Chloe Zhao (AP Photo/Chris Pizzello, Pool)

Gli Oscar per chi va di fretta

Le cose da sapere su chi ha vinto cosa ("Nomadland" i premi per film, regia e attrice protagonista) e su com'è andata la cerimonia

Chloe Zhao (AP Photo/Chris Pizzello, Pool)

La 93esima edizione degli Oscar si è tenuta nella notte tra domenica e lunedì, con la maggior parte dei premiati fisicamente presenti a Los Angeles. Il premio per il miglior film è andato a Nomadland, che ha ottenuto anche i premi per la miglior regista (a Chloé Zhao) e per la miglior attrice protagonista (a Frances McDormand). Come miglior attore è stato invece premiato Anthony Hopkins (che però non era presente) per la sua interpretazione in The Father. I premi per il miglior attore e la miglior attrice non protagonista sono andati a Daniel Kaluuya e a Yuh-Jung Youn, che hanno rispettivamente recitato in Judas and the Black Messiah e Minari.

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Con i suoi tre Oscar, Nomadland è stato anche il film più premiato di questa edizione. Costato circa cinque milioni di dollari, Nomadland è tratto da un libro del 2017 della giornalista Jessica Bruder, è stato girato nell’arco di quattro mesi tra South Dakota, Nebraska, Arizona, Nevada e California, ed è stato in parte interpretato da attori e attrici non professionisti. Il film ha per protagonista Fern, una donna che, rimasta vedova e senza lavoro, si mette a girare gli Stati Uniti a bordo di un furgoncino. Sarà disponibile dal 30 aprile su Disney+.

Zhao è la seconda donna nella storia a vincere l’Oscar per la miglior regia, e anche la seconda donna regista di un film premiato come miglior film. In entrambi i casi, la prima era stata Kathryn Bigelow, regista di The Hurt Locker. Per McDormand è il terzo Oscar come miglior protagonista, dopo quelli per Fargo e Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

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In questi Oscar sei film – The Father, Judas and the Black Messiah, Ma Rainey’s Black Bottom, Mank, Sound of Metal e Soul – hanno vinto due premi ciascuno. The Father ha vinto i premi per migliore attore e miglior sceneggiatura non originale (è tratto da un’opera teatrale francese). Judas and the Black Messiah ha vinto i premi per miglior attore non protagonista e miglior canzone originale (“Fight for You”, in una categoria in cui era candidata anche una canzone di Laura Pausini). Ma Rainey’s Black Bottom quelli per costumi e trucco-e-acconciatura, Mank è stato premiato per scenografia e fotografia, Sound of Metal per sonoro e montaggio e Soul ha vinto il premio per la colonna sonora originale e per il miglior film di animazione. Per la Pixar, che l’ha realizzato, è l’undicesima vittoria in una categoria che esiste da 20 anni.

Sebbene nemmeno quest’anno abbia vinto il premio più importante, è anche stata una serata molto buona per Netflix, i cui film hanno vinto sette premi.

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L’Oscar per il miglior film internazionale è andato al danese Un altro giro e come miglior documentario è stato premiato Il mio amico in fondo al mare, disponibile su Netflix. I tre premi per i cortometraggi – di finzione, animato e documentario – sono stati assegnati rispettivamente a Due estranei, a Se succede qualcosa, vi voglio bene e a Colette. I primi due sono su Netflix, il terzo si può vedere online su YouTube.

La cerimonia – attesa in quanto ibrida: in presenza, ma con diverse limitazioni e con alcuni candidati collegati da sedi allestite fuori dagli Stati Uniti – non è stata granché vivace e senza nessun momento che sembra potersi far ricordare a lungo, e così come l’anno scorso non c’era un presentatore. Si è cercato di presentare i candidati con qualche breve aneddoto su di loro e in genere senza mostrare, come invece era stato fatto in passato, brevi estratti dei loro film.  Ed è stato piuttosto strano che il premio per il miglior film – evidentemente il più atteso e importante – sia stato consegnato per terzultimo, prima di quelli a McDormand e ad Hopkins: lui non c’era, nemmeno collegato da casa, e la cerimonia è terminata così in modo un po’ brusco.

Il palco della cerimonia (A.M.P.A.S. via Getty Images)

Il discorso di ringraziamento più vivace è stato quello di Yuh-Jung Youn, attrice sudcoreana di 73 anni che ha esordito rivolgendosi a Brad Pitt, che ne aveva annunciato la vittoria. Altri sono stati invece di tutt’altro tenore: Thomas Vinterberg, regista di Un altro giro, ha dedicato il premio alla figlia, morta poco prima delle riprese del film.