(Justin Sullivan/Getty Images)
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  • sabato 1 Agosto 2020

Microsoft è in trattativa per acquistare TikTok

La vendita del social network cinese a una compagnia americana potrebbe evitare che Trump vieti l'app negli Stati Uniti

(Justin Sullivan/Getty Images)

Microsoft sta trattando l’acquisto del social network cinese TikTok, secondo fonti citate dal New York Times e dal Wall Street Journal. La trattativa sarebbe in stato avanzato e coinvolgerebbe anche funzionari dell’amministrazione statunitense. Il Wall Street Journal ha scritto che le trattative sono «fluide», e che un accordo potrebbe arrivare entro lunedì.

L’eventuale acquisto di TikTok da parte di Microsoft avrebbe importanti implicazioni politiche, oltre che economiche. Da mesi, infatti, gli Stati Uniti sostengono che TikTok sia usata dal governo cinese per raccogliere dati sensibili sugli utenti statunitensi. il presidente statunitense Donald Trump, inoltre, aveva attaccato duramente l’app, e in particolare i suoi utenti, per il fallimento di un suo comizio tenuto il 20 giugno a Tulsa, in Oklahoma, il primo organizzato dopo mesi. Trump aveva accusato dello scarso successo di pubblico del comizio la mobilitazione di migliaia di adolescenti su TikTok e su altri social network (la teoria di Trump, comunque, è molto difficile da dimostrare, ed è probabilmente falsa).

Venerdì Trump ha detto di stare valutando cosa fare riguardo a TikTok: ha aggiunto che un’ipotesi che si sta discutendo è quella di vietare l’accesso all’app negli Stati Uniti, decisione che farebbe perdere al social network e alla sua proprietaria, la società cinese ByteDance, un consistente bacino di utenti. La dura posizione di Trump nei confronti di TikTok sembra rientrare in un più ampio scontro tra Cina e Stati Uniti, che si è aggravato nelle ultime settimane e che ha portato tra le altre cose alla chiusura di due consolati, uno cinese negli Stati Uniti e uno americano in Cina.

– Leggi anche: Lo scontro tra Cina e Stati Uniti, spiegato

La vendita di TikTok a una compagnia americana scongiurerebbe l’ipotesi di messa al bando dell’app: secondo il Wall Street Journal, eviterebbe al governo federale eventuali conseguenze legali.