(Peter Summers/Getty Images)
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  • giovedì 10 Dicembre 2020

La poesia di Emily Dickinson è difficile da capire

Soprattutto se sei un traduttore automatico

(Peter Summers/Getty Images)

«Miniera – dal Diritto delle Bianche Elezioni!
Miniera – di Sigillo reale!
Miniera – di Segno nella prigione Scarlatta
I Bar – non possono nascondere!

Miniera – qui – in Visione – e in Veto!
Miniera – dalla Abrogazione della Tomba
ha intitolato – ha confermato –
Charter in Delirio!
Miniera – mentre i Secoli rubare!»

Emily Dickinson

La poesia originale venne scritta da Dickinson nel 1862 e questa è la traduzione in italiano pubblicata nel 2016 da Elliot, un marchio di Lit Edizioni, nell’antologia Charter in delirio!: è un esperimento divertente dove le poesie di Dickinson sono realizzate da alcuni traduttori automatici consultati su internet nel 2015.

Dickinson – che nacque ad Amherst, in Massachusetts, il 10 dicembre 1830 e lì morì il 15 maggio 1886 – è considerata una delle più grandi poetesse americane. Non divenne mai famosa in vita, quando pubblicò solo sette testi. Dopo la morte, sua sorella scoprì nella sua stanza quasi 1.800 poesie scritte su foglietti legati a filo tra loro, che vennero pubblicate nel 1890 ed ebbero un grandissimo successo: in meno di due anni ne vennero stampate 11 edizioni. Dickinson aveva uno stile all’avanguardia ed estremamente originale, fatto di componimenti brevi ed emotivamente intensi, dove i concetti astratti erano racchiusi in immagini concrete ed evocative, con un ampio uso di frasi ellittiche, contrasti e sineddoche (una figura retorica che sostituisce due parti diverse tra loro ma in relazione, per esempio indicando la parte per il tutto).

La poesia originale è questa

«Mine – by the Right of the White Election!
Mine – by the Royal Seal!
Mine – by the Sign in the Scarlet prison –
Bars – cannot conceal!
Mine – here – in Vision – and in Veto!
Mine – by the Grave’s Repeal –
Titled – Confirmed –
Delirious Charter!
Mine – while Ages steal!»

Questa è invece una traduzione più fedele, realizzata da Giuseppe Ierolli

«Mio – per il Diritto della Bianca Elezione!
Mio – per il Sigillo Regale!
Mio – per il Segno nella prigione Scarlatta –
Che sbarre – non possono celare!
Mio – qui – nella Visione – e nel Veto!
Mio – per l’Abrogazione della Tomba –
Intestato – Convalidato –
Delirante Atto!
Mio – mentre le Età si dileguano!»

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