Il ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente del Consiglio Mario Draghi. (ROBERTO MONALDO/ LAPRESSE/ POOL/ ANSA)

Dopo Pasqua in zona rossa le scuole riapriranno fino alla prima media

Lo ha confermato Draghi, dopo che le lezioni in presenza erano state sospese a inizio marzo

Il ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente del Consiglio Mario Draghi. (ROBERTO MONALDO/ LAPRESSE/ POOL/ ANSA)

Venerdì il presidente del Consiglio Mario Draghi ha confermato che dopo Pasqua – probabilmente dal 7 aprile, quando entrerà in vigore un nuovo DPCM – le scuole riapriranno per le lezioni in presenza fino alla prima media nelle regioni in zona rossa. Il DPCM approvato a inizio marzo le aveva chiuse per ogni ordine e grado, invertendo l’approccio che era stato inaugurato nei mesi precedenti dal governo Conte. Nelle regioni in zona arancione (e gialla, anche se attualmente non ce ne sono) le scuole rimarranno aperte per la didattica in presenza fino alla terza media, e tra il 50 e il 75 per cento per le scuole superiori, sempre con la possibilità che ordinanze regionali dispongano chiusure più specifiche. Le decisioni anticipate da Draghi devono ancora essere formalizzate dal governo.

Draghi ha spiegato che le restrizioni adottate a marzo hanno rallentato i contagi da coronavirus, consentendo uno spazio di manovra per le riaperture che il governo ha deciso di utilizzare per le scuole. Ha aggiunto che secondo gli studi consultati dal governo la scuola di per sé è causa limitata di contagio, in presenza delle altre restrizioni, ma che lo sono in misura sensibilmente maggiore le attività collegate, dal trasporto scolastico al doposcuola. «Più si alza l’età scolastica, più queste attività aumentano», ha detto per spiegare il motivo del limite alla prima media.

Tra le altre cose, in conferenza stampa Draghi ha anticipato che si sta pensando a un meccanismo per sanzionare gli operatori sanitari che non si sono voluti vaccinare, che comunque – ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza – sono una quota molto residuale.