I mockbuster copiano male i blockbuster

Da decenni esiste un mondo di film al limite della truffa che plagiano più o meno dichiaratamente altri titoli, ma ora sono in crisi

La parola blockbuster deriva dall’unione delle parole block (isolato) e buster (cosa che distrugge). In origine, infatti, fu usata per parlare delle bombe che durante la Seconda guerra mondiale potevano distruggere interi isolati. Nel gergo del cinema, invece, se ne iniziò a parlare dalla fine degli anni Quaranta, in riferimento a certi film piuttosto costosi e dai grandi incassi. Forse-non-tutti-sanno-che, però, nel cinema esistono anche i mockbuster, una variante che include la parola “mock”, presa in giro.

I mockbuster, infatti, sono dei film che fingono di essere dei blockbuster e che invece sono stati girati piuttosto di fretta, con un budget piuttosto risicato e – cosa più importante – con una trama non propriamente originale. Lo scopo di ogni mockbuster, quindi, è sfruttare la fama di un certo blockbuster e, uscendo nei suoi stessi giorni, provare a rubargli qualche spettatore. In genere qualche spettatore distratto, in quella che a bene vedere può essere considerata una presa in giro. I mockbuster hanno avuto tutta una loro storia, nella ben più grande storia di Hollywood e del cinema, e dopo i grandi fasti degli anni Novanta e dei primi anni Duemila (tra l’altro anche grazie a Blockbuster, l’azienda) ora stanno attraversando un periodo difficile: a causa del successo dello streaming, e un po’ anche a causa della pandemia.

Per il loro essere film a basso costo e dalle basse pretese, fatti provando a sfruttare la scia del successo di qualche altro film, i mockbuster possono essere considerati una sorta di evoluzione dei B-movie, che però sono una cosa diversa. Caratteristica imprescindibile di ogni mockbuster è infatti il suo essere palesemente copiato da un film più grande, la cui origine e i cui esiti coinvolgono sempre molti soldi in più. A questo proposito, bisogna anche fare attenzione a non confondere il concetto con quello dei twin films, i film gemelli. Quelle coppie di film – assai numerose nella storia del cinema – che escono più o meno nello stesso periodo e che parlano più o meno della stessa cosa. Nel caso dei twin film, però, entrambi possono essere piuttosto costosi e non è sempre possibile stabilire chi ha copiato chi. Deep Impact e Armageddon, A Bug’s Life e Z la formica, Entrapment e Gioco a due sono tre coppie di film gemelli, ma nessuno – tra questi sei film – è un mockbuster.

In genere, il primo esempio che si cita quando si parla di mockbuster è il film The Monster of Piedras Blancas: evidentemente derivato e copiato dal più noto e apprezzato Il mostro della laguna nera. In quel caso il mockbuster nacque dalla voglia di rivincita di una persona che aveva lavorato sul set del film “originale” e che, non ritenendosi adeguatamente citata nei crediti del film, decise di rifarlo a suo modo, e con molti meno soldi, portandosi dietro un po’ di cose dal set dell’originale.

Negli anni, però, i mockbuster si perfezionarono e si internazionalizzarono, e nacquero diverse aziende specializzate nella rapida realizzazione – in genere un paio di mesi, ma alle volte pure molto meno – di film che in ogni loro aspetto, dal titolo in poi, cercavano di muoversi in quella zona grigia che sta tra il plagio e la libertà di fare un film su ciò che si vuole. Con l’obiettivo più o meno esplicito di ingannare in modo truffaldino qualche avventato cliente di un negozio di VHS o DVD, che preso dalla fretta o vittima della disattenzione pensava di noleggiare un blockbuster ritrovandosi per le mani il mockbuster.

 

Tra le aziende che negli ultimi decenni si sono contraddistinte nella peculiare attività di produzione dei mockbuster ci sono la brasiliana Video Brinquedo (da qualche anno non più attiva) e soprattutto la GoodTimes Entertainment e la Asylum.

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La GoodTimes Entertainment si fece notare a partire dagli anni Novanta, per la dedizione con cui si mise a copiare i film d’animazione, soprattutto quelli della Disney: per esempio facendo Ratatoing, ispirato a Ratatouille. Fece parlare di sé anche perché vinse una causa contro Disney, che – evidentemente infastidita dalla cosa – aveva cercato di limitarne le attività. In breve, la GoodTimes Entertainment riuscì a convincere chi di dovere che in certi casi si limitava, così come faceva Disney, a ri-raccontare a modo suo certe vecchie storie ormai di pubblico dominio; e che in altri casi raccontava storie simili a quelle Disney, ma non uguali, in quanto ambientate altrove, con protagonisti chiamati diversamente e con storie che alle volte prendevano strade o pieghe un po’ diverse.

Mentre la GoodTimes Entertainment si occupa soprattutto di animazione, sono ormai molti anni che la Asylum – che invece perse una causa contro la Warner Bros per via del suo film Age of the Hobbits, ritenuto troppo simile a Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato – si interessa a film di altro tipo. Come per esempio il suo Transmorphers, che uscì nel giugno 2007, negli stessi giorni di Transformers.

Negli anni, delle bizzarre attività della Asylum hanno parlato sia il Los Angeles Times che il New York Times, che a proposito di Transmorphers scrisse:

«È ambientato in un futuro distopico che assomiglia sospettosamente a un parcheggio abbandonato, e parla di una guerra tra gli umani e dei cattivi robot extraterrestri. A differenza di quell’altro film, con un nome simile, non ha attori famosi e ha un mixaggio sonoro fatto molto male. E poi ha effetti speciali scadenti e una sottotrama che riguarda alcune lesbiche».

Di mockbuster, dal punto di vista sia storico che legale, ha parlato di recente un video del canale YouTube Cheddar. Il video spiega anche che il settore dei mockbuster è piuttosto in crisi da quando quasi nessuno compra o noleggia DVD, e ancor di più da quando i cinema sono chiusi e, di conseguenza, hanno anche smesso di uscire i blockbuster da “imitare”.

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