La foto che ha vinto il World Press Photo of the Year

Mostra un’anziana abbracciata da un’infermiera in una casa di riposo per la prima volta dopo mesi: l'ha scattata Mads Nissen

La foto The First Embrace del fotografo danese Mads Nissen ha vinto il World Press Photo of The Year, il più importante premio del più importante concorso di fotogiornalismo al mondo, organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955. La foto mostra un’anziana abbracciata per la prima volta in cinque mesi attraverso una tenda di plastica in una casa di riposo a San Paolo, in Brasile, durante la pandemia da coronavirus.

The First Embrace © Mads Nissen, Danimarca, Politiken/Panos Pictures
World Press Photo

Kevin WY Lee, fotografo e membro della giuria del concorso fotografico, ha descritto la fotografia definendo l’immagine come “iconica”: «Commemora il momento più straordinario della nostra vita, ovunque. Ci ho letto la vulnerabilità, i miei cari, la perdita e la separazione, la morte ma, soprattutto, anche la sopravvivenza, tutto racchiuso in un’unica immagine. Se guardi l’immagine abbastanza a lungo, vedrai delle ali: un simbolo di volo e di speranza».

A marzo dell’anno scorso, le case di riposo in Brasile, e in tutto il mondo, avevano impedito le visite a parenti e amici dei loro ospiti a causa della pandemia da coronavirus, impedendo a milioni di persone di visitare i loro parenti anziani. Da quel momento ai lavoratori della casa riposo in questione, la Viva Bem di San Paolo, era stato ordinato di mantenere al minimo il contatto fisico con i pazienti: si sono attrezzati con una tenda di plastica (la cosiddetta “Tenda dell’abbraccio”) per riuscire ad abbracciare comunque gli anziani.

Mads Nissen è un fotografo danese che vive a Copenaghen. Dopo la laurea nel 2007 presso la Danish School of Journalism si è trasferito a Shanghai per documentare le conseguenze umane e sociali dell’ascesa economica della Cina. Dal 2014 lavora come fotografo del quotidiano danese Politiken.

Gli altri candidati al World Press Photo of The Year erano: Evelyn Hockstein con una foto che mostra una discussione tra una donna e un uomo che sostengono rispettivamente la rimozione e il mantenimento della statua di Lincoln dell’Emancipation Memorial; Valery Melnikov con la foto di una coppia in procinto di lasciare la propria casa dopo la guerra del Nagorno-Karabakh; Oleg Ponomarev con il ritratto di un uomo transgender russo con la sua fidanzata; Luis Tato con una foto sull’invasione di locuste in Kenya; e infine l’italiano Lorenzo Tugnoli, dell’agenzia Contrasto, con una foto realizzata per il Washington Post di un uomo ferito dopo l’esplosione al porto di Beirut, in Libano.