(Claudio Furlan/ LaPresse)

Il ritorno dei tram nelle città europee

Diverse amministrazioni locali stanno ripristinando vecchie linee o espandendo quelle esistenti per ridurre le emissioni dei trasporti

(Claudio Furlan/ LaPresse)

Nella prima metà del Novecento in Europa il tram era un mezzo di trasporto popolare e diffuso sia nei grandi centri urbani che in città e paesi più piccoli, ma a partire dagli anni Cinquanta fu progressivamente abbandonato per agevolare la circolazione delle automobili e il trasporto su gomma. Di recente però, come racconta Politico, sembra essersi innescato il processo contrario: molte amministrazioni locali europee stanno infatti puntando a recuperare l’utilizzo di uno dei mezzi pubblici più iconici di sempre soprattutto per ridurre le emissioni inquinanti dei trasporti e provare a raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Come spiega il periodico specializzato in ferrovie e trasporto pubblico su rotaia Railway Gazette, si può notare che negli ultimi mesi sono stati ultimati numerosi interventi di sviluppo o potenziamento delle linee tranviarie in diverse città europee, dalla Polonia al Portogallo, dalla Francia all’Italia. Il tram è tornato a essere rilevante perché, a differenza della maggior parte degli autobus utilizzati per il trasporto pubblico, è alimentato a energia elettrica e quindi non emette localmente sostanze inquinanti; inoltre potrebbe essere alimentato con fonti rinnovabili e non contribuire così all’emissione di anidride carbonica (CO2), cioè il principale gas serra e tra i maggiori responsabili del riscaldamento climatico.

Per rispettare gli obiettivi delle istituzioni europee di raggiungere entro il 2050 la cosiddetta neutralità carbonica, ovvero il saldo delle emissioni di gas serra nell’atmosfera pari a zero, molte amministrazioni locali stanno partendo proprio dagli interventi sul trasporto pubblico: e il tram, un mezzo molto amato che peraltro riesce a raggiungere posti dove metro e bus farebbero fatica ad arrivare, sembra una delle soluzioni più utili su cui puntare.

Per fare qualche esempio, a Milano circolano ancora circa 150 tram serie 1500 (o modello 1928), che furono costruiti tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta e oggi collegano per lo più i quartieri centrali della città. Negli anni molti tratti percorsi dai tram storici di Milano sono stati interrotti per far spazio a strade o aree pedonali, per esempio in Ripa di Porta Ticinese, e allo stesso tempo sono stati dismessi anche collegamenti che univano Milano ad alcune città limitrofe.

In questi anni, però, oltre alla riqualificazione di numerose banchine, l’amministrazione locale e l’Atm – l’azienda dei trasporti del Comune – hanno ripreso ad ampliare le linee tranviarie anche per ridurre l’inquinamento e alleggerire il traffico in città.

Oltre ad aver prolungato la linea del tram 15, che collega Piazza Diaz a Rozzano – nella periferia sud – nel 2018, l’amministrazione locale ha in programma di potenziare la linea tranviaria che collega il capolinea della linea 3 della Metropolitana Milanese di Comasina a Limbiate, alcuni chilometri a nord di Milano. Allo stesso tempo, a ottobre sono partiti i lavori per il prolungamento della linea del tram 7, che dall’attuale capolinea nel quartiere Precotto, nel nord-est della città, arriverà fino a Cascina Gobba, dove c’è un’importante fermata della linea 2 della Metropolitana.

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Tra i progetti della società municipale di ingegneria MM spa, inoltre, c’è anche la realizzazione della metrotranvia Milano-Seregno, che prevede la riqualificazione della vecchia tranvia interurbana Milano-Desio, che attraversava Bresso, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Nova Milanese – a nord di Milano – e fu dismessa nel 2011. Chi abita in città o nei paraggi sa quanto possano essere trafficate le strade che collegano le aree della provincia di Monza e Brianza a Milano, soprattutto negli orari di punta, e immagina quanto possa influire il trasporto privato sull’inquinamento ambientale.

Milano non è la sola città europea dove sono stati previsti nuovi investimenti per lo sviluppo o la riqualificazione delle linee tranviarie.

La scorsa settimana la viceministra per la Transazione ecologica in Spagna Teresa Ribera ha annunciato che il governo investirà quasi 20 milioni di euro per ampliare la linea tranviaria di Siviglia, che fu costruita nel 1897, dismessa negli anni Sessanta e poi ripristinata a partire dal 2007.

