(Roberto Monaldo / LaPresse)

Ora Grillo prova a far fuori Conte

L'ex presidente del Consiglio aveva chiesto al fondatore del M5S di farsi da parte, lui non ne vuole sapere e ha annunciato una consultazione per scegliere un nuovo organo direttivo

(Roberto Monaldo / LaPresse)

Il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha pubblicato un post sul suo blog in cui attacca duramente l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con cui di fatto si sta contendendo la guida del partito. Grillo ha accusato Conte di voler creare «un partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco» e ha annunciato una consultazione online con cui di fatto vorrebbe estrometterlo dalla dirigenza.

È la sua risposta alla conferenza di lunedì in cui Conte, che da mesi è annunciato come futuro leader politico del M5S, aveva detto che rinuncerà se il partito non verrà ristrutturato in modo da concedere autonomia all’incarico che dovrà ricoprire, attualmente affiancato dall’ambigua e spesso ingombrante figura di Grillo stesso, “garante” del partito.

Conte può creare l’illusione collettiva (e momentanea) di aver risolto il problema elettorale, ma non è il consenso elettorale il nostro vero problema. Il consenso è solo l’effetto delle vere cause, l’immagine che si proietta sullo specchio. E invece vanno affrontate le cause per risolvere l’effetto ossia i problemi politici (idee, progetti, visione) e i problemi organizzativi (merito, competenza, valori e rimanere movimento decentralizzato, ma efficiente).

E Conte, mi dispiace, non potrà risolverli perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione.

Io questo l’ho capito, e spero che possiate capirlo anche voi.

Da giorni è in corso un duro scontro tra Conte e Grillo per la guida del partito. Lunedì Conte aveva parlato di «ambiguità e criticità» nell’attuale ruolo di Grillo, definendolo «padre-padrone» e sostenendo in pratica che i suoi frequenti e liberi interventi nel dibattito pubblico a nome del partito, e le sue ingerenze con le decisioni interne, impediscano una leadership davvero autonoma del M5S. Conte aveva attribuito a questo i recenti cali nei sondaggi del partito.

Secondo Grillo invece «le organizzazioni orizzontali come la nostra per risolvere i problemi non possono farlo delegando a una persona la soluzione» e devono invece «fare in modo che la soluzione decisa, in modo condiviso, venga interiorizzata con una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti». Per questo ha annunciato una consultazione tra gli iscritti per eleggere un “Comitato Direttivo” che deciderà «un piano di azione da qui al 2023».

La cosa singolare è che la consultazione avverrà su Rousseau, la piattaforma online a cui storicamente si è affidato il M5S ma da cui il partito si era separato alcune settimane fa, al termine di un lungo contenzioso con il suo amministratore Davide Casaleggio, considerato vicino ai parlamentari che hanno lasciato il partito dopo il sostegno al governo Draghi.

Ricevere i dati sugli iscritti da Rousseau era stato molto difficile per il M5S “istituzionale”, quello rappresentato da Conte e da Vito Crimi, e dalla cui parte fino a qualche tempo fa stava anche Grillo. Quest’ultimo dice però che tenere la consultazione su Rousseau è l’unica soluzione, perché qualsiasi altra piattaforma «esporrebbe il Movimento a ricorsi in Tribunale per la sua invalidazione» per via dello statuto attuale. «Ho pertanto chiesto a Davide Casaleggio di consentire lo svolgimento di detta votazione sulla Piattaforma Rousseau e lui ha accettato».