(Andreas Rentz/Getty Images)
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  • lunedì 23 Novembre 2020

In Europa va un po’ meglio

In molti paesi i contagi hanno cominciato a diminuire e si discute del rilassamento delle restrizioni: ma la situazione resta grave

(Andreas Rentz/Getty Images)

Le misure adottate negli ultimi mesi in Europa per contenere l’epidemia da coronavirus sembra stiano funzionando e per quanto la situazione rimanga molto grave, le cose stanno migliorando. In molti paesi si sta discutendo di possibili allentamenti delle misure intorno alle festività natalizie, anche se come ha scritto domenica il Financial Times questa volta i governi sembrano voler evitare la parola “riapertura”, limitando i rischi di un nuovo peggioramento.

In quasi tutti i paesi europei, nelle ultime settimane hanno cominciato a diminuire i nuovi casi registrati quotidianamente, segno che le limitazioni imposte stanno dando i primi risultati.

A fine ottobre in Belgio si erano registrati per diversi giorni più di 1.300 nuovi casi ogni milione di abitanti (in Italia non si sono mai superati i 600) e la situazione era una delle più gravi in Europa. Il lockdown deciso dal governo, con limitazioni simili a quelle imposte durante la prima ondata, sembra però aver funzionato: i nuovi contagi sono in calo da settimane e oggi sono tornati a valori simili a quelli degli altri paesi europei.

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In Francia, il 28 ottobre, il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato un nuovo lockdown nazionale, con limitazioni ai movimenti, chiusure di bar, ristoranti e negozi di beni non essenziali. La Francia arrivava da un mese di costante e rapida crescita del numero dei contagi, con un aumento dell’occupazione dei posti in terapia intensiva più rapido di quanto atteso dal governo. Da allora, il numero dei nuovi casi ha cominciato a diminuire e oggi è significativamente più basso che in Italia.

Le cose da sapere sul coronavirus

In Spagna, Austria e Paesi Bassi, la curva dei contagi ha avuto nelle ultime settimane degli importanti miglioramenti; in Germania l’aumento di nuovi casi è costante ma sotto controllo da diverse settimane e in Portogallo ci sono segnali di un possibile rallentamento dell’epidemia. Anche in Italia da qualche giorno circola più ottimismo sull’andamento della situazione epidemica, nonostante la stabilizzazione dei dati sui nuovi contagi corrisponda ancora a una situazione di grave difficoltà degli ospedali e del sistema sanitario.

Questi dati positivi hanno portato molti governi a occuparsi di possibili allentamenti delle misure restrittive, con l’obiettivo di non danneggiare eccessivamente l’economia durante il proficuo periodo natalizio e per permettere a chi lo voglia di festeggiare il Natale, in qualche misura. In quasi tutti i paesi, tuttavia, le possibili riaperture delle prossime settimane saranno limitate e trattate con più cautela di quanto fatto la scorsa estate, quando in poche settimane, quasi ovunque, la vita sociale ed economica era tornata ad essere molto simile a quella precedente la pandemia.

In Francia si sta parlando di riaperture in tre fasi, tra dicembre e gennaio, a seconda di come saranno i dati sull’epidemia, ma il governo ancora domenica ha spiegato che gran parte delle restrizioni resteranno in vigore. In Germania, dove sono state imposte restrizioni meno rigide che in altri paesi e la situazione è meno grave, è probabile che le misure restino in vigore ancora alcune settimane, per evitare un nuovo peggioramento a ridosso delle feste di Natale. In Italia, si stanno discutendo possibili limitate riaperture delle attività commerciali prima di Natale, ma anche nuove misure restrittive per impedire che le feste portino a un nuovo aumento dei contagi. Secondo i giornali, Francia, Germania e Italia stanno anche studiando misure comuni per limitare o proibire la stagione sciistica.

Per quanto l’aumento dei contagi si sia stabilizzato o stia diminuendo, infatti, per molti paesi la situazione negli ospedali è ancora molto grave e i livelli di occupazione nei reparti sono alti e preoccupanti. Come previsto, passato il momento peggiore dell’aumento dei contagi sono rimasti significativamente alti il numero dei nuovi ricoveri e dei decessi, che in alcuni paesi – come in Italia, Francia e Germania – sono in crescita da settimane.

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