I dati sul coronavirus in Italia di oggi, venerdì 6 novembre

(ANSA / DANIEL DAL ZENNARO)
(ANSA / DANIEL DAL ZENNARO)

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati rilevati 37.809 nuovi casi positivi da coronavirus e 446 morti a causa del COVID-19. Le persone attualmente ricoverate sono 26.520 (873 in più rispetto a ieri), di cui 2.515 nei reparti di terapia intensiva (124 in più di ieri) e 24.005 ricoverate con sintomi (749 in più di ieri). Sono stati analizzati 234.245 tamponi e testate 134.566 persone. È risultato positivo il 16,1 per cento dei tamponi di cui è stato comunicato il referto. Ieri i contagi registrati erano stati 34.505 e i decessi 445.

Il maggior numero di nuovi casi positivi è stato rilevato in Lombardia (9.934). Seguono Piemonte (4.878), Campania (4.508), Veneto (3.297), Lazio (2.699), Toscana (2.592) e Emilia-Romagna (1.953).

Le province in cui è stato accertato il numero maggiore di casi sono Milano (4.296), Torino (2.954), Napoli (2.708), Varese (1.124), Monza e Brianza (968), Como (941), Roma (918), Verona (875).

– Leggi anche: Quali indicatori il governo utilizza per definire le zone rosse

Le principali notizie di oggi

  • Questa sera il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare ulteriori finanziamenti per le aziende più danneggiate dalle nuove chiusure decise per cercare di controllare l’aumento dei casi di coronavirus. Il Consiglio dei ministri dovrebbe stanziare nuovi fondi sia per i cosiddetti “ristori” che per i congedi parentali e i bonus asili nido, per un totale di 1,5-2 miliardi di euro di aiuti.
  • La terza sezione del Tar, il tribunale amministrativo regionale, della Puglia, con sede a Bari, ha sospeso l’ordinanza firmata dal presidente Michele Emiliano lo scorso 29 ottobre che prevedeva l’interruzione delle attività in presenza per tutte le scuole ad esclusione di quelle dell’infanzia. Il Tar di Lecce, rispondendo a un altro ricorso, ha dato invece parere opposto ritenendo “prevalente” il diritto alla salute su quello allo studio.
  • Il presidente della Campania Vincenzo De Luca durante la sua consueta diretta Facebook ha detto che la decisione del governo di dividere il paese in tre diverse zone in base al rischio epidemiologico è «non efficace», e che avrebbe preferito «una linea unitaria di rigore per tutto il paese». Per De Luca un lockdown nazionale «ci avrebbe aiutato a frenare il contagio, anziché avere un calvario di ordinanze, di decreti uno ogni 48 ore che ha finito per creare sconcerto nei cittadini».
  • Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza ed ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, alla trasmissione Un giorno da pecora su Rai Radio Uno ha detto che «la situazione degli ospedali è drammatica più o meno in tutta Italia, in alcuni è addirittura tragica. Il sistema va al collasso se non si riescono a curare i pazienti che hanno altre malattie oltre al Covid».