Kaley Cuoco in una scena della serie "The big bang theory"

7 cose per giocare meglio al computer

Per quelli che si sono appassionati ai videogiochi di recente: una guida agli acquisti per stare più comodi e ottenere migliori risultati

Kaley Cuoco in una scena della serie "The big bang theory"

Nell’ultimo anno e mezzo, a causa della pandemia e dei vari lockdown, l’industria dei videogiochi è cresciuta moltissimo, arrivando a coinvolgere anche persone che non si erano mai approcciate a questo passatempo prima. Molte di queste non sono esperte di computer e accessori da gaming come lo sono i gamers (cioè i “videogiocatori”) più appassionati, ma è probabile che abbiano sentito il bisogno di organizzare la propria postazione per stare più comode — soprattutto se giocano al computer e non con il joypad sedute sul divano —o di fare qualche acquisto per rendere migliori l’esperienza e la tecnica di gioco.

Per chi non sa bene da dove cominciare con termini come switch, refresh rate, IPS e DPI, abbiamo messo insieme alcune indicazioni, tenendo in considerazione che molti prodotti consigliati ai gamers possono essere usati efficacemente anche per lavorare o studiare al computer.

Un buon monitor
La prima premessa da fare è che non c’è una chiara distinzione tra monitor per giocare e altri monitor: in base alle caratteristiche tecniche che vedremo si avrà una migliore o peggiore esperienza di gioco, ma un qualsiasi monitor può essere usato sia per giocare che per lavorare o studiare. Una cosa importante da considerare prima di acquistare uno schermo che userete soprattutto per giocare è il refresh rate, cioè la frequenza di aggiornamento dello schermo: per lavorarci bastano 60 hertz, mentre per chi gioca ne servono almeno 75 ma più sono meglio è (molti computer per gamers arrivano a 120 e più). In generale, più è alto questo numero e più le immagini sono fluide, affaticando meno la vista.

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Il tempo di risposta è un altro di quei valori che se dovete usare il monitor per scrivere mail e navigare su internet non è rilevante, ma che se vi serve per giocare è importante che non sia troppo alto, o si rischia di perdere quel millisecondo utile per uccidere un nemico o vincere una gara. L’ideale sarebbe un tempo di risposta di un millisecondo o meno, ma fino a 5 millisecondi va bene. A questo si lega anche la scelta del tipo di pannello: gli schermi con pannelli di tipo IPS hanno un’ottima resa dei colori e delle immagini, ma tempi di risposta più alti e per questo bisogna spendere un po’ di più per avere specifiche adatte a giocarci. Per chi vuole spendere il minimo e userebbe il monitor solo per i videogiochi vanno bene monitor con pannello di tipo TN, che sono solitamente i più economici e hanno tempi di risposta molto bassi, anche se la qualità delle immagini e dei colori è peggiore e gli angoli di visione sono più ristretti rispetto agli altri. Altrimenti, molti schermi per il gaming ora hanno pannelli di tipo VA, che sono una via di mezzo tra gli altri due: hanno tempi di risposta bassi e colori vividi, anche se non al livello degli IPS.

Ultima cosa da considerare è la risoluzione, che in un monitor indica la quantità dei pixel che compongono l’immagine che si vede sullo schermo; si misura con il numero di pixel che stanno in una riga (larghezza) e il numero di pixel che stanno in una colonna (altezza). Più questi numeri sono alti più l’immagine sarà nitida e dettagliata, ma va considerata anche la dimensione (la lunghezza della diagonale dello schermo misurata in pollici) perché la stessa risoluzione può dare un risultato molto nitido su uno schermo di una certa dimensione e molto sgranato su uno schermo più grande. Lo avevamo spiegato bene qui.

In ogni caso, per chi non ha particolari esigenze, i migliori schermi per rapporto qualità prezzo sono quelli detti Full HD, che hanno una risoluzione di 1920 pixel per 1080 e sono adatti a schermi dai 21 ai 27 pollici. Se avete spazio, budget e volete un’immagine più nitida ci sono anche schermi da 27 pollici in su con risoluzione Quad HD (detto anche 2K, con 1440 pixel di altezza), che è la risoluzione più raccomandata per il gaming su computer perché permette prestazioni alte senza spendere troppo in schede video. C’è anche l’opzione 4K (2160 pixel), ma in quest’ultimo caso bisogna essere sicuri di avere una scheda video del computer sufficientemente potente o usare una console adatta. Bisogna anche controllare che il monitor abbia le porte adatte ai cavi che lo collegheranno al computer o alla console di gioco oppure procurarsi dei convertitori: per esempio, per Xbox Serie X e PlayStation 5 servirà un monitor con una porta HDMI 2.1.

