La Banca centrale americana ha detto che prevede di alzare i tassi di interesse entro la fine del 2023

Nel suo aggiornamento mensile sulle decisioni di politica monetaria, ieri la banca centrale degli Stati Uniti (la Federal Reserve), ha reso pubbliche previsioni secondo cui aumenterà i tassi d’interesse che applica nei suoi prestiti alle banche due volte entro la fine del 2023 (più probabilmente nel 2023 che nel 2022): prima di quanto atteso dai mercati e di quanto la stessa Federal Reserve aveva annunciato in precedenza. La previsione è dovuta a un aumento delle stime della banca centrale sull’inflazione (cioè la crescita dei prezzi) negli Stati Uniti nei prossimi tre anni, correlato a un miglioramento delle previsioni sulle condizioni dell’economia e del mercato del lavoro statunitensi, come riportato da Bloomberg. Se l’economia migliora, i prezzi tendono a salire, svalutando il dollaro. Aumentare i tassi di interesse serve a frenare questa tendenza, perché fa aumentare il valore del dollaro.

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Per ora, la banca centrale ha comunque mantenuto i tassi di interesse invariati al livello a cui li tiene da marzo 2020: tra lo 0 e lo 0,25%, confermando anche che continuerà a comprare titoli sul mercato alla stessa frequenza mantenuta finora dall’inizio della pandemia, cioè immettendo nell’economia americana 120 miliardi di dollari al mese per sostenerla nella crisi.

Nella conferenza stampa che usualmente segue le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, il suo presidente, Jerome Powell, ha detto che i membri del consiglio direttivo della banca cominceranno a discutere un possibile rallentamento del programma di acquisto di titoli. Dopo la notizia, il valore del dollaro è salito dello 0,9 per cento rispetto a un paniere di paragone contenente le principali valute, registrando il suo aumento giornaliero più alto da inizio anno.

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell (AP/Susan Walsh)