Slime per pulire le cose di Cyber Clean (Il Post)

Lo slime si può usare per pulire?

Esiste una sostanza gelatinosa venduta per togliere la polvere dalle tastiere dei computer, dai dischi in vinile o dalle foglie delle piante da appartamento: l'abbiamo provata

Slime per pulire le cose di Cyber Clean (Il Post)

Il mondo delle tecniche e dei prodotti per le pulizie è molto più vasto di quello che si potrebbe pensare. Basta entrare in una catena di negozi specializzati come Determarket, Caddy’s o Acqua e Sapone per accorgersene, oppure fare ricerche molto dettagliate su Google. Ci sono detergenti per pulire particolari tessuti, specifici elettrodomestici e precise parti della casa; alcuni si spruzzano, altri si spalmano per poi aspettare per dieci minuti che agiscano, e così via. Per questo non dovrebbe stupire che ci sia chi vende lo slime per pulire le tastiere dei computer, le foglie delle piante da appartamento e i dischi in vinile.

Leggendo articoli vari sulla cura delle piante una redattrice del Post si è imbattuta proprio in un prodotto di questo tipo: si chiama Cyber Clean ed è appunto uno slime, cioè una di quelle sostanze gelatinose e colorate tipicamente vendute come giocattoli – con i nomi di Silly Putty, Skifiltor o Micronite, a seconda della generazione. Il Cyber Clean è prodotto da Joker Group, una società nata nel 1980 come distributore svizzero di giocattoli stranieri. Si occupava ad esempio dei prodotti di Mattel, la prima azienda a proporre una sostanza gelatinosa come giocattolo: lo Slime con la S maiuscola. Negli anni il Joker Group sviluppò una propria versione del gioco, chiamata Slimy, e più di recente ha pensato di commercializzare una sostanza simile nel campo delle pulizie. E altre aziende hanno fatto la stessa cosa a giudicare dai risultati delle ricerche online.

Chiunque abbia giocato con uno slime una volta nella vita ha provato una certa frustrazione scoprendo che se cadeva a terra era quasi impossibile riuscire a pulirlo: pelucchi e polvere, una volta entrati in contatto con la superficie gelatinosa, restavano inevitabilmente appiccicati e non c’era modo di rimuoverli. Proprio per via di questa qualità dello slime Cyber Clean ha pensato di venderlo come strumento di pulizia: in particolare per rimuovere la polvere da posti difficili da raggiungere (come gli anfratti di una tastiera, le bocchette dell’aria condizionata di un’auto o altre parti di un cruscotto), delicati (come foglie e dischi in vinile) o altrimenti complicati (l’interno di una scarpa).

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Spinti dalla curiosità, abbiamo provato Cyber Clean in tre contesti diversi per capire se usare uno slime come strumento di pulizia sia solo una scusa per giocare con una sostanza molliccia anche da adulti, oppure una soluzione intelligente a un problema. Cyber Clean commercializza tre tipi diversi di slime per dispositivi tecnologici, foglie e dischi, rispettivamente di colore giallo, verde e grigio.

Test con la tastiera di un computer portatile
Secondo le nostre prove, Cyber Clean è poco adatto a pulire residui di sporco un po’ datati di chi non è molto costante nel tenere pulito il proprio computer, ma effettivamente può essere utile per rimuovere la polvere. In particolare permette di raggiungere quella che si accumula nelle griglie di ventilazione, nascoste e poco raggiungibili, perché lo slime si può infilare in fessure molto strette e non lascia residui. Non aspettatevi però che abbia effetti miracolosi su vecchie incrostazioni di sporco, di quelle che si formano se non si pulisce il proprio computer regolarmente – parola di redattrice che si vergogna dello stato del proprio strumento di lavoro.

(Il Post)

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Test con alcune piante da appartamento
Abbiamo fatto la prova sulle foglie di una Zamioculcas zamilifolia e di una Ficus robusta, due tipi di piante con foglie carnose e rigide, per così dire. Il vantaggio di pulirle con lo slime è che raccoglie la polvere, che quindi non cade sulle foglie sottostanti o sul pavimento come invece succede usando un pannetto. Non è immediato capire quale sia la tecnica migliore da usare con lo slime, ma la curva di apprendimento è rapida: nel caso delle piante su cui l’abbiamo testato, ci sembra, il tutto funziona sostenendo le foglie con una mano e appoggiandoci sopra lo slime con l’altra, per poi premere con delicatezza. Alla fine del trattamento le foglie erano belle lucide e asciutte. La nostra impressione è che però con piante con foglie più sottili si rischierebbe di fare danni, cioè di spezzare le foglie.

Foglie di una Zamioculcas zamilifolia: a sinistra una impolverata, a destra una appena pulita con lo slime di Cyber Clean per le foglie delle piante (Il Post)

Sebastiano Guarisco del vivaio Le Georgiche, che ha un canale YouTube dove spiega come prendersi cura delle piante, usa un pannetto inumidito per pulire le foglie. Diversamente dallo slime, ha il vantaggio di inumidirle anche: è utile soprattutto per le piante le cui foglie sono leggermente convesse, quelle per cui usando un vaporizzatore si rischia di creare dei ristagni che poi possono causare imbrunimenti.

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Test con un disco in vinile e con la puntina di un giradischi
Anche in questo caso la polvere si è attaccata allo slime ed è stata rimossa dagli oggetti da pulire. Il risultato comunque è del tutto simile a quello che si sarebbe ottenuto con una spazzola fatta apposta per pulire i dischi, che ha il vantaggio di non dover essere sostituita.

Lo slime Cyber Clean per vinili usato per pulirne uno; qui si può vedere come ha rimosso la polvere dalla parte su cui è stato appoggiato (Il Post)

Prezzo, ingredienti e conclusione
I vari slime di Cyber Clean sono in vendita, proposti da diversi rivenditori, su Amazon, dove si trovano anche slime per pulizie di altri marchi: i prezzi variano a seconda del formato, del venditore e del modello, a grandi linee sono compresi tra i 7 e i 15 euro. Facendo una ricerca su Google li si trovano in vendita anche in altri negozi online.

Riguardo alle differenze tra i diversi tipi di Cyber Clean, oltre al colore ci sembri che cambi poco, ma qualcosa sì: lo slime giallo, ad esempio, ha un odore diverso da quello per i vinili, ed è anche meno elastico; inoltre quello grigio lascia le dita un po’ più umide. Le liste degli ingredienti indicate sulle confezioni sono molto simili ma contengono alcune differenze. Ad esempio quello verde per le piante conterrebbe olio di mandorla e olio di neem, ma non è indicato in quali percentuali.

In conclusione, ci siamo fatti l’idea che lo slime non rivoluzionerà il mondo delle pulizie, sebbene in alcuni ambiti ristretti sia efficace. Un’altra cosa da tenere in considerazione è che con l’uso perde le sue proprietà – una volta che ha assorbito molta polvere diventa meno appiccicoso – e anche se è ancora abbastanza pulito il produttore ne sconsiglia l’uso dopo 8 mesi dall’apertura della confezione.

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.