(ANSA/EPA/NASA WORLDVIEW)
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  • lunedì 21 Dicembre 2020

Dove sta andando alla fine il grosso iceberg A-68A

Si stava avvicinando alla Georgia del Sud, un'isola abitata da foche e pinguini, minacciandone la sopravvivenza. Ora potrebbe raggiungere acque meno fredde e frantumarsi

(ANSA/EPA/NASA WORLDVIEW)

Il colossale iceberg che si stava avvicinando alla Georgia del Sud, isola nell’oceano Atlantico Meridionale a Nord-Est della penisola Antartica, a causa di forti correnti ha cambiato direzione e dalla grande massa di ghiaccio si è staccato un grosso pezzo. Secondo Geraint Tarling del British Antarctic Survey, l’ente di ricerca britannico che si occupa delle missioni in Antartide, le correnti avrebbero fatto ruotare l’iceberg di quasi 180 gradi.

L’iceberg si chiama A-68A ed è il più grande attualmente in circolazione: prima del distacco del grande pezzo, aveva una superficie di 4.200 chilometri quadrati, poco più piccola di quella del Molise e simile a quella della Georgia del Sud, che è un territorio d’oltremare britannico. L’isola è praticamente disabitata (d’estate ci vive una trentina di persone, la metà d’inverno) ma è un importante sito di riproduzione per foche e pinguini. Se A-68A, nonostante la rotazione, finirà per bloccarsi sui fondali che circondano l’isola, le specie animali che ci vivono potrebbero essere molto danneggiate, da un lato perché il ghiaccio chiuderebbe le vie per cui pinguini e foche raggiungono il mare per cacciare, dall’altro perché distruggerebbe gli ecosistemi dei fondali lungo la costa.

Dopo la rotazione, però, A-68A potrebbe allontanarsi dalla Georgia del Sud e se le correnti lo spingessero verso nord, raggiungendo acque meno fredde, potrebbe frantumarsi.

Il pezzo che si è staccato da A-68A si sta allontanando dall’iceberg originale. Gli scienziati hanno chiamato questo nuovo iceberg A-68D e le sue dimensioni non sono ancora note. Gli scienziati avevano previsto che alcuni frammenti si sarebbero potuti staccare da A-68A mentre si avvicinava alla Georgia del Sud, e ulteriori possibili fratture del grande iceberg sono considerate ancora possibili.

A-68A è in circolazione dal 2017, quando si staccò dalla sezione C della piattaforma glaciale Larsen, che si trova lungo la costa orientale della Penisola Antartica. All’epoca era ancora più grande (aveva una superficie di quasi 6mila chilometri quadrati, più della Liguria) ma da allora se ne sono staccati due pezzi, A-68B e A-68C, a loro volta grandi abbastanza per ricevere dei nomi. Si stima che A-68A pesi centinaia di miliardi di tonnellate e che sia relativamente poco spesso, arrivando sotto il livello dell’acqua a 200 metri o poco meno: per questo motivo si temeva che potesse arrivare molto vicino alle coste della Georgia del Sud prima di ancorarsi al fondale marino.

In passato era già successo che un iceberg davvero grosso lo facesse: accadde nel 2004, con l’iceberg A-38. Non era grande quanto A-68A, ma causò la morte di innumerevoli pulcini di pinguino e cuccioli di foca, che furono ritrovati sulle spiagge della Georgia del Sud. In altre zone dell’Antartide, iceberg anche molto più piccoli hanno fatto danni simili alle popolazioni di animali selvatici: a partire dal 2010 ad esempio successe a Capo Denison, il promontorio roccioso all’inizio della Baia del Commonwealth, dopo che un iceberg di soli 100 chilometri quadrati di superficie (A-68A ne copre 4.200) bloccò la baia, allungando di chilometri il viaggio che i pinguini dovevano compiere per raggiungere l’acqua dal promontorio.