Yuh-Jung Youn, Daniel Kaluuya e Frances McDormand dopo la cerimonia (AP Photo/Chris Pizzello, Pool)

I migliori momenti degli Oscar di stanotte

Dal discorso di Yuh-Jung Youn agli ululati di Frances McDormand: un riassunto di una cerimonia diversa dal solito

Yuh-Jung Youn, Daniel Kaluuya e Frances McDormand dopo la cerimonia (AP Photo/Chris Pizzello, Pool)

Questa notte si è tenuta la 93ª cerimonia degli Oscar. È stata una cerimonia diversa dal solito, realizzata tra il Dolby Theatre e la Union Station di Los Angeles con collegamenti da varie città del mondo — Sydney, Londra, Praga, Berlino, Roma — e con la regia del premio Oscar Steven Soderbergh. Non c’è stato un presentatore unico, ma tanti diversi che si sono alternati nel corso della serata, tra i quali Laura Dern, Bong Joon Ho, Bryan Cranston, Brad Pitt, Reese Witherspoon, Regina King e e Zendaya.

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Non è mancato il consueto red carpet, la sfilata che precede l’assegnazione ai premi, e come al solito qualcuno si è fatto notare più degli altri (qui tutte le foto).

Lakeith Stanfield (AP Photo/Alberto Pezzali, Pool)

L’alternanza tra location e collegamenti e il ristretto numero di partecipanti ha creato una cerimonia non proprio scorrevole, ma ci sono stati comunque dei momenti degni di nota. Il discorso più apprezzato è stato quello di Yuh-Jung Youn, premiata come Miglior attrice non protagonista per Minari e prima attrice sudcoreana a vincere un Oscar. Appena salita sul palco della Union Station, Youn si è subito chiesta dove fosse stato Brad Pitt per tutto questo tempo. Ha poi perdonato tutti per la pronuncia sbagliata del suo nome.

Come dimostrato da Youn, per il cinema sudcoreano continua ad essere un grande periodo. Durante la cerimonia, il regista Bong Joon-ho, che l’anno scorso vinse tre Oscar con Parasite (compreso quello per il Miglior film), si è collegato da Seul e ha presentato in coreano i cinque candidati per la Miglior regia, tre uomini e due donne: ha poi vinto Chloé Zhao, regista cinese di Nomadland.

Harrison Ford ha presentato il premio per il Miglior montaggio dopo aver intrattenuto gli invitati con una scenetta tanto buffa quanto goffa in cui ha letto delle note messe insieme durante la visione di un suo vecchio film in fase di produzione.

Negli intervalli pubblicitari della cerimonia – che comprensibilmente si pensa sia guardata da spettatori appassionati o quantomeno interessati di cinema – sono stati presentati i trailer di alcune novità cinematografiche dei prossimi mesi, a partire dal remake di West Side Story diretto da Steven Spielberg (al suo primo musical).

Qualche ora dopo aver giocato la partita di NBA tra Phoenix Suns e Brooklyn Nets, il cestista Kevin Durant ha vinto il premio Oscar come produttore esecutivo di Due estranei, premiato come Miglior cortometraggio. Oltre a Durant, tra i produttori del corto c’è anche un altro giocatore di NBA: Mike Conley degli Utah Jazz.

Il consueto ricordo dei professionisti del cinema morti nell’ultimo anno è arrivato sul finale della cerimonia e si è concluso le immagini di Sean Connery e Chadwick Boseman.

A sessant’anni dall’uscita di West Side Story — e a pochi mesi dal suo remake — Rita Moreno, l’attrice che grazie al musical vinse l’Oscar come Miglior attrice non protagonista, ha presentato il premio al Miglior film, che quest’anno ha preceduto quelli ai due attori protagonisti. Lo ha vinto Nomadland, la cui protagonista, Frances McDormand, ha ricordato a suo modo Michael Wolf Snyder, l’addetto al suono del film, morto suicida a marzo, a 35 anni.

McDormand è salita sul palco poco dopo, annunciata da Renée Zellweger come vincitrice del premio come Miglior attrice, il suo terzo dopo quelli vinti per Fargo (1997) e Tre manifesti a Ebbing, Missouri  (2018).

La cerimonia si è poi conclusa in modo abbastanza brusco con la premiazione di Anthony Hopkins come Miglior attore per The Father. Hopkins non ha ritirato il premio in quanto non presente alla cerimonia.

Qui sotto un video con tutti gli annunci dei vincitori.