Per andare su cose più tecniche ma importanti: un monitor può essere G-sync o Free-sync. Per scegliere quale comprare dovete controllare qual è la scheda video del vostro computer: se è Nvidia scegliete il primo, se è AMD il secondo. Abbinare queste tecnologie ai giusti computer è fondamentale per diminuire (o cancellare) alcuni difetti come lo stuttering e il tearing, dovuti alla non omogeneità della frequenza con cui i fotogrammi vengono generati dalle schede video. Alcuni monitor vengono venduti come “compatibili” con altre schede video, ma per avere migliori performance è sempre meglio abbinarle come abbiamo detto.

Infine i monitor curvi creano un’esperienza più “immersiva”, come si dice, e permettono di usare schermi grandi senza dover stare troppo lontani e senza dover muovere troppo la testa. Può essere utile anche uno schermo con supporto regolabile in altezza in modo da tenere la corretta postura per tutto il tempo del gioco (ed eventualmente quando ci si lavora).

Detto questo, in commercio ci sono centinaia di modelli di schermi di decine di marche e si può spendere da 200 euro a mille e passa: se non si hanno esigenze specifiche, verificare le caratteristiche che abbiamo elencato fin qui dovrebbe essere sufficiente per scegliere un buon monitor. Secondo il sito specializzato Tom’s Hardware, un monitor adatto alla maggior parte delle esigenze di chi ha un computer con scheda Nvidia è il Dell S3220DGF da 32 pollici, che però in questo momento non si trova online sui principali siti di prodotti tecnologici italiani e per farlo arrivare dagli Stati Uniti si rischia di pagare molto in spedizione e tasse. Si trova però lo stesso modello Full HD da 27 pollici, che è anche tra i modelli economici consigliati da PC Mag  e nel momento in cui viene scritto questo articolo ha il prezzo scontato di 190 euro su Amazon (solitamente costa 220 euro circa).

Da 27 pollici, con risoluzione Full HD e sotto i 300 euro Tom’s Hardware consiglia il Gigabyte G27F che costa 264 euro e il Samsung CRG5 che ne costa 255. Se si cercano monitor con dimensioni e risoluzione maggiore i prezzi salgono: un modello da 2K, con refresh rate elevato e ottima resa dei colori, consigliato sia da Tom’s Hardware che da PC Mag, è il MSI Optix MAG274QRF-QD che costa 500 euro. Per chi ha un budget ben più alto, un modello molto citato dai siti di recensioni è il Samsung Odyssey G9 da 49 pollici curvo: costa più di 1200 euro ma riempie letteralmente tutto il campo visivo di chi lo usa.

Una tastiera meccanica
Se chiedete alla maggior parte dei giocatori da computer se sia meglio giocare con un joypad o con mouse e tastiera, quasi certamente vi dirà di preferire i secondi. La maggior parte delle tastiere per computer che si usano oggi sono dette tastiere “a membrana”, perché sono fatte con una tecnologia recente ed economica che collega tutti i tasti tra di loro con una specie di membrana, appunto. Fino agli anni Novanta si usavano invece le tastiere meccaniche, quelle con i tasti più “profondi” e più rumorosi, che magari qualcuno di non troppo giovane ha ancora in casa da allora, visto che erano più costose ma anche più durevoli. Entrambe possono essere usate per giocare, lavorare o fare qualsiasi altra cosa al computer, ma tra i gamer le tastiere meccaniche sono molto più apprezzate delle tastiere a membrana: «pure la panda meglio accessoriata del mondo non potrà mai gareggiare in Formula Uno», ha commentato uno di loro per rendere l’idea.

Tra i motivi per preferire le tastiere meccaniche c’è il fatto che la digitazione dei tasti è più precisa, perché a ogni tasto corrisponde un “interruttore” (il cosiddetto “switch”) dedicato e quindi un input singolo e perché bisogna esercitare meno pressione e si sente immediatamente (sia col tatto che con l’udito) quando un tasto è stato premuto, cosa che rende più facile compiere le azioni di gioco in tempo utile. Inoltre, volendo e sapendolo fare, nelle tastiere meccaniche si possono personalizzare i tasti in modo da distribuire i comandi di gioco a piacimento. E poi naturalmente non va sottovalutato il fatto che fanno un ticchettio piacevole e soddisfacente (almeno per i più nerd).