Il 10 aprile a Parigi è stata inaugurata una nuova linea tranviaria che collega la stazione metropolitana di Porte de Choisy a Orly, cittadina della periferia sud, dove si trova anche l’omonimo aeroporto. Negli ultimi anni, sempre in Francia, è stata riaperta e ampliata una vecchia linea di tram che collegava Strasburgo alla Germania e che era rimasta inutilizzata dal 1960, mentre nel 2004 l’utilizzo del tram è stato ripristinato anche a Nottingham, in Inghilterra, dopo il successo di progetti simili in altre città del paese, come Manchester e Sheffield.

La nuova linea tranviaria di Parigi, T9. (Vincent Isore/ IP3 via ZUMA Press/ ANSA)

Ci sono progetti di espansione delle linee tranviarie anche a Berlino, dove l’assessora per i Trasporti Regine Günther, del partito dei Verdi, ha lanciato un’iniziativa di espansione dei tram «senza precedenti» con l’obiettivo di favorire i mezzi di trasporto meno inquinanti.

Günther ha detto che i tram sono un ottimo mezzo per colmare l’assenza di collegamento tra alcuni punti nel sistema di trasporto urbano, con linee molto più economiche da realizzare rispetto a quelle della metropolitana. Il piano proposto dall’assessora prevedrebbe di ampliare alcune linee di tram della vecchia Berlino Est per portarle nei quartieri di Kreuzberg e Neukölln, che durante il periodo della ex Repubblica Democratica Tedesca si trovavano a Berlino Ovest. In ogni caso, il governo tedesco ha previsto di usare una parte dei 28 miliardi di euro del piano di investimenti per il trasporto pubblico berlinese per la realizzazione di oltre 70 chilometri di binari per il trasporto su rotaia, entro i prossimi 15 anni.

Un tram a Berlino (Paul Zinken/ dpa-Zentralbild/ dpa via ANSA)

Una delle città dove buona parte del trasporto locale si basa notoriamente sui tram è Lisbona, la capitale del Portogallo.

Il sistema tranviario di Lisbona nacque circa 150 anni fa e come è accaduto in molte altre città alcune linee furono dismesse tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, anche per via di tagli ai finanziamenti al trasporto pubblico per potenziare altre infrastrutture. A differenza di altre città, però, a Lisbona il tram è rimasto molto importante per residenti e pendolari perché è in grado di mettere in collegamento i quartieri distribuiti sulle diverse colline della città, arrivando in punti che i bus non potrebbero raggiungere per via dei molti pendii e delle strade strette, ha spiegato a Politico il consigliere alla Mobilità di Lisbona Miguel Gaspar.

Un tram a Lisbona (AP Photo/ Armando Franca via LaPresse)

Secondo Gaspar adesso il «valore aggiunto» del tram è quello di essere «un’opzione di trasporto che non sfrutta direttamente combustibili fossili».

Nel 2017 l’amministrazione di Lisbona ha ripreso il controllo del servizio del trasporto locale, che prima era gestito dal governo nazionale, contribuendo a restaurare e ripristinare la linea tranviaria 24, che collega la centrale piazza Luís de Camões al quartiere collinare Campolide ed era stata gradualmente abbandonata nel 1995. A fine aprile il sindaco di Lisbona Fernando Medina ha annunciato che il comune spenderà 43 milioni di euro per comprare 15 nuovi tram e che avrebbe aperto un bando per la fornitura di 30 autobus elettrici.

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Gaspar ha detto che attualmente il 54 per cento dei pendolari che lavorano a Lisbona raggiunge la città in auto e ha spiegato che l’obiettivo del governo locale è che entro il 2030 questa cifra si abbassi a un terzo. Circa un quinto dei mezzi di trasporto pubblici della città è alimentato con elettricità ricavata da una centrale fotovoltaica, ma secondo Gaspar per raggiungere gli obiettivi di riduzione di emissioni nocive fissati dall’Unione Europea bisognerà continuare ad aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, oltre che incentivare l’utilizzo dei mezzi meno inquinanti.

Uno dei problemi di Lisbona è che i 62 tram storici che circolano per la città possono spostarsi facilmente su per le salite e attraverso le sue stradine, però non sono facilmente accessibili alle persone disabili, a chi trasporta un passeggino o agli anziani, come peraltro alcuni dei tram più vecchi in circolazione a Milano. Per questa ragione Gaspar ha detto che se Lisbona vuole espandere il servizio e renderlo davvero attraente per i residenti dovrà dotarsi di tram costruiti su misura per adattarsi alle particolarità della città.