• Mondo
  • sabato 29 Agosto 2020

La Guardia costiera italiana ha raggiunto la nave per il soccorso dei migranti finanziata da Banksy

Nel pomeriggio di sabato la Guardia costiera italiana ha raggiunto la Louise Michel, una nave per il soccorso dei migranti finanziata dall’artista britannico Banksy, che si trovava in difficoltà nel Mediterraneo centrale, nella zona SAR (cioè una zona di ricerca e soccorso) di competenza maltese. La Louise Michel infatti aveva 219 migranti a bordo e stava cercando di proteggerne altri 33 che si trovano su un gommone di salvataggio: aveva chiesto aiuto alle autorità italiane e a quelle maltesi perché, lunga 31 metri, potrebbe trasportare al massimo 120 persone e non poteva spostarsi. La Guardia costiera ha recuperato le 49 persone più vulnerabili tra quelle messe in salvo dalla Louise Michel.

Per quanto riguarda le altre, la nave ha ricevuto l’assistenza della Sea-Watch 4, un’altra nave che si occupa di soccorsi nel mar Mediterraneo e che attualmente ha a sua volta 201 migranti a bordo, ma è più grande e attrezzata della Louise Michel.

Dei migranti a bordo della Louise Michel 89 erano stati messi in salvo giovedì e tra loro ci sono quattro bambini. Un secondo salvataggio era avvenuto ieri, quando la nave aveva risposto a un’allerta di Moonbird, l’aereo della ong Humanitarian Pilots Initiative che sorvola il Mediterraneo centrale per segnalare eventuali imbarcazioni in difficoltà. Sulla nave c’è anche il corpo di una persona morta dopo il salvataggio.

La Louise Michel, che è gestita da un equipaggio composto da 10 attivisti francesi e batte bandiera tedesca, deve il suo nome a una femminista anarchica francese. Prima di diventare una nave da soccorso apparteneva alle autorità doganali francesi; rispetto alle navi delle ong che operano nel mar Mediterraneo è più piccola, ma più veloce. Si trova nel Mediterraneo dal 18 agosto, quando era partita dal porto di Burriana, in Spagna, vicino a Valencia.

La nave di soccorso Louise Michel, finanziata da Banksy, il 28 agosto 2020, nel Mediterraneo centrale (La Presse/AP Photo/Santi Palacios)