(AP Photo/Felipe Dana, File)

Alle isole Keys arriveranno centinaia di milioni di zanzare geneticamente modificate

Potrebbero essere molto utili per limitare la diffusione di dengue, febbre gialla e Zika, ma c'è chi teme conseguenze alla Jurassic Park

(AP Photo/Felipe Dana, File)

Tra il 2021 e il 2022 circa 750 milioni di zanzare geneticamente modificate saranno liberate nelle Florida Keys, un arcipelago di isole nel sud-est degli Stati Uniti, nel tentativo di ridurre la presenza in quell’area delle Aedes aegypti, le zanzare che trasmettono malattie come dengue, febbre gialla e Zika. Le zanzare geneticamente modificate contengono infatti un gene che una volta trasmesso a quelle già presenti in natura impedirebbe la proliferazione di zanzare femmine, quelle che diffondono le malattie.

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La decisione è stata presa dopo anni di discussioni dal FKMCD (Florida Keys Mosquito Control), un ente che si occupa di monitorare la presenza di zanzare nelle Florida Keys, e dopo che già era stata approvata a livello federale, statale e locale. Non è la prima volta nel mondo che si provano a usare zanzare geneticamente modificate per combattere le Aedes aegypti, ma tra le persone continuano a esserci perplessità più o meno fondate sull’efficacia di questi progetti: più di 200mila persone hanno firmato una petizione contro le «zanzare mutanti» e il “Centro per la sicurezza alimentare”, un’organizzazione contraria agli ogm, lo ha definito «un esperimento alla Jurassic Park».

Alle Florida Keys, che hanno una popolazione di circa 70mila persone, le Aedes aegypti sono un grosso problema già dal 2009, quando nell’arcipelago ci furono alcuni casi di dengue, e lo sono sempre più: solo nel 2019 e solo alle Florida Keys i nuovi casi di dengue sono stati più di 50. Nonostante da quelle parti le Aedes aegypti siano solo l’uno per cento della popolazione totale di zanzare, il FKMCD spende più di un milione di dollari l’anno per combatterle e già dal 2012 si mise in contatto con la Oxitec, una società britannica specializzata nella creazione di insetti geneticamente modificati.

Key Largo, Florida (Joe Raedle/Getty Images)

Il progetto approvato in questi giorni prevede che la Oxitec porti in Florida, liberandoli un po’ per volta, centinaia di milioni di maschi di zanzare, tutti contenenti una particolare proteina geneticamente modificata. La proteina è in grado di trasmettersi da una generazione all’altra di zanzare, e dovrebbe far sì che in tutte le larve delle zanzare fecondate dagli esemplari maschi di Oxitec muoiano tutte le larve di zanzare femmine. Le larve maschili invece sopravviverebbero, a loro volta passando il gene modificato, quello che uccide le femmine, alle successive generazioni.

È sufficiente eliminare le zanzare femmine per risolvere il problema, perché sono solo loro a pungere gli esseri umani: di solito poco dopo l’accoppiamento, quando hanno bisogno delle proteine del sangue umano o di altri animali per avere nuove energie in vista della deposizione delle uova. I maschi, al contrario, si nutrono di nettare e non sono per nulla interessati al sangue. Con il tempo, quindi, Oxitec ridurrebbe il numero di femmine di Aedes aegyptie di conseguenza quello di umani punti dalle zanzare e quindi di malattie trasmesse tramite quelle punture.

È la tecnica del cosiddetto “gene drive”, in cui un gene portatore delle informazioni ereditarie viene modificato in laboratorio su un gruppo di esemplari che a loro volta lo trasmetteranno in natura tramite la riproduzione, guidando un cambiamento su larga scala per la specie cui appartengono. Perché il piano funzioni, serve ovviamente che quante più zanzare possibili della Oxitec – che l’azienda chiama OX5034 – fecondino quelle non geneticamente modificate già presenti nelle Florida Keys.

Le OX5034 sono una sorta di perfezionamento delle OX513A create qualche anno fa dalla Oxitec, che però erano meno efficaci perché il gene che portavano causava la morte sia dei maschi che delle femmine, impedendo quindi alle nuove generazioni di maschi di trasmettere il gene ereditato dai padri geneticamente modificati.

Le zanzare geneticamente modificate, infatti, non sono una novità. Se ne stanno occupando diverse aziende, compresa Google, e Kevin Gorman, uno scienziato di Oxitec, ha detto ad Associated Press che tra Brasile, Panama e le Isole Cayman l’azienda «ha già rilasciato più di un miliardo di zanzare modificate»; secondo l’azienda con ottimi risultati e «senza nessun potenziale rischio per l’ambiente o le persone».

Il laboratorio di Oxitec a San Paolo, in Brasile (Victor Moriyama/Getty Images)

Ci sono però diversi dubbi sulle zanzare della Oxitec. Maxi Moreno, un esperto di malattie trasmesse dalle zanzare, anche lui intervistato da Associated Press, ha detto: «Le zanzare create in laboratorio non sono passate attraverso un processo di selezione naturale, in cui solo le più adeguate sopravvivono. Una volta in natura, saranno in grado di sopravvivere e competere con i loro “compagni” non modificati?». C’è inoltre chi si chiede se non ci sia il rischio che il gene modificato delle OX5034 possa passare accidentalmente ad altri animali o, più in generale, creare problemi e scompensi all’ecosistema delle Florida Keys.

Alcune zanzare liberate in Brasile (Victor Moriyama/Getty Images)

Altri critici temono che ci sia il rischio che alcune larve femmine di zanzare fecondate dai maschi OX5034 possano comunque sopravvivere, portando alla creazione di zanzare ibride e non previste, con una serie di possibili complicazioni. È la tesi del “La vita trova sempre una strada”, per dirla alla Jurassic Park, tra l’altro supportata da uno studio pubblicato nel 2019 su Scientific Reports, e di recente citato dall’Atlantic. 

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Oxitec cita a sua volta diversi studi a suo favore ed è supportata dal fatto che negli ultimi anni diversi enti di diversi stati abbiano approvato le sue tecniche, che se efficaci e senza effetti collaterali potrebbero in effetti essere una soluzione efficace per ridurre il numero di Aedes aegypti e di altre specie di zanzare, che ogni anno causano nel mondo la morte di diverse centinaia di migliaia di persone.