Le cose da sapere sul Quirinale e sul suo inquilino

Una piccola guida in tempo di crisi di governo: i poteri del Presidente, lo staff, il palazzo

(Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse)
(Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse)

Martedì mattina il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le sue dimissioni durante un Consiglio dei ministri, e poi si è diretto al palazzo del Quirinale per rassegnare le dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con cui ha avuto un colloquio di circa mezz’ora. La crisi è quindi ufficialmente aperta, e questo significa che nei prossimi giorni il ruolo di Mattarella sarà fondamentale: oggi pomeriggio al Quirinale inizieranno le consultazioni, una serie di incontri che il presidente della Repubblica tiene con i partiti e con altre figure istituzionali per decidere a chi assegnare l’incarico di formare un nuovo governo.

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Quando si aprono le crisi di governo l’attenzione mediatica nei confronti del Quirinale cresce e i dintorni del palazzo si riempiono di telecamere e giornalisti, mentre in tempi normali la presidenza della Repubblica è un’istituzione di cui non si parla molto: vale quindi la pena fare un ripasso delle sue funzioni e delle sue prerogative.

Cosa dice la Costituzione

La Costituzione italiana esplicita in una serie di articoli quali sono i compiti del presidente della Repubblica. Nell’articolo 87 si legge che «il presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale», che ha «il comando delle Forze Armate» e che «indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione». Può anche «concedere grazia e commutare le pene» e inviare messaggi al Parlamento.

Oltre a queste, ci sono altre due funzioni importanti del presidente della Repubblica, regolate dagli articoli 87 e 92: emana e firma le leggi, i decreti legge e i decreti legislativi e soprattutto nomina il presidente del Consiglio e i ministri del governo.

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Già dopo un primo sguardo a questi articoli della Costituzione, si capisce che il ruolo del presidente della Repubblica non è quello cerimoniale di un semplice esecutore istituzionale. I giuristi definiscono i suoi poteri “a fisarmonica”, cioè possono espandersi o contrarsi a seconda della situazione. Quando il potere esecutivo, vale a dire il governo, si trova in una fase di debolezza o instabilità, i poteri del presidente della Repubblica si espandono e la prassi istituzionale richiede il suo intervento. Viceversa, quando il governo è forte e stabile, allora il Quirinale somiglia di più a un osservatore e a un arbitro.

Va precisato che alcune funzioni del presidente della Repubblica non sono regolate dalla Costituzione, ma si sono consolidate negli anni come prassi. Una di queste è la cosiddetta moral suasion, cioè il potere del presidente di rivolgersi ai leader politici cercando di dar loro un indirizzo in modo informale, attraverso colloqui e messaggi. È una prerogativa che la Corte Costituzionale ha riconosciuto esplicitamente in una sentenza del 2013, in cui si citano le funzioni «di moderazione e di stimolo nei confronti di altri poteri» che ha il Quirinale.

Lo staff del presidente

Quando ci sono le consultazioni al Quirinale e i giornalisti riempiono le stanze del palazzo in attesa dell’uscita dei leader politici, capita di vedere in televisione alcuni collaboratori del presidente della Repubblica. Il più importante di tutti è il Segretario generale, una sorta di capo dello staff e braccio destro del presidente. Il Segretario generale è a capo di una struttura che si occupa di supervisionare i numerosi uffici che aiutano il presidente nell’esercizio delle sue funzioni. Si occupa anche di coordinare l’attività di tutti i consiglieri del presidente. L’attuale Segretario generale è Ugo Zampetti, funzionario politico di lungo corso.

Ugo Zampetti e sullo sfondo il portavoce Giovanni Grasso (ANSA/FRANCESCO AMMENDOLA)

Il presidente della Repubblica dispone inoltre di una serie di collaboratori definiti Consiglieri, che lo affiancano più o meno allo stesso modo in cui i ministri affiancano il presidente del Consiglio. La struttura peraltro è simile: c’è un Consigliere per gli Affari finanziari, una Consigliera per gli Affari interni, uno per le questioni diplomatiche e così via. In totale sono dodici. I Consiglieri che si vedono con più frequenza in occasione delle crisi di governo sono – oltre al Segretario generale Zampetti – il Consigliere per la Comunicazione Giovanni Grasso (che fa da portavoce, sostanzialmente) e il Consigliere per gli Affari giuridici Daniele Cabras (che si occupa delle relazioni con il Parlamento).

La “dotazione” del presidente

La presidenza della Repubblica è proprietaria del complesso del palazzo del Quirinale, della tenuta di Castelporziano e di Villa Rosebery, che si trova a Napoli nel quartiere Posillipo. La proprietà più importante è ovviamente il palazzo del Quirinale, che oggi è sede della presidenza. Prima del 1946 era stato sede della monarchia sabauda e prima ancora uno dei tanti palazzi papali sparsi per Roma. Fu costruito nel tardo Cinquecento, si trova in pieno centro, a pochi passi da via Nazionale e dalla fontana di Trevi, in uno dei punti più alti della città.


I giardini del palazzo, visitabili eccezionalmente solo il 2 giugno di ogni anno, sono particolarmente rinomati per la loro straordinaria varietà e ampiezza. Fino al 2015 neanche il palazzo era visitabile, poi Mattarella ha deciso di aprirlo al pubblico per cinque giorni alla settimana: durante le visite può capitare di assistere ai cambi della guardia dei vari corpi armati e dei Corazzieri, il corpo speciale dei Carabinieri che fa da guardia d’onore del presidente. Oltre a loro, tutti i corpi di polizia e dell’esercito fanno a turno la guardia a palazzo.

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Tra i tanti ambienti del Quirinale, ci sono alcuni appartamenti che spettano al presidente, ma non è obbligatorio che chi ricopre la carica viva a palazzo. Per esempio il primo presidente della Repubblica eletto dal Parlamento, Luigi Einaudi, non avrebbe voluto stabilirsi lì (fu poi convinto per dare maggiore vigore e credibilità all’istituzione appena nata). Altri presidenti nel corso degli anni hanno preferito mantenere la propria residenza, riuscendoci: Sandro Pertini durante tutto il suo settennato continuò a vivere nel suo appartamento vicino alla fontana di Trevi.

Il presidente della Repubblica ha anche uno stendardo personale: lo si può vedere sventolare in cima al torrino del Quirinale, il punto più alto del palazzo, a fianco della bandiera italiana e quella dell’Unione Europea (che viene sostituita in occasioni di visite ufficiali con quella del paese in visita). Lo stendardo segue il presidente in ogni suo spostamento e può essere maneggiato solamente da un Corazziere addetto all’operazione. Formalmente ogni presidente può decidere se cambiarlo e adottarne uno proprio, ma quello attualmente in uso è lo stesso dal 2000.