Ora Immuni funziona con le app per il tracciamento dei contatti in Germania e Irlanda

A partire da oggi, Immuni rileverà e segnalerà eventuali esposizioni al coronavirus anche quando ci si trova in Germania e in Irlanda. L’applicazione ha infatti attivato il sistema di interoperabilità previsto dall’Unione Europea per fare in modo che applicazioni diverse per il tracciamento dei contatti possano dialogare tra loro.

In questa prima fase l’iniziativa riguarda Immuni per l’Italia, Corona-Warn-App per la Germania e COVID tracker per l’Irlanda. Le tre app hanno nel complesso circa 30 milioni di utenti, numero che i governi dei tre paesi confidano di fare aumentare nel corso delle prossime settimane. Altri paesi dell’Unione Europea potranno aggiungersi per rendere ancora più estesa l’iniziativa.

L’interoperabilità dovrebbe rendere più efficace l’attività di tracciamento dei contatti, anche nel caso di individui che abbiano trascorso del tempo all’estero. Il funzionamento rimane più o meno simile a quello sviluppato nei mesi scorsi.

Per esempio: Mario scarica Immuni in Italia, e Marta fa altrettanto con Corona-Warn-App in Germania. Mario fa un viaggio in Germania e rileva un tempo di permanenza di almeno 15 minuti ed entro tre metri da Marta. Mario poi torna in Italia e nel frattempo Marta si sente poco bene: fa un test, scopre di essere positiva al coronavirus e lo segnala tramite la sua applicazione.

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Le cose da sapere sul coronavirus

In Italia, Mario riceve una notifica su Immuni sul fatto di essere stato nelle vicinanze di una persona risultata poi positiva, proprio come sarebbe avvenuto se il contatto si fosse verificato in Italia. A questo punto Mario può contattare le autorità sanitarie italiane e ricevere indicazioni su come comportarsi e per quanto rimanere in isolamento.

Il progetto coordinato dall’Unione Europea dovrebbe consentire di estendere il tracciamento dei contatti tramite smartphone, anche se molto dipenderà dalle scelte degli altri stati membri di sviluppare e mantenere app per questo scopo. Immuni ha da poco raggiunto i 9 milioni di download e il nuovo DPCM impone alle ASL di caricare le segnalazioni degli utenti, superando le difficoltà incontrate finora in alcune regioni.

(Manuel Dorati/Pacific Press via ZUMA Wire-ANSA)