(Cecilia Fabiano/LaPresse)

Cosa succede con il cashback nel 2021

Un primo bilancio del "cashback di Natale", quando arriveranno i primi bonifici, e quali sono le novità adesso che si conclude la sperimentazione

(Cecilia Fabiano/LaPresse)

Con la fine del 2020 si è conclusa anche la prima fase sperimentale del “cashback di Stato”, l’iniziativa che prevede rimborsi a chi fa acquisti tramite bancomat e carte di credito nei negozi fisici (e non online). Questa prima fase è stata chiamata «Extra Cashback di Natale», un’operazione iniziata l’8 dicembre e che si è conclusa il 31 dicembre, prevedendo rimborsi del 10 per cento sui pagamenti elettronici effettuati nei negozi fisici, con un minimo di 10 pagamenti, un rimborso massimo di 15 euro per pagamento e un rimborso totale di 150 euro a persona.

L’iniziativa è nata nell’ambito di un piano più ampio, chiamato «Italia Cashless», che ha l’obiettivo di favorire la diffusione dei pagamenti elettronici e digitali, aumentare il livello di digitalizzazione del paese e consentire il recupero dell’evasione fiscale. Su quest’ultimo punto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha insistito ancora mercoledì, quando ha detto che il cashback e altre «misure sui pagamenti digitali» «ci faranno recuperare risorse». L’iniziativa, inoltre, è stata presentata anche come un incentivo ai consumi e un aiuto alle famiglie in un periodo di difficoltà economica provocato dalla pandemia.

Il governo stima che in tutto il cashback costerà poco più di 4,7 miliardi di euro, così divisi: 227 milioni di euro per la fase sperimentale di dicembre 2020, 1,7 miliardi per l’anno 2021 e 3 miliardi per il 2022. Per capire se il piano «Italia Cashless» avrà avuto gli effetti desiderati saranno probabilmente necessari anni. Per ora, però, è possibile cercare di capire cosa succederà nei prossimi mesi, e raccontare com’è andata la fase sperimentale che si è chiusa a dicembre.

– Leggi anche: La scommessa dietro al cashback di stato

Cosa succede oggi, il 1° gennaio
Il cashback dunque entra a regime il primo di gennaio e finirà il 30 giugno del 2022. Sarà diviso in tre fasi di sei mesi (1° gennaio-30 giugno 2021; 1° luglio-31 dicembre 2021; 1° gennaio-30 giugno 2022), ciascuna delle quali darà la possibilità di avere 150 euro di rimborso, con condizioni simili a quelle di dicembre (10 per cento di rimborso su ciascun pagamento elettronico nei negozi fisici, 15 euro di rimborso massimo per pagamento) ma una differenza importante: saranno necessarie 50 transazioni nel corso dei sei mesi per sbloccare il cashback, e non più 10 come a dicembre 2020.

Chi si è già iscritto al cashback nel corso del mese di dicembre 2020 non deve fare niente. Risulta già automaticamente iscritto alle successive fasi dell’iniziativa e non c’è bisogno di passaggi ulteriori. Nella sezione “Portafoglio” dell’app IO, l’applicazione che è il principale strumento per ottenere i rimborsi, gli utenti iscritti vedranno apparire una seconda scheda legata al cashback e relativa ai rimborsi del primo semestre del 2021. Concluso quel semestre, il 1° luglio 2021, apparirà una terza scheda, e poi una quarta a partire dal 2022.

Sull’app IO inoltre dovrebbe apparire la classifica del «Super Cashback», un programma ulteriore dell’iniziativa cashback in base al quale le 100 mila persone che avranno fatto più transazioni ogni semestre riceveranno un bonifico da 1.500 euro. Per rientrare nei primi centomila conta esclusivamente il numero di transazioni, non la quantità di denaro spesa. Sull’app, dunque, sarà possibile vedere il proprio posto in classifica.

Dovrebbero essere risolti anche alcuni problemi tecnici sorti nel corso di dicembre: uno di questi riguarda il fatto che su alcune carte (le cosiddette co-badge, che riportano i loghi di due circuiti di pagamento differenti) il cashback rischia di non venire conteggiato nei pagamenti contactless. PagoPA sostiene che sarà adottata una soluzione entro gennaio 2021.

– Leggi anche: I problemi del “cashback” con il contactless

Nei primi mesi dell’anno, inoltre, saranno aggiunte tra le modalità di pagamento accettate per il cashback anche quelle con smartphone, come Apple Pay e Google Pay (sempre che la carta corrispondente sia registrata su IO).

