La Germania, la Polonia e la Svezia espelleranno dei diplomatici russi dopo che la Russia aveva fatto lo stesso

La Germania, la Polonia e la Svezia espelleranno un diplomatico russo ciascuna in risposta alle espulsioni di un diplomatico tedesco, uno polacco e uno svedese dalla Russia. Il governo russo aveva accusato i tre diplomatici europei di aver partecipato alle manifestazioni del 23 gennaio contro l’incarcerazione dell’oppositore Alexei Navalny, e per questo li considerava “persone non grate”. I governi della Germania, della Polonia e della Svezia avevano criticato la decisione di quello russo, ritenendola ingiustificata. L’Unione Europea ha condannato l’incarcerazione di Navalny, ufficialmente legata a una violazione della libertà vigilata, ma per molti dovuta all’opposizione al presidente Vladimir Putin.

La notizia dell’espulsione dei tre diplomatici europei era stata diffusa venerdì, durante la conferenza stampa congiunta del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e di Josep Borrell, Alto rappresentante agli Affari esteri dell’Unione Europea, che la settimana scorsa era in Russia per la sua prima visita ufficiale come capo della diplomazia dell’UE. La visita è stata giudicata fallimentare da giornali ed esperti perché Borrell non ha ottenuto la liberazione di Navalny, e nemmeno la possibilità di fargli visita in carcere: i due obiettivi – il primo più ambizioso, il secondo meno – della sua visita in Russia. Inoltre Borrell è anche stato maltrattato da Lavrov durante la conferenza stampa.

– Leggi anche: Perché la visita di Borrell in Russia è stata un fallimento

I tre diplomatici russi che dovranno tornare in patria lavoravano nell’ambasciata russa a Berlino, in quella di Stoccolma e nel consolato russo a Poznań, in Polonia.

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L'ingresso dell'ambasciata russa a Berlino, in Germania, il 27 marzo 2018 (AP Photo/Markus Schreiber, La Presse)