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  • martedì 19 Gennaio 2021

In Darfur ci sono stati circa 140 morti e molti feriti a causa di violenti scontri fra tribù rivali

Negli ultimi tre giorni nella regione sudanese del Darfur sono state uccise circa 140 persone e ne sono state ferite centinaia a causa di scontri tra tribù rivali. Il Darfur è la regione nell’ovest del Sudan che dal 2003 al 2006 fu coinvolta in un grave conflitto tra l’esercito sudanese e i ribelli del Movimento di Liberazione del Sudan.

Le Monde ha parlato con Mohamed Saleh, uno dei capi della tribù di Fallata, che opera nel Darfur meridionale. Saleh ha detto che lunedì alcuni uomini della tribù araba di Rizeigat avevano lanciato un attacco alla cittadina di Saadoun, una delle roccaforti della tribù di Fallata, a bordo di «diversi veicoli, motociclette e cammelli», provocando in totale 55 morti. Nei due giorni precedenti, invece, almeno 83 persone erano state uccise durante gli scontri tra la tribù Masalit e un gruppo di nomadi arabi a Geneina, nel Darfur occidentale, dove successivamente è stato imposto il coprifuoco.

Gli scontri sono iniziati circa due settimane dopo che si era concluso il mandato dell’UNAMID, ovvero la missione di pace congiunta dell’ONU e dell’Unione africana in Darfur iniziata nel 2007. Quattro mesi e mezzo prima dell’inizio dei disordini era stato firmato lo storico accordo di pace tra governo del Sudan e Fronte Rivoluzionario del Sudan (SRF) – un’organizzazione che unisce gruppi ribelli degli stati sudanesi del Darfur Occidentale, del Kordofan Meridionale e del Nilo Azzurro. L’accordo aveva messo fine a diciassette anni di guerra civile.

Secondo le Nazioni Unite, dall’inizio del conflitto fra ribelli e forze governative, nel 2003, in Darfur sarebbero state uccise più di 300mila persone. La guerra nel Kordofan Meridionale e nel Nilo Azzurro è iniziata invece nel 2011 a seguito di conflitti mai risolti durante la precedente guerra civile sudanese del 1983-2005.

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(AP)