Com’è andato il cashback di Natale
I numeri delle adesioni sono stati molto buoni, tanto che nei primi giorni dell’iniziativa, tra il 7 e il 9 dicembre, gli utenti hanno riscontrato numerosi e fastidiosi malfunzionamenti, che poi sono stati risolti via via. In particolare, risultava difficile e a volte impossibile registrare le carte di credito e di debito sull’app IO, e abilitarle al cashback. Giuseppe Virgone, il ceo di PagoPA, la società pubblica che gestisce IO, ha scritto da poco un articolo molto tecnico per spiegare l’origine dei malfunzionamenti, e come sono stati risolti. Ci sono stati altri problemi meno gravi, come quello già citato relativo ai pagamenti contactless, ma dopo i primi giorni, in generale, le cose sono andate piuttosto lisce.

Dall’inizio di dicembre a oggi, l’app IO è passata da 3,5 milioni di download a oltre 9 milioni, e gli utenti che hanno aderito al cashback sono 5,7 milioni. È ancora presto per dire se gli obiettivi generali del piano «Italia Cashless» siano stati raggiunti, specie quelli di emersione del nero, su cui gli esperti sono abbastanza scettici. Ma i molti download di IO, che rende accessibili via smartphone i servizi della pubblica amministrazione, sono un buon segnale per quanto riguarda la digitalizzazione.

Alcune testate negli scorsi giorni hanno usato i numeri delle adesioni per dedurre che i fondi stanziati per il cashback di Natale rischiano di non bastare: se tutti i 5,7 milioni di aderenti ottenessero il cashback massimo di 150 euro, i 227 milioni di euro stanziati non sarebbero sufficienti e, come spiega il regolamento del cashback, «qualora la predetta risorsa finanziaria non consenta il pagamento integrale del rimborso spettante, questo è proporzionalmente ridotto».

In realtà, a giudicare dai dati che abbiamo finora, è abbastanza improbabile che tutti gli aderenti raggiungano il cashback massimo. La presidenza del Consiglio comunica periodicamente alle agenzie di stampa alcune informazioni sull’andamento dell’iniziativa (usando la formula per cui i dati proverrebbero da «fonti di Palazzo Chigi»). Secondo gli ultimi dati, aggiornati al 30 dicembre, il cashback complessivo maturato dai cittadini (definito «potenziale») ammonta a 198 milioni di euro. Non tutti gli aderenti però hanno raggiunto le 10 transazioni necessarie per sbloccare il rimborso, e al 30 dicembre il cashback che sarebbe effettivamente erogato (a chi ha fatto almeno 10 transazioni) ammonta a 157 milioni di euro. Dunque, anche se non è ancora sicuro che le spese degli ultimi giorni non facciano sforare il budget, è probabile che i 227 milioni stanziati basteranno.

Affinché gli utenti possano vedere l’ammontare complessivo del cashback di dicembre sull’app IO, sarà necessario qualche giorno (circa dieci), a partire dal 1° gennaio, per consentire la registrazione dei pagamenti fatti negli ultimi giorni di dicembre. A quel punto, i bonifici per chi ha fatto almeno 10 transazioni dovrebbero arrivare a febbraio 2021.

– Leggi anche: Qualcuno sta scaricando l’app sbagliata per il cashback, pagandola

E la lotteria degli scontrini?
La lotteria degli scontrini è un’altra delle iniziative previste dal piano Italia Cashless: è un sistema a estrazione basato sulle ricevute d’acquisto, con premi fino a 5.000 euro. Anche la lotteria sarebbe dovuta partire il 1° gennaio, ma è stata rimandata «di qualche settimana», quanto meno a febbraio. A chiedere il rinvio sono stati soprattutto i negozianti, che hanno chiesto più tempo per adeguare il software del registratore di cassa telematico.

Per aderire alla lotteria bisogna andare sul sito che il governo ha creato appositamente, cliccare sulla sezione “Partecipa ora” e inserire il proprio codice fiscale. Dopodiché il sistema produrrà un “codice lotteria” che va memorizzato e che, quando il programma sarà attivo, andrà mostrato agli esercenti al momento degli acquisti: a ogni euro corrisponde un biglietto virtuale della lotteria, per un massimo di mille biglietti per singolo scontrino.