Il capitano Hugo Lloris con il trofeo della Nations League vinto a San Siro (Mike Hewitt/Getty Images)
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  • lunedì 11 Ottobre 2021

La nazionale francese di calcio va e viene

La vittoria della Nations League ha mostrato come la Francia continui a essere la squadra più forte del calcio di questi anni, nonostante l'abitudine a crearsi problemi da sola

Il capitano Hugo Lloris con il trofeo della Nations League vinto a San Siro (Mike Hewitt/Getty Images)

La seconda edizione della UEFA Nations League è stata vinta dalla Francia, che nella finale giocata domenica sera al Meazza di Milano ha battuto 2-1 la Spagna. La partita — così come la semifinale vinta in rimonta contro il Belgio — ha ricordato a tutti che quando non si ostacola da sola, la Francia può essere ancora la nazionale più forte e rappresentativa del calcio di questi anni.

Negli ultimi vent’anni, i tornei della nazionale francese sono stati continuamente segnati da problemi e litigi interni che spesso hanno avuto il sopravvento sul resto.

Tra gli episodi più famosi e raccontati c’è l’ammutinamento dei giocatori ai Mondiali del 2010 contro l’allenatore, Raymond Domenech, che dopo le prime due deludenti partite escluse dal gruppo l’attaccante Nicolas Anelka, con cui aveva litigato, scatenando mille polemiche, sia lì in Sudafrica che in Francia. Quel Mondiale, a cui la Francia si era presentata da vicecampione del mondo, si concluse ai gironi con un solo punto ottenuto in tre partite.

Liti all’interno della squadra hanno influenzato anche gli ultimi Europei, ai quali la Francia si era presentata da campione del mondo in carica e con una squadra dello stesso livello, se non più forte, di quella dei Mondiali in Russia. La Francia è stata però eliminata agli ottavi dalla modesta Svizzera, dopo un girone in cui si erano già intravisti dei problemi.

L’avvicinamento agli Europei era stato segnato dalla questione di Karim Benzema, l’attaccante escluso dalla nazionale nel 2015 per una lunga storia di scandali e discriminazioni. A maggio l’allenatore Didier Deschamps si era deciso a richiamarlo dopo sei anni, non potendo continuare a ignorare uno dei centravanti più forti al mondo, diventato nel frattempo leader del suo club, il Real Madrid.

La decisione di Deschamps era stata influenzata anche da una questione tecnica, vista l’assenza di un attaccante con le sue caratteristiche, e forse anche per tentare di riappacificare i suoi due centravanti più forti: Benzema appunto e Olivier Giroud, il titolare ai Mondiali in Russia, molto diversi tra di loro e notoriamente non in buoni rapporti.

Nella preparazione agli Europei erano però sorti altri problemi tra i convocati, con critiche e discussioni anche plateali tra gruppi di giocatori sul rendimento di ognuno. Secondo le ricostruzioni più condivise, queste liti sfociarono al termine degli ottavi persi contro la Svizzera, con Adrien Rabiot, Benjamin Pavard e Giroud che si confrontarono in particolare con Paul Pogba e Kylian Mbappé per il loro scarso contributo difensivo. Lo stesso successe sugli spalti dello stadio di Bucarest, tra i familiari dei giocatori citati.

Da allora però la Francia sembra aver risolto o perlomeno messo da parte i suoi problemi, anche in concomitanza con le qualificazioni ai Mondiali dell’anno prossimo e la fase finale di Nations League. Prima dell’ultima convocazione, Kylian Mbappé ha raccontato: «Agli Europei avrei potuto dare di più in campo, sono d’accordo. Ma avrei gradito anche sostegno per tutte le critiche che ho ricevuto dopo la partita con la Svizzera. Ora però mi sono messo tutto questo alle spalle, perché tengo troppo alla nazionale».

Per quest’ultimo impegno Deschamps ha aggiunto nuovi giocatori al gruppo, come il terzino del Milan Theo Hernandez, subito decisivo al debutto contro il Belgio. Il rendimento dei nuovi, unito a delle grandi prestazioni da parte dei calciatori più esperti come Benzema e Pogba, hanno rifatto vedere la Francia di un tempo: una squadra che gioca rapidamente in verticale come poche altre, con giocatori di grande qualità e un ricambio continuo, tutte caratteristiche che la rendono il simbolo del calcio degli anni Duemila.