Anthony Levandowski, ex dirigente di Google e Uber, è stato condannato per furto di segreti industriali

Anthony Levandowski, ex importante dirigente di Google passato poi a una società acquisita da Uber, è stato condannato a 18 mesi di carcere per furto di segreti industriali legati allo sviluppo delle tecnologie per i veicoli a guida autonoma. Levandowski era sotto processo in California in seguito alle accuse mosse contro di lui un paio di anni fa da Waymo (società controllata da Alphabet, proprietaria di Google) per il furto di brevetti e segreti industriali.

Dopo avere lasciato Google nel 2016, Levandowski aveva fondato Otto, una startup per lo sviluppo di camion che si guidano da soli, acquisita poi da Uber per circa 700 milioni di dollari. Secondo l’accusa, Levandowski avrebbe sottratto a Waymo/Google migliaia di documenti per proseguire i suoi progetti sui veicoli a guida autonoma e consentire alla sua startup di recuperare rapidamente nei confronti della concorrenza. La causa intentata da Waymo aveva già indotto Uber a licenziare Levandowski nel 2017 e a raggiungere un accordo extragiudiziale per risolvere il contenzioso.

Pronunciando la sentenza di condanna, il giudice distrettuale di San Francisco, William Alsup, ha detto che i crimini commessi da Levandowski sono stati «il più grande furto di segreti industriali che io abbia mai visto». Lewandowski aveva chiesto gli arresti domiciliari, sostenendo di soffrire di polmonite, ma il giudice glieli ha negati e ha detto che potrà iniziare a scontare la pena in carcere una volta che i contagi da coronavirus negli Stati Uniti rallenteranno.

Google ha fatto causa a Uber

(Justin Sullivan/Getty Images)