Adriano Galliani, Silvio Berlusconi e Paolo Berlusconi in tribuna allo stadio Brianteo di Monza (LaPresse/Claudio Grassi)
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  • venerdì 25 Settembre 2020

Sta arrivando il Monza

L'ultimo investimento nel calcio di Silvio Berlusconi sarebbe "un'operazione romantica", ma la squadra del capoluogo brianzolo ha il potenziale per diventare una nuova realtà della Serie A

Adriano Galliani, Silvio Berlusconi e Paolo Berlusconi in tribuna allo stadio Brianteo di Monza (LaPresse/Claudio Grassi)

Il campionato di Serie B 2020/2021 inizia questo fine settimana con la prima giornata di una stagione che si preannuncia particolare. Il difficile periodo economico del calcio italiano sta infatti influenzando soprattutto le leghe minori, Serie B compresa. Gli investimenti, tranne alcuni casi eccezionali, sono stati pochi e le tre squadre retrocesse dalla Serie A — Spal, Brescia e Lecce — non hanno trovato modo di vendere molti dei loro giocatori mantenuti dalla scorsa stagione, motivo per il quale ora si ritrovano in rosa giocatori da categoria superiore.

Se si considera anche la presenza di club come Chievo Verona e Empoli, si contano almeno cinque squadre in grado di competere per la promozione diretta. La competitività che ci si aspetta da questo campionato ha inoltre costretto il Monza di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani — in campo venerdì pomeriggio contro la Spal nella partita inaugurale — a forzare gli investimenti per tentare ugualmente di raggiungere la Serie A per la prima volta nella sua storia, appena un anno dopo la promozione dalla Serie C. L’ultimo acquisto del club brianzolo è stato per esempio Kevin-Prince Boateng, ingaggiato dalla Fiorentina dopo il prestito al Besiktas. Nonostante Boateng sia nella fase conclusiva della carriera, averlo in Serie B è un lusso che nessuno oltre al Monza potrebbe permettersi.

La storia recente del club brianzolo è cambiata due anni fa, dopo decenni di risultati deludenti e difficoltà economiche. Adriano Galliani, storico ex amministratore delegato del Milan, ha raccontato come Berlusconi decise di tornare nel calcio un anno dopo aver venduto il Milan, club che i due gestirono insieme per trentuno stagioni. Un lunedì di settembre del 2018 pranzarono insieme — come sono soliti fare tutti i lunedì — in compagnia degli altri manager del gruppo Fininvest. Poco prima Galliani era venuto al corrente che la famiglia Colombo stava per vendere la squadra del Monza a un non precisato gruppo di investitori statunitensi. Informò quindi privatamente Berlusconi, che non disse nulla a riguardo per tutto il pranzo. Al termine, però, se ne uscì chiedendo ai suoi ospiti se secondo loro fosse il caso di comprare il Monza, poi disse a Galliani: «Vai e fai». L’acquisto fu concluso entro sera.

Silvio Berlusconi in tribuna a Monza (LaPresse/Matteo Cogliati)

Prima del Milan, Galliani entrò nel mondo del calcio proprio con il Monza, squadra per la quale faceva il tifo e di cui fu consigliere e vicepresidente negli anni Ottanta. Di legami tra i due club se ne trovano ancora parecchi, a partire dall’organigramma societario. Il presidente dei brianzoli è Paolo Berlusconi, fratello minore di Silvio, che presiede un consiglio di amministrazione in cui si trovano tra gli altri Leonardo Cantamessa e Leonardo Brivio, ex avvocato e consigliere del Milan fino al 2017, anno della cessione al gruppo cinese rappresentato dall’investitore Yonghong Li.

Il nuovo Monza è allenato da Christian Brocchi, ex giocatore e allenatore ad interim del Milan, scelto personalmente da Berlusconi e Galliani perché «gioca il calcio che piace a noi, con il 4-3-1-2». Con lui il Monza ha ottenuto la promozione in Serie B d’ufficio durante la sospensione per la pandemia, grazie al primo posto in classifica con sedici punti di vantaggio sulla seconda ottenuto nelle ventisette giornate disputate in precedenza. Anche tra i giocatori della scorsa stagione c’era un ex milanista, il difensore Gabriel Paletta.

L’amichevole Milan-Monza giocata il 5 settembre a San Siro (LaPresse)

Galliani ripete spesso che il Monza è «un investimento romantico che però il presidente vuole condurre in un certo modo». Per Berlusconi il Monza dovrebbe essere una squadra «molto giovane, fatta tutta di italiani, di ragazzi con i capelli in ordine, senza barba, assolutamente senza tatuaggi né orecchini, vestiti sempre con sobrietà», cose ripetute spesso anche nei comizi elettorali di Forza Italia. Ma di stranieri, barbe e tatuaggi se ne vedono però sempre di più, man mano che gli investimenti continuano. Soltanto nell’ultima finestra sono stati acquistati i capocannonieri dei campionati polacco e croato, e poi un portoghese, un bosniaco, uno spagnolo di origini guineane e un brasiliano. L’età media è di 26,7 anni, la settima più alta fra le venti squadre della Serie B.

«Noi vogliamo portare questa città in Serie A. L’abbiamo sfiorata per quattro volte, tra il 1977 e il 1980, e non ci siamo riusciti sempre per pochissimo. Bene, adesso è inutile nascondersi» ha detto Galliani dopo l’ultima promozione. L’impressione è che se dovesse riuscirci, il Monza potrebbe raggiungere un posto stabile in Serie A, come fatto negli ultimi anni da Sassuolo e Parma. Il potenziale del club non è soltanto rappresentato dalla solidità della proprietà, ma anche da un’area urbana che di fatto rappresenta una protuberanza di quella milanese, e che quindi offre un enorme bacino di tifosi e interessi. Seguendo questa direzione, il progetto per il rifacimento del vecchio e malandato stadio Brianteo è già pronto e deve essere soltanto presentato al pubblico: si parla di uno stadio coperto da circa 25.000 spettatori, in regola con tutti i requisiti richiesti per giocare la Serie A.

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