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  • domenica 10 Ottobre 2021

Le elezioni in Repubblica Ceca non sono andate bene per Andrej Babis

Il partito dell'attuale primo ministro ha preso meno voti del previsto e insieme le due coalizioni di opposizione avranno la maggioranza in parlamento

(Sean Gallup/Getty Images)

Venerdì e sabato in Repubblica Ceca si è votato per eleggere il nuovo Parlamento. Non è andata bene per ANO, il partito populista guidato dal miliardario e attuale primo ministro Andrej Babis: più della metà dei 200 seggi disponibili andranno infatti a due coalizioni di opposizione, entrambe, a quanto pare, non intenzionate a governare insieme a lui.

La Repubblica Ceca ha un po’ più di 10 milioni di abitanti e alle elezioni ha votato circa il 65 per cento degli aventi diritto. La coalizione più votata, con il 27,9 per cento dei voti, è stata SPOLU (“insieme”), formata da tre partiti: è di centrodestra ed è guidata da Petr Fiala, ex professore universitario di 57 anni. ANO (che in ceco significa “sì” ed è inoltre acronimo di “azione dei cittadini insoddisfatti”) ne ha avuti poco meno: il 27,1 per cento. Terza, con circa il 15 per cento, è arrivata la coalizione formata dal Partito Pirata Ceco e da un partito centrista composto soprattutto da sindaci e candidati indipendenti.

Petr Fiala (AP Photo/Darko Bandic)

ANO, che è un partito e non una coalizione, è stato la formazione più votata e il presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman, considerato molto vicino a Babis, ha detto che affiderà l’incarico di formare un governo al leader del singolo partito più votato, non della coalizione. Sembra anche che, grazie al sistema elettorale del paese, ANO riuscirà ad avere un seggio in più di SPOLU. Ciononostante, se come sembra al momento Babis non dovesse trovare alleati, non riuscirebbe a formare un governo. Inoltre, Zeman – malato da tempo – è stato portato oggi in ospedale, e l’agenzia di stampa AFP ha scritto che è in terapia intensiva.

(Gabriel Kuchta/Getty Images)

Babis, che ha 67 anni e governa dal dicembre del 2017, ha detto: «C’erano cinque partiti tutti contro di noi e avevano un solo programma: rimuovere Babis». Comunque, ha parlato del risultato come di una sconfitta per ANO, dando tra l’altro la colpa ai voti di Praga, storicamente più progressista rispetto al resto del paese.

In campagna elettorale Babis aveva promesso di aumentare gli stipendi pubblici e le pensioni e aveva criticato l’Unione Europea per le politiche a favore dei migranti. In questi anni, l’opposizione ha criticato Babis soprattutto per il suo approccio euroscettico, per i suoi conflitti d’interessi, per aver alzato il debito pubblico e, più di recente, per la sua gestione della pandemia. Di recente si è parlato anche del suo coinvolgimento nei cosiddetti Pandora Papers.

I partiti che negli ultimi anni hanno sostenuto il governo di minoranza di Babis, uno socialdemocratico e uno comunista, non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento al 5 per cento. È tra l’altro la prima volta, dal dopoguerra in poi, che il Partito Comunista Ceco non riesce a ottenere seggi in Parlamento.

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