Chi vuole comprare una tastiera meccanica dovrà capire per prima cosa quanto la vuole grande: la tastiera standard è quella più grande, con il quadrato di numeri e le frecce a destra delle lettere, la Tenkeyless (TKL) non ha i numeri (cioè ha solo quelli sopra le lettere) e la tastiera compact non ha né i numeri né le frecce di navigazione. Le tastiere più consigliate (che sono anche quelle della maggior parte dei computer portatili, per intenderci) sono le Tenkeyless, che non sono eccessivamente ingombranti e hanno comunque tutti i tasti necessari. Al momento dell’acquisto di una tastiera meccanica potreste incappare nel nome della tecnologia usata per i tasti: la più diffusa si chiama Cherry ed esiste in vari colori per varie esigenze. I tasti Cherry Red sono tra i più consigliati per chi gioca, insieme ai Cherry Brown che però sono leggermente più rumorosi.

A chi gioca ai videogiochi soprattutto la sera, potrebbe far comodo una tastiera retroilluminata che permetta di giocare anche al buio: ultimamente, anche tra chi non gioca ai videogiochi, vanno molto di moda quelle a LED RGB, cioè con le luci colorate. Infine bisogna controllare che la posizione dei tasti sia quella italiana, perché non tutte le tastiere hanno i tasti distribuiti come siamo abituati.

Come dicevamo, le tastiere meccaniche sono solitamente più costose di quelle a membrana: la più economica tra quelle consigliate da Tom’s Hardware per esempio è questa TKL di Cooler Master che è dotata anche di poggiapolsi e costa 90 euro, ma non ha la disposizione italiana dei tasti quindi potrebbe risultare scomoda. Altrimenti, tra quelle segnalate dai principali siti specializzati ci sono altre tastiere meccaniche italiane non eccessivamente costose come questa del marchio Logitech che costa 86 euro e questa di Asus che ne costa 97: entrambe però sono di formato standard, quindi per scrivanie spaziose.

Poggiapolsi
Già che ci siamo, se non avete intenzione di comprare una tastiera con poggiapolsi integrato vi consigliamo di comprarne uno a parte per evitare di dover abbandonare il gioco sul più bello perché i vostri polsi non reggono. Questo kit contiene sia il poggiapolsi da tastiera che il poggiapolsi per il mouse, entrambi in memory foam, al costo di 15 euro.

Mouse
Insieme alla tastiera, il mouse è la cosa che i giocatori usano di più. Esistono due tipi di mouse: quello con sensore ottico e quello a laser. Solitamente i primi sono più consigliati per giocare, ma hanno lo svantaggio che la loro precisione dipende molto dalla superficie su cui vengono usati (serve un tappetino apposta), mentre i secondi possono essere usati su qualunque superficie dura. Le caratteristiche da guardare quando si sceglie un mouse da gioco sono la forma e la dimensione (che vanno scelte in modo che siano adatte alla vostra mano), il peso (che lo rende più o meno facile da muovere) e la sensibilità ai movimenti. Quest’ultimo valore è dato dalla combinazione dei DPI (o CPI), cioè il valore che indica quanto si sposta il cursore sullo schermo quando muovo il mouse di un pollice (2 centimetri e mezzo circa) e degli IPS, cioè la velocità massima con cui il mouse può essere spostato prima che si perda la rilevazione: più alti sono questi numeri e maggiore sarà la sensibilità del mouse.

Un marchio molto consigliato in fatto di mouse da gioco è Razer: secondo Wirecutter il migliore è il Razer Deathadder Elite, secondo Tom’s Hardware è il Razer BasiliskV3, mentre secondo i test di PC Gamer è il Razer Deathadder V2: tutti hanno il sensore ottico (quindi serve il tappetino), il primo ha 16mila DPI, gli altri due 20mila. Vanno bene per giocare, ma anche per usare programmi di grafica o semplicemente navigare su internet. Il Basilisk ha più tasti ed è più personalizzabile, mentre i due Deathadder hanno una forma meno ergonomica che si adatta più facilmente alla maggior parte delle mani. Il primo costa 70 euro, il secondo 96 e il terzo 64.  Se volete spendere meno, il miglior mouse economico sempre secondo PC Gamer è il G203 LightSync di Logitech, che ha 8mila DPI e costa 25 euro. Entrambi hanno il filo, perché anche se i mouse wireless hanno fatto molti progressi negli ultimi anni, per giocare è comunque più sicuro, e così non bisogna preoccuparsi della batteria.

