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  • venerdì 18 Settembre 2020

I dati della settimana sul coronavirus in Italia

Per la prima volta da otto settimane i nuovi casi calano leggermente: anche il numero dei morti è sceso di poco, pur restando il secondo più alto dalla prima metà di luglio

Nell’ultima settimana – tra venerdì 11 e giovedì 17 settembre – in Italia sono stati registrati 9.845 casi di contagio da coronavirus, un calo del 4 per cento rispetto ai sette giorni precedenti. È la prima volta da otto settimane consecutive in cui il numero dei casi diminuisce: un dato in controtendenza rispetto ai principali paesi europei, dove in molti casi – Spagna e Francia soprattutto – i numeri sono per il momento assai più preoccupanti.

Il dato sui decessi di persone che avevano contratto il coronavirus negli ultimi sette giorni è leggermente il calo rispetto alla settimana scorsa, ma è stato comunque il secondo più alto dalla prima metà di luglio: un riflesso dell’aumento dei contagi avvenuto in Italia nelle ultime settimane, che com’è ovvio produce conseguenze sul numero dei decessi solo a distanza di qualche tempo. Occorrerà osservare i dati delle prossime settimane per sapere se siamo realmente riusciti a invertire la tendenza, a stabilizzarla o se torneranno a crescere non solo i contagi ma anche le morti legate all’epidemia.

Le cose da sapere sul coronavirus

Per quanto riguarda gli ospedali, i dati a disposizione non permettono di confrontare i nuovi ricoveri settimanali ma soltanto il totale dei pazienti presenti in terapia intensiva e negli altri reparti in un dato giorno. Giovedì 17 settembre c’erano 2.348 persone nei reparti non di terapia intensiva, e 212 nelle terapie intensive. L’aumento settimanale è in continua crescita: del 28 per cento per i ricoveri ordinari, e del 29 per cento per i pazienti in rianimazione. Va specificato, per interpretare i dati sui ricoveri, che attualmente viene sottoposto a tampone chiunque venga ammesso in ospedale: quindi, oltre ai pazienti ricoverati per i sintomi della COVID-19, sono inclusi anche quelli che hanno altri problemi di salute e che però risultano positivi al test di controllo.

Le regioni che hanno registrato più casi nell’ultima settimana sono, nell’ordine: Lombardia (1.532), Lazio (1.112), Campania (972) ed Emilia-Romagna (899). In percentuale, gli aumenti più significativi rispetto ai contagi registrati la settimana prima ci sono stati in Valle d’Aosta (100 per cento) e a Bolzano (95 per cento), ma in molte regioni si sono registrati piccole variazioni, spesso in diminuzione.

Nell’ultima settimana sono stati fatti il 6,4 per cento di tamponi in meno rispetto a quella precedente, invertendo una tendenza che durava da quattro settimane, testando l’11 per cento di persone in meno, che comunque sono più del doppio di quelle testate settimanalmente a luglio e fino a metà agosto.

Questa settimana l’Istituto Superiore di Sanità non ha ancora pubblicato il suo bollettino con l’analisi dell’andamento dell’epidemia, che comprende tra le altre cose i dati sui focolai, sull’età dei nuovi contagiati, sulla percentuale di asintomatici e dei casi importati dall’estero.