(Fabrizio Villa/Getty Images)
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  • venerdì 8 Ottobre 2021

Le tantissime e pressanti richieste di esenzione dal vaccino in Sicilia

Secondo le stime dei medici, ventimila persone hanno chiesto l'esonero con motivazioni quasi sempre inconsistenti e pretestuose

(Fabrizio Villa/Getty Images)

Nelle ultime settimane in Sicilia moltissimi medici hanno ricevuto dai loro pazienti richieste di esenzione dal vaccino contro il coronavirus per aggirare le limitazioni introdotte dal Green Pass, obbligatorio per accedere a ristoranti, stadi, concerti, spettacoli e palestre. Le richieste sono state presentate in tutta Italia, ma dalle stime dei medici sembra che in Sicilia siano molte di più rispetto alle altre regioni: sono migliaia e pressanti, soprattutto dopo la decisione del governo di rendere obbligatorio il certificato anche per lavorare, dal 15 ottobre.

Le esenzioni possono essere concesse in casi clinici molto particolari, che riguardano solo una minima parte della popolazione, e per questo i sindacati e gli Ordini provinciali dei medici della Sicilia hanno iniziato a insospettirsi di fronte a numeri anomali e a tante segnalazioni di medici intimiditi in seguito a un rifiuto oppure, peggio, minacciati.

La Sicilia è la regione dove al momento sono state vaccinate meno persone: è stato completamente vaccinato il 71,9 per cento della popolazione con più di 12 anni, il 5,2 per cento ha ricevuto la prima dose ed è in attesa della seconda, e il restante 22,9 per cento non è vaccinato. Alcune delle fasce in età lavorativa sono meno protette: non è stato vaccinato il 28,2 per cento delle persone tra 30 e 39 anni e il 24,4 per cento tra i 40 e i 49 anni.

In Sicilia, le persone vaccinabili – con più di 12 anni – sono 4,4 milioni e tra questi i non vaccinati sono poco più di un milione: con le nuove regole previste dal governo, dal 15 ottobre molte di queste persone non potrebbero lavorare se non sottoponendosi a un tampone ogni 48 ore, l’unico altro modo alternativo al vaccino per ottenere il Green Pass. È scomodo e costoso, difficile da sostenere a lungo.

Senza Green Pass, dal 15 ottobre l’unico altro modo per rispettare gli obblighi introdotti dal governo è ottenere l’esenzione dal vaccino attraverso una certificazione rilasciata dal medico. Ma può essere concessa solo sulla base di patologie e controindicazioni molto precise, elencate in una circolare del ministero della Salute pubblicata nel mese di agosto. Possono non essere vaccinate solo le persone che dimostrano di avere ipersensibilità a principi attivi contenuti nei vaccini somministrati in Italia, chi ha avuto una sindrome chiamata di Guillan-Barrè o chi ha accusato una reazione allergica dopo aver ricevuto la prima dose.

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In tutti gli altri casi – compreso chi soffre di malattie autoimmuni o chi soffre di allergie non legate ai vaccini – l’esenzione non può essere concessa.

Secondo le testimonianze dei medici siciliani, molti dei pazienti che presentano la richiesta sono convinti di avere patologie incompatibili con il vaccino. «Ma sono quasi tutte richieste assurde, prive di senso», dice al Post Luigi Galvano, segretario regionale della FIMMG, il principale sindacato dei medici, che nelle ultime settimane ha raccolto moltissime segnalazioni dai medici di famiglia che hanno aderito alla campagna vaccinale. «Alcune persone non vogliono essere vaccinate perché dicono di essere immunodepresse, cosa che dovrebbe spingerli a maggior ragione a vaccinarsi. Altri dicono di aver avuto allergie in passato, anche trent’anni fa, senza nessuna certificazione. Ci sono poi i casi ancora più assurdi di persone che si inventano malattie».

È difficile dire con precisione quante richieste di esenzione siano state presentate dal milione di persone che non è stato ancora vaccinato. Secondo le stime della FIMMG, che si basano sulle caratteristiche dei pazienti e sulle loro patologie pregresse, ogni medico dovrebbe avere al massimo quattro casi reali ogni mille assistiti, mentre nelle ultime settimane hanno ricevuto fino a cinquanta richieste di esenzione ogni mille assistiti. Sulla base di questa rilevazione, che in assenza di dati certificati è comunque sommaria, sarebbero circa ventimila le persone che hanno chiesto di ottenere il certificato.

Nelle ultime settimane le domande sono aumentate e sono diventate più insistenti, probabilmente a causa dell’avvicinarsi del 15 ottobre. Il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Salvatore Amato e il presidente dell’Albo medici dell’OMCEO (Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri), Giovanni Merlino, dicono che le richieste di esenzione sono continue e i medici non riescono più a gestirle. «I medici sono sotto pressione e ci chiedono aiuto», hanno detto. «Anche in Sicilia cominciano a essere bersagliati dai pazienti negazionisti che pretendono esami gratuiti prima di essere vaccinati contro il coronavirus o il certificato di esenzione». Una delle strategie per cercare di ottenere l’esenzione, infatti, consiste nel chiedere esami molto approfonditi, spesso inconsueti e costosi, per ottenere valori di test ai limiti della norma e in questo modo evidenziare un possibile rischio per la salute.

In alcuni casi l’iniziale insistenza si è trasformata in minaccia di azioni legali. In seguito a diversi rifiuti, molti medici hanno ricevuto lettere inviate dagli avvocati dei pazienti per sostenere le ragioni degli assistiti senza alcuna base sanitaria. La FIMMG regionale ha consigliato ai medici di inviare le lettere degli avvocati all’Ordine dei medici e, per conoscenza, alla Digos della questura più vicina, e di avviare la ricusazione dell’assistito per “turbativa del rapporto fiduciario”. «I medici tengono botta», dice Galvano. «Cercano di reagire, ma ci sono quelli che in alcune situazioni sono costretti a cedere».

Per cercare di risolvere questo problema, in alcune province sono state istituite commissioni di controllo nelle aziende sanitarie per valutare i casi più complessi e incerti. In questo modo la responsabilità – sia in caso di rifiuto, sia in caso di rilascio in seguito a insistenze – non sarà più solo dei medici di famiglia vaccinatori. Al momento la commissione interna dell’azienda sanitaria di Palermo ha esaminato gli esoneri rilasciati al personale sanitario e i dati dicono che ne erano stati concessi più del dovuto: delle 200 esenzioni presentate da medici e infermieri, la commissione ne ha confermate soltanto 46. Molti dei certificati erano stati firmati da due omeopati già segnalati all’Ordine dei medici per aver espresso pubblicamente posizioni contro il vaccino.

Anche a Catania, la nuova commissione ha iniziato a esaminare i certificati di esenzione già rilasciati dai medici. Da una prima ricognizione, molti non rispettavano le indicazioni contenute nelle circolari del ministero della Salute. «Abbiamo riscontrato richieste fantasiose», ha detto a Repubblica Palermo il commissario per l’emergenza coronavirus, Pino Liberti. «Molti non capiscono che la maggioranza delle patologie è un motivo in più per vaccinarsi». In molte altre province siciliane le commissioni non sono state create, i controlli sono laschi, e c’è il rischio che entro il 15 ottobre le richieste aumentino in modo significativo.