Evo Morales alla manifestazione per il suo ritorno in Bolivia, Chimoré, 11 novembre (AP Photo/Juan Karita)
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  • giovedì 12 Novembre 2020

Il festoso ritorno di Evo Morales a Chimoré, fotografato

L’ex presidente boliviano è tornato nella città da cui era fuggito in esilio un anno fa

Evo Morales alla manifestazione per il suo ritorno in Bolivia, Chimoré, 11 novembre (AP Photo/Juan Karita)

Da qualche giorno l’ex presidente boliviano Evo Morales, che ha governato il paese per più di 13 anni ed è stato il primo presidente indigeno, è tornato in Bolivia dopo che dal novembre del 2019 era stato in esilio prima in Messico, poi a Cuba e infine in Argentina: il 9 novembre ha attraversato il confine tra le città di La Quiaca (Argentina) e Villazón (Bolivia) e ha poi viaggiato per tre giorni diretto a Chimoré, il luogo da cui era partito per l’esilio un anno fa. Lì, ieri 11 novembre, è stato accolto da una folla festante di migliaia di persone che indossavano abiti tradizionali colorati e sventolavano la bandiera Wiphala, che rappresenta i popoli indigeni delle Ande.

Morales era stato costretto a dimettersi da presidente dopo che le forze di sicurezza boliviane si erano schierate contro di lui. All’epoca Morales stava affrontando crescenti proteste contro il suo governo, criticato per presunti brogli elettorali, e il suo posto venne preso dalla senatrice di opposizione Jeanine Áñez che si autoproclamò presidente. Dopo le elezioni del 18 ottobre, vinte dal partito di Morales (Movimento per il Socialismo) e dal suo successore Luis Arce, che sotto di lui era stato ministro delle Finanze, il ritorno di Morales in Bolivia si era fatto sempre più probabile.