Chicago Bulls di Jordan vinse sei titoli NBA durante gli anni Novanta.

Nel libro, di cui in questi giorni i giornali americani hanno pubblicato alcuni estratti, Pippen parla in maniera molto critica sia di Jordan sia del documentario The Last Dance, disponibile dallo scorso anno su Netflix, che racconta la storia delle vittorie di quei Bulls ma soprattutto del ruolo decisivo avuto da Jordan. In The Last Dance, infatti, lo spazio destinato agli altri giocatori della squadra – incluso Pippen, considerato il più forte dopo Jordan – è limitato.

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Per Pippen, il racconto fatto da The Last Dance ha «glorificato Michael Jordan» senza tributare onori a lui e agli altri suoi compagni. In Unguarded, Pippen usa parole molto dure nei confronti di Jordan e dice che dopo aver guardato il documentario ha parlato con vari ex compagni di squadra, che come lui si sarebbero sentiti mancare di rispetto da Jordan.

Come osa Michael trattarci in quel modo, dopo tutto quello che abbiamo fatto per lui e per il suo prezioso marchio? (il marchio di abbigliamento “Jordan”, ndr). Michael Jordan non sarebbe mai stato Michael Jordan senza di me, Horace Grant, Toni Kukoc, John Paxson, Steve Kerr, Dennis Rodman, Bill Cartwright, Ron Harper, B.J. Armstrong, Luc Longley, Will Perdue e Bill Wennington.

Non voglio dire che Michael non sarebbe stato una superstar ovunque fosse finito. Era spettacolare, ma solo che è stato il successo che abbiamo ottenuto come squadra – sei titoli in otto anni – a farlo arrivare a un livello di fama mondiale che nessun altro atleta, ad eccezione di Muhammad Ali, ha raggiunto nei tempi moderni.

Pippen dice anche che «a rendere le cose peggiori» c’è il fatto che Jordan abbia ricevuto 10 milioni di dollari per partecipare al documentario, mentre lui e i suoi compagni «nemmeno un centesimo». Secondo Pippen, inoltre, gli episodi di The Last Dance seguono tutti la stessa logica: «Michael su un piedistallo, i suoi compagni di squadra secondari, più piccoli». Parla anche del secondo episodio, che si concentra proprio sulla carriera di Pippen e sulla sua difficile storia familiare. Per Pippen anche in quell’episodio, alla fine, si è parlato solo di Jordan.

Anche nel secondo episodio, che si è concentrato per un po’ sulla mia difficile educazione e sul mio improbabile percorso verso l’NBA, la narrazione è tornata su Michael Jordan e sulla sua determinazione a vincere. Non ero altro che un oggetto di scena. Il suo “miglior compagno di squadra di tutti i tempi”, mi ha chiamato. Non avrebbe potuto essere più borioso se ci avesse provato.