È morta Milva

Aveva 81 anni ed è stata cantante e attrice, famosa in Italia ma anche all'estero

(ANSA-DPA)
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È morta Milva, una delle cantanti italiane diventati celebri tra gli anni Sessanta e Settanta, molto famosa anche all’estero. Aveva 81 anni e nel corso della sua carriera era stata anche attrice.

Il vero nome di Milva era Maria Ilva Biolcati ed era nata nel 1939 a Goro, in provincia di Ferrara. La sua carriera, iniziata nei locali di provincia, avanzò molto in fretta dopo la vittoria di un concorso per esordienti organizzato dalla RAI nel 1959. Milva ottenne così un contratto con l’etichetta discografica Cetra, e nel 1961 partecipò al Festival di Sanremo, arrivando terza con la canzone “Il mare nel cassetto”. Negli anni successivi si affermò come una delle più apprezzate cantanti italiane e incise alcune delle sue canzoni più famose, come “Flamenco Rock” e come “Tango italiano”, che arrivò seconda a Sanremo nel 1962. Al Festival di Sanremo Milva partecipò in 15 volte, senza mai vincere.


Nel suo disco del 1965 Canti della libertà, cantò “Bella Ciao”.


Negli anni Sessanta, Milva iniziò anche a recitare, diventando una delle attrici italiane più importanti per quanto riguarda le opere di Bertold Brecht, soprattutto sotto la direzione del grande regista Giorgio Strehler.

Parallelamente alla carriera teatrale, Milva cominciò inoltre a distinguersi per canzoni colte e impegnate, alle quali continuò ad affiancare quelle più commerciali e per il grande pubblico: tra gli altri, incise due dischi dedicati ai lavori di Brecht, Milva canta Brecht e Milva Brecht.

Milva reinterpretò spesso canzoni straniere, la più famosa delle quali fu probabilmente “Milord” di Edith Piaf, e incise anche molte sue canzoni in altre lingue, ottenendo un gran successo in Germania, Francia, Spagna e Giappone.


Negli anni Ottanta continuò a fare tour all’estero e a collaborare con alcuni importanti artisti e intellettuali italiani e internazionali, come Umberto Eco e Astor Piazzolla, nella musica e nel teatro. Continuò a registrare dischi per tutti gli anni Novanta e anche nei Duemila: l’ultimo, uscito nel 2011, si chiama La variante di Lüneburg. La sua ultima intervista, al Corriere della Sera, è del luglio 2019. Alla domanda «quali figure sono state determinanti per la sua vita artistica?», rispose così:

«Parecchie ma in fondo non moltissime: mio marito, Maurizio Corgnati; il regista Giorgio Strehler; Astor Piazzolla e, per altri versi, Franco Battiato, Enzo Jannacci e Luciano Berio. Un’altra persona alla quale devo molto è Klaus Ebert, il mio primo produttore discografico in Germania e alcuni altri».