Tappetino per il mouse
I siti specializzati consigliano di sceglierne uno più grande possibile o, se è piccolo, che abbia il poggiapolsi, e gli orli cuciti in modo che non comincino a sfilacciarsi dopo pochi utilizzi. PC Gamer raccomanda il Corsair MM300 nella versione Extended, che è la più grande e contiene sia una tastiera standard che uno spazio «infinito» per il mouse: è fatto in gomma e la superficie è di tessuto, quindi risulta abbastanza morbido e adatto a mouse con sensore ottico. Costa 35 euro. Per chi ha un mouse con laser o in generale preferisce un tappetino più duro, nella lista di PC Gamer c’è il Logitech G440, che però non è altrettanto grande (34 centimetri per 28): costa 25 euro.

Cuffie
La prima cosa di cui tenere conto quando si sceglie un paio di cuffie da gioco è la comodità: visto che vanno tenute addosso anche per molte ore, se sono scomode rischiano di provocare mal di testa ogni volta. Inoltre la qualità del suono può fare una bella differenza sull’esperienza di gioco: per esempio in alcuni giochi la provenienza dei suoni è utile come indizio per decidere come muoversi e altri hanno un sound design particolarmente curato, che per qualcuno può essere un peccato non riuscire ad apprezzare per limiti tecnici. Infine, per quei giochi che prevedono l’interazione con altre persone a distanza, può fare comodo un microfono particolarmente sofisticato e isolante, di quelli sporgenti che stanno davanti alla bocca, per intenderci.

Dovrete scegliere tra cuffie wireless e cuffie col filo, a seconda che vi servano solo per giocare e quindi stare fermi nello stesso posto, o anche per fare altro e muovervi. Tra quelle senza filo, Tom’s Guide consiglia le SteelSeries Arctis 7P: la batteria dura 24 ore, sono comode e sono considerate un ottimo paio di cuffie anche per la vita di tutti i giorni. Costano 185 euro. Nella lista di PC Gamer invece le migliori cuffie wireless sono le HyperX Cloud II: oltre alla qualità del suono e del microfono, e alla comodità, hanno il vantaggio di avere 30 ore di autonomia e di costare 153 euro, ma per il design che hanno non sono altrettanto adatte alla vita di tutti i giorni (anche se naturalmente si possono usare come tutte le cuffie).

Per quanto riguarda le cuffie col filo, sia PC Gamer che Tom’s Hardware mettono al primo posto le BlackShark V2 di Razer, soprattutto per il loro rapporto qualità-prezzo, visto che costano 94 euro. Lo stesso modello c’è anche wireless, ma costa il doppio. Nei test di Wirecutter invece vincono le HyperX Cloud Alpha, che costano 95 euro, e come opzione economica le Corsair HS60 Pro, che ne costano 72.

Sedia
Per stare molte ore seduti a una scrivania e davanti a un computer, qualsiasi sia il motivo, serve una sedia ergonomica, cioè progettata sulla base della scienza che studia l’interazione tra persone, macchine ed elementi di un ambiente di lavoro sulla base della sicurezza, della comodità e dei rischi per la salute. Sul Post avevamo messo insieme un elenco di sedie ergonomiche con buone recensioni acquistabili online: queste o altre sedie ergonomiche che avete già vanno bene anche per giocare e non serve comprarne una apposta. Chi invece vuole avventurarsi nel mondo delle sedie da gaming, noterà che sono tutte piuttosto ingombranti e imbottite, soprattutto nel sedile e nel supporto lombare, e che hanno un aspetto e colori meno “da ufficio” e più da navicella spaziale coreana.

Se vi piace questa estetica, tra le sedie più citate e raccomandate dai siti specializzati ci sono quelle di SecretLab, soprattutto il modello Titan: hanno costi attorno ai 4oo euro, che generalmente è il minimo per questo tipo di prodotti. Per avere un’idea: il modello più economico tra quelli meglio recensiti online è il Cosair t3 Rush, che su Amazon costa 280 euro. Per chi invece vorrebbe spendere meno di 200 euro, da ottobre sarà disponibile una nuova linea di Ikea in collaborazione con ROG, un marchio del gruppo Asus specializzato in prodotti per il gaming, pensato proprio per rendere alcuni mobili e accessori da gamer più accessibili: ci sono sedie con prezzi dai 50 ai 150 euro.

Infine, per chi può permettersi di spendere 1435 euro, l’anno scorso il marchio di prodotti da ufficio Logitech e Herman Miller, uno dei più autorevoli (e costosi) tra quelli che producono sedie ergonomiche, hanno collaborato per realizzare quella che è probabilmente la sedia da gioco di più alto livello sul mercato.

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.