(AP Photo/Richard Drew, File)

Snapchat non è morto

E già questa è una buona notizia per il social network che sembrava distrutto dalla concorrenza e che invece ha avuto un 2020 niente male

(AP Photo/Richard Drew, File)

Fino a poco più di un anno fa, Snapchat sembrava un social network prossimo al fallimento. Le funzioni innovative e interessanti che lo avevano reso famoso e popolare negli anni precedenti — come per esempio le Stories, le foto e i video che si cancellano dopo pochi secondi e i filtri in realtà aumentata — erano state imitate e perfezionate (legalmente) dalla concorrenza, eliminandone gran parte dell’attrattiva a favore di altri prodotti come Instagram.

Il social network, pur mantenendo una buona diffusione tra gli adolescenti, soprattutto negli Stati Uniti, era considerato da molti in grave crisi, e nell’aprile dell’anno scorso il Financial Times scrisse che Snapchat sarebbe rimasto senza soldi nel giro di tre anni, a meno di profonde riforme.

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Le riforme ci sono state soltanto in parte, ma nonostante questo il 2020 è stato per il social network uno degli anni migliori anni di sempre — non tanto per merito dei risultati dell’azienda e del suo ceo, Evan Spiegel, quanto a causa delle carenze della concorrenza. Tra il settembre del 2019 e il settembre di quest’anno si sono iscritti a Snapchat 39 milioni di utenti attivi quotidianamente. Nell’ultimo trimestre le entrate sono aumentate del 52 per cento su base annuale. E, come ha notato Axios, il prezzo delle azioni dell’azienda è passato da 16 dollari a gennaio a 52 dollari oggi, un aumento di circa il 220 per cento.

Per fare un paragone, nello stesso periodo le azioni di Facebook sono cresciute del 30 per cento circa, quelle di Apple del 75 per cento. Ovviamente i prezzi di partenza sono molto diversi, e quelle di Snapchat sono tra le azioni più economiche della Silicon Valley: un’azione di Facebook oggi costa 268 dollari, una di Apple 131.

Ma la crescita di Snapchat è stata comunque notevole, specie considerate le premesse. Axios fa alcune ipotesi per giustificarla, ricordando per esempio che lo scopo dell’app è quello di connettere gli amici stretti, una caratteristica particolarmente importante in questo periodo di pandemia. Inoltre, lo sviluppo di funzioni legate alla realtà aumentata ha reso Snapchat appetibile agli inserzionisti, che in un periodo di lockdown hanno cercato di trovare un modo di sostituire le vetrine dei negozi. Per esempio, aziende come Dior e Levi’s hanno inaugurato delle lenti speciali su Snapchat che consentono all’utente di indossare virtualmente un abito usando la realtà aumentata.

Snapchat ha anche sviluppato alcune funzioni di discreto successo, come per esempio i “bitmoji”, degli avatar digitali degli utenti che tra le altre cose possono indossare abiti di marca (ulteriore fonte di introiti per l’azienda). Inoltre, Snapchat ha cominciato a pagare gli autori dei contenuti più virali e intende aprire il suo sistema agli sviluppatori esterni per dare nuove funzioni all’app.

Ma una delle ragioni principali del buon anno di Snapchat rimane comunque il fatto che il social network è stato uno dei pochi non toccati da scandali, inchieste giudiziarie e polemiche elettorali. Mentre Facebook (e dunque Instagram) e Google (e dunque YouTube) sono state oggetto di inchieste giudiziarie negli ultimi tempi, aperte sia negli Stati Uniti sia nell’Unione Europea, e mentre TikTok, un rivale cinese, ha avuto grossi problemi con l’amministrazione americana di Donald Trump, Snapchat è rimasto finora illeso. Gli scandali politici, inoltre, negli scorsi mesi hanno spinto molti inserzionisti a boicottare Facebook: questo, secondo il Financial Times, ha favorito Snapchat.