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  • venerdì 4 Dicembre 2020

I dati sul coronavirus di oggi, venerdì 4 dicembre

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 24.099 nuovi casi di contagio da coronavirus e 814 morti a causa del COVID-19. I ricoverati attualmente sono 34.767 (602 in meno rispetto a ieri), di cui 3.567 nei reparti di terapia intensiva (30 in meno di ieri) e 31.200 negli altri reparti (572 in meno di ieri). Sono stati analizzati in tutto 206.059 tamponi. È risultato positivo l’11,7 per cento dei tamponi di cui è stato comunicato il referto. Ieri i contagi registrati erano stati 23.225 e i morti 993.

La regione con più casi è stata la Lombardia (4.533). Seguono Veneto (3.708), Emilia-Romagna (2.143), Piemonte (2.132), Lazio (1.831), Campania (1.651), Puglia (1.419) e Sicilia (1.365).

Le province in cui è stato accertato il maggior numero di casi sono Roma (1.682), Milano (1.463), Torino (955), Napoli (1.495), Treviso (707), Bari (741), Vicenza (686), Padova (672), Verona (662), Venezia (563), Catania (551) e Bologna (508).

Le cose da sapere sul coronavirus

Le principali notizie di oggi:

  • Le regole che andranno rispettate durante le feste di Natale e Capodanno sono contenute in un decreto legge e un DPCM (Decreto del presidente del Consiglio) che il governo ha approvato tra mercoledì e giovedì. Contengono ulteriori restrizioni decise per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus, che saranno valide solo per il periodo delle feste natalizie. Dal 4 dicembre continueranno a valere le regole sugli spostamenti previste dal DPCM del 3 novembre, quelle legate ai tre colori assegnati alle varie regioni italiane (gialle, arancioni e rosse) che continueranno a essere usati.
  • Il nuovo DPCM prevede inoltre che gli impianti sciistici rimangano chiusi fino al 6 gennaio. Le crociere invece non si potranno svolgere tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. Dal 7 gennaio gli studenti delle scuole superiori potranno tornare a scuola in presenza. In ogni scuola, inizialmente, potrà rientrare il 75 per cento degli studenti. Dal 4 dicembre al 6 gennaio i negozi potranno rimanere aperti fino alle 21. Fino al 15 gennaio però ci sarà una limitazione sui centri commerciali: nei giorni festivi e prefestivi potranno essere aperti solo alimentari, farmacie, parafarmacie, sanitari, tabaccherie, edicole e vivai. Qui abbiamo spiegato nel dettaglio tutte le regole in vigore da oggi e a Natale.
  • Negli ultimi sette giorni in Italia sono stati registrati 154.954 nuovi casi di positività da coronavirus, il 23 per cento in meno della settimana precedente. Il rallentamento della curva dei contagi totali continua, con il numero di nuovi casi che è tornato a quello della settimana precedente alle principali restrizioni della seconda ondata, decise a inizio novembre. Non ha ancora iniziato a calare invece il numero dei decessi, che tra venerdì scorso e giovedì sono stati 5.188, con il record per quanto riguarda i decessi annunciati in un solo giorno: 993, giovedì. Qui abbiamo spiegato nel dettaglio tutti i dati settimanali.
  • Il presidente del Veneto Luca Zaia, commentando le misure previste dal nuovo DPCM, ha detto che spera che arrivi «dal governo un ravvedimento del provvedimento sullo stop di movimento tra i comuni nelle date del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio» e che ci sono «ancora giorni davanti» per cambiare il decreto. Zaia ha spiegato che «il Veneto è a fianco del governo» e non vuole essere «dall’altra parte della barricata», ma «la parte relativa alle tre festività, dal punto di vista sanitario, non è giustificabile».
  • Venerdì il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha annunciato che dal 13 dicembre la sua regione entrerà a far parte delle aree gialle, quelle con il rischio di contagio da coronavirus considerato più basso. Cirio ha detto che «l’induce Rt è sceso ancora e oggi è allo 0,74». Anche Cirio ha manifestato perplessità sul blocco degli spostamenti nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno e ha detto che il presidente del Consiglio Conte gli ha comunicato che attraverso le FAQ, che saranno diffuse nei prossimi giorni, verrà chiarito «soprattutto che, tra le motivazioni di salute legate alla deroga sullo spostamento tra comuni, si possa prevedere anche la salute sociale e il benessere psicofisico di una persona anziana, permettendole di stare con la sua famiglia».