L'edizione dell'Apple Daily il giorno dopo l'arresto del direttore e di altri quattro dirigenti (Anthony Kwan/Getty Images)
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  • martedì 22 Giugno 2021

L’ultimo giornale libero di Hong Kong rischia di chiudere

Le autorità vicine al regime cinese hanno arrestato editore, direttore e dirigenti dell'Apple Daily, di cui hanno anche bloccato i fondi

L'edizione dell'Apple Daily il giorno dopo l'arresto del direttore e di altri quattro dirigenti (Anthony Kwan/Getty Images)

Secondo diversi resoconti pubblicati dai giornali internazionali l’Apple Daily, l’ultimo quotidiano di Hong Kong con una posizione apertamente critica nei confronti del governo della città e del regime cinese, rischia di chiudere dopo una serie di atti di repressione che hanno portato all’arresto dello storico editore, Jimmy Lai, del direttore responsabile e di parte della dirigenza, oltre che al blocco di tutti i fondi economici a disposizione del giornale.

La decisione di chiudere l’Apple Daily non è ancora stata presa: venerdì le autorità decideranno se sbloccare i beni di Next Digital, la compagnia che possiede il giornale; ma nel caso in cui non lo facessero, ha scritto il Financial Times, l’amministrazione della compagnia avrebbe già deciso che le pubblicazioni della versione cartacea del giornale termineranno domenica (sabato sarà venduta l’ultima edizione) e il sito smetterà di essere aggiornato venerdì a mezzanotte.

L’Apple Daily è uno dei tabloid più letti di Hong Kong. È stato fondato nel 1995 e gran parte del suo prestigio non deriva tanto dalla qualità del suo lavoro editoriale (spesso scandalistico) quanto dalle posizioni filo-democratiche del suo editore Jimmy Lai, che è diventato una figura di rilievo internazionale per il suo sostegno e la partecipazione alle proteste a favore della democrazia, e ha modellato la linea del suo giornale di conseguenza.

Negli ultimi anni, mentre la maggior parte dei giornali di Hong Kong assumeva posizioni più o meno vicine al governo filo-regime della città, in parte per opportunismo e in parte per ragioni economiche (per esempio il più importante e noto quotidiano in lingua inglese di Hong Kong, il South China Morning Post, fu comprato nel 2016 dal conglomerato cinese Alibaba: le sue posizioni non sono mai state filo-democrazia, ma dopo l’acquisizione si sono avvicinate sempre più apertamente a quelle del regime), l’Apple Daily ha sempre mantenuto la sua indipendenza, fino a restare, secondo la maggior parte degli osservatori, l’unico giornale a grande distribuzione davvero libero a Hong Kong.

Il sostegno di Jimmy Lai e del suo giornale alle grandi manifestazioni a favore della democrazia che sono cominciate a Hong Kong a partire dal 2014 hanno reso l’Apple Daily particolarmente sgradito alle autorità sia della città sia del governo centrale della Cina.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

Per il giornale – come per tutto il movimento a favore della democrazia in città – i problemi maggiori sono cominciati l’anno scorso dopo l’approvazione a giugno di una contestata “legge sulla sicurezza nazionale” introdotta dalla Cina a Hong Kong, che ha dato alle autorità la possibilità di arrestare chiunque venga accusato di compiere «attività terroristiche» e atti di «sedizione, sovversione e secessione». Queste accuse sono interpretate in maniera volutamente molto lasca, per lasciare alle autorità ampio margine di repressione del dissenso.

L’approvazione della legge ha di fatto provocato la fine dei movimenti di protesta a Hong Kong e ha consentito la riduzione o l’eliminazione di diversi diritti che in precedenza erano garantiti nella città semiautonoma, come per esempio il diritto di manifestare e, appunto, la libertà di stampa.

Dopo l’approvazione della legge, a partire dall’agosto del 2020 Jimmy Lai è stato arrestato più volte, e condannato prima a 14 mesi di reclusione e poi a ulteriori 14 per aver partecipato a varie manifestazioni a favore della democrazia, che la legge sulla sicurezza aveva retroattivamente individuato come una minaccia e un reato. Attualmente si trova in carcere, dopo che le autorità gli hanno negato la libertà su cauzione.

La settimana scorsa, per la prima volta le autorità cittadine hanno preso di mira non soltanto Jimmy Lai, ma anche la redazione e la dirigenza del giornale: in un’operazione di polizia con un alto impatto mediatico (500 agenti sono entrati nella sede dell’Apple Daily) la polizia ha arrestato il direttore del giornale, Ryan Law, l’amministratore delegato di Next Digital, Cheung Kim-hung, e altri tre dirigenti, accusati anche loro di aver violato la legge sulla sicurezza perché in diversi articoli il giornale avrebbe sostenuto l’applicazione di sanzioni economiche contro la Cina da parte di paesi stranieri. L’accusa formale è di «collusione con un paese straniero o con elementi esterni per danneggiare la sicurezza nazionale». La polizia ha inoltre perquisito tutto l’edificio e sequestrato computer, taccuini e hard disk.

Due giorni dopo il loro arresto, un tribunale di Hong Kong ha negato a Law e Cheung, le due figure di maggior rilievo, l’uscita di prigione dietro pagamento di una cauzione, ma l’ha concessa agli altri tre dirigenti.

Contestualmente alla perquisizione da parte della polizia, sono stati bloccati quasi tutti i beni di Next Digital, e anche in questo caso è la prima volta che le autorità cercano di colpire il giornale sul lato finanziario. Le autorità hanno bloccato gli asset di Next Digital e di altre tre compagnie collegate al giornale per un totale di circa due milioni di euro, mentre altri fondi legati a Jimmy Lai erano stati bloccati in concomitanza con i suoi arresti: senza risorse finanziarie disponibili, ora l’Apple Daily ha soltanto «qualche settimana» prima di esaurire completamente i soldi.

Inoltre il governo ha bloccato la possibilità per Jimmy Lai e per Next Digital di accedere al sistema bancario: come ha scritto Reuters, il segretario alla Sicurezza di Hong Kong, responsabile per l’attuazione della legge sulla sicurezza, ha scritto una lettera agli amministratori delle principali banche che operano a Hong Kong, HSBC e Citibank, minacciando fino a sette anni di carcere se consentiranno qualsiasi attività sui conti correnti legati a Jimmy Lai.

Questo significa, in pratica, che l’Apple Daily non è in grado di accettare né pagamenti né donazioni.

Mark Simon, un collaboratore di Jimmy Lai, ha detto a Reuters che alcuni inserzionisti vicini al giornale hanno provato a effettuare dei pagamenti a favore di Apple Daily, ma che sono stati rifiutati. Sempre a causa del blocco bancario, ha scritto il Financial Times, il giornale non può avvalersi del crowdfunding, cioè delle donazioni di lettori e sostenitori, perché qualunque versamento sui conti correnti legati all’Apple Daily viene respinto.

Il giorno dopo l’arresto del direttore e degli altri dirigenti, i cittadini di Hong Kong hanno comprato in massa l’Apple Daily come gesto di solidarietà: la tiratura del giornale, che di solito è di 80 mila copie, è arrivata quel giorno a mezzo milione. Ma nonostante le manifestazioni di sostegno, senza lo sblocco dei fondi il giornale non è in grado di continuare le operazioni.

Next Digital ha fatto appello presso le autorità di Hong Kong contro il blocco dei fondi, e ha chiesto di sbloccarne almeno una parte per consentire il pagamento del personale: l’azienda ha circa 1.300 dipendenti, di cui poco meno di metà sono giornalisti. Il governo cittadino dovrà prendere una decisione entro venerdì, ma nel frattempo la dirigenza ha già preparato piani per la chiusura del giornale. Da lunedì, inoltre, ai giornalisti è consentito di lasciare il giornale e licenziarsi senza preavviso: negli ultimi tempi molti di loro hanno detto di aver ricevuto intimidazioni e minacce